… e la Rai scoprì gli orrori di Lovecraft!

Tra gli anni Ottanta e Novanta il nome di Howard Phillips Lovecraft e la sua mitologia compaiono sempre più spesso sulle locandine dei film, quasi a diventare una garanzia di qualità e, comunque, un’ ottima strategia di marketing.

Ma quando il nome del Solitario di Providence non era ancora noto ai più e le sue opere poco conosciute, la RAI si impegnò a divulgare in modo fedele e raffinato i capolavori del “creatore di leggende” trattandone gli affascinanti temi. Negli anni Sessanta, infatti, si servì dei propri canali radio trasmettendo varie rubriche curate da Riccardo Giani, Francesco Calderone e Franco Scaglia, mentre nel decennio successivo favorì la produzione di tre cicli tematici di trasmissioni televisive curate dai registi Giorgio Bandini, Ciriaco Tiso e Renato Minore e i gemelli Andrea e Antonio Frazzi.

 

NELLA CITTA’ VAMPIRA – CASA DELLE STREGHE

Giorgio Bandini, autore e regista proveniente dalla radio e dal teatro, nel 1977 inizia la registrazione di cinque drammi gotici per il piccolo schermo. Bandini ha scritto ognuno di questi atti unici ispirandosi liberamente ai racconti di George Oliver Onions e Hanns Ewers, Edgar Allan Poe, Gogol, Luigi Capuana e H.P. Lovecraft. Interpreti fissi sono Flavio Bucci, Micaela Pignatelli e Alessandro Haber. “Cinque racconti popolati da vampiri e fantasmi che dovrebbero ispirare orrore e paura, ma che non risulteranno del tutto neri, perchè trattati con ironia”. Queste le parole del regista apparse in un articolo sul Radiocorriere tv del 5/11 Giugno 1977. Il ciclo assume il titolo Nella città vampira e la messa in onda avviene sul primo canale della attuale Rai, rete 1, nel 1978 come di seguito specificato:

1) Ma è un vampiro?, da un racconto di Luigi Capuana, Giovedì 13 Luglio 1978 alle ore 20.40
2) Kaiserstrasse, dai racconti di George Oliver Onions e Hanns H. Ewers, Giovedì 20 Luglio 1978 alle ore 20.40
3) Casa delle streghe, da Howard Phillips Lovecraft, Venerdì 4 Agosto 1978 alle ore 21.35
4) Il quarto episodio, Diario di un pazzo di Gogol, viene saltato suscitando critiche da parte dei telespettatori, che scrivono al Radiocorrere tv per reclamare la mancata messa in onda (lettera apparsa sul Radiocorriere del 15/21 ottobre 1978).

I tre racconti di Lovecraft, raccolti sotto un unico titolo, Casa delle streghe, hanno fornito spunti ed elementi per questa sorta di viaggio in un universo fantastico e drammatico, al seguito di un professore alla ricerca di religioni e mondi migliori. Involontariamente, il protagonista interpretato da Flavio Bucci si trova implicato nelle tre storie come semplice spettatore o come vittima. La prima vicenda si svolge in una casa dove un morto suona il violino, quasi per esorcizzare la morte; la seconda riguarda un tentativo di sopravvivere alla morte attraverso l’ibernazione; nella terza si assiste ad una drammatica invasione di topi voraci, che simboleggiano le paure dell’uomo.

Le storie di Lovecraft citate sono rispettivamente La musica di Erich ZannAria fredda e I ratti nel muro.

Per quanto riguarda la colonna sonora, le musiche della serie sono affidate al grande Maestro Ennio Morricone, raccolte poi in un cd dal titolo Drammi gotici.

 

UN RACCONTO, UN AUTORE – LA CHIAVE D’ARGENTO

Passiamo al 1982, quando il regista e critico cinematografico, Ciriaco Tiso, con la collaborazione dell’autore Renato Minore, si trova a dirigere una serie di adattamenti letterari per il secondo canale della Rai. Come nel caso precedente si tratta di un ciclo di programmi, spostati però nella fascia pomeridiana, e, precisamente, ogni Martedi alle ore 15.25. Il motivo del cambio d’orario è semplice: la trasmissione, che nasce sotto l’egida del Dipartimento Scuola Educazione, si rivolge principalmente ai ragazzi della scuola media che vivono naturalmente immersi in un universo di sollecitazioni e di informazioni audiovisive, proprio in quella fascia d’età in cui il sistema scolastico vorrebbe che leggessero di più e meglio, accostandosi ai problemi testuali e filologici che ogni pagina letteraria porta con sé. Quindi, si opta per dei racconti fantastici che hanno modo di riservare infinite sorprese e che stimolano l’elaborazione dei percorsi obbligati che comportano. A differenza di Nella città vampira, le cui finalità erano rivolte alla teatralità e all’ironia, in questo caso gli intenti sono dunque prettamente didattici, dato che il programma si propone di insegnare a leggere un racconto o un’opera celebre, rimanendo fedele al loro spirito originario. Un racconto, un autore, questo, il titolo della trasmissione, propone i seguenti adattamenti:

1) 5 Gennaio 1982 – Introduzione al ciclo
2) 12 Gennaio 1982 – Eveline di James Joyce
3) 19 Gennaio 1982 – Il ritratto ovale di Edgar Allan Poe
4) 26 Gennaio 1982 – I giorni perduti e Le precauzioni inutili di Dino Buzzati
5) 02 Febbraio 1982 – La chiave d’argento di H.P. Lovecraft, prima parte
6) 09 Febbraio 1982 – La chiave d’argento di H.P. Lovecraft, seconda parte
7) 16 Febbraio 1982 – La chiave d’argento di H.P. Lovecraft, terza parte
8) 23 Febbraio 1982 – La fede di Luigi Pirandello
9) 02 Marzo 1982 – Il Camaleonte di Anton Čechov

La chiave d’argento è un lungometraggio di settantacinque minuti trasmesso in tre episodi. Il tema proposto è il rifiuto del mondo dell’ipocrisia convenzionale. Carter, il protagonista, rifiutato il mondo reale, cioè quello adulto dell’ipocrisia convenzionale, riguadagna la chiave d’accesso all’universo dei sogni che gli era sfuggito crescendo. I ruoli del narratore (Lovecraft) e del protagonista (Randolph Carter) sono affidati all’attore Jobst Grapow.

 

IL FASCINO DELL’INSOLITO – LA COSA SULLA SOGLIA

Con un articolo intitolato Un brivido per il sabato sera di piena estate, pubblicato sul Radiocorriere tv del 26 Giugno/2 Luglio 1982, il giornalista Carlo Scaringi presenta un nuovo programma, un ciclo di sette produzioni di marca italiana che spaziano nella lettura fantastica e avveniristica di successo, americana ed europea. I sette sceneggiati, di un’ora ciascuno, sono raccolti sotto il titolo Il fascino dell’insolito, itinerari della letteratura dal gotico alla fantascienza e andranno in onda di Sabato, alle ore 20.40, sulla rete 2. I curatori Rai Cecilia Cope e Angelo Ivaldi desiderano dimostrare che non sempre gli americani sono i più fedeli interpreti dei testi dei loro scrittori più importanti.

Questi i sette film presentati nell’articolo di Scaringi menzionato:

1) 3 Luglio 1982 – L’impostore di Philip K. Dick
2) 10 Luglio 1982 – La tortura della speranza di Villiers de L’Isle-Adam
3) 17 Luglio 1982 –  La scoperta di Morniel Mathway di William Tenn
4) 24 Luglio 1982 – Vampirismus di E.T.A. Hoffmann
5) 31 Luglio 1982 – La cosa sulla soglia di H.P. Lovecraft
6) 7 Agosto 1982 – La specialità della casa di Stanley Ellis
7) 14 Agosto 1982 – Castigo senza delitto di Ray Bradbury

Un elemento in comune a tutti gli sceneggiati del ciclo Il fascino dell’insolito è la notevole tensione che ispirano. Una tensione senza effetti orrorifici che scaturisce, invece, dagli eventi che coinvolgono i personaggi in una sorta di gioco del destino, nel quale mistero, magia, fatalità, speranza, sogno e angoscia si mescolano dando vita ad un cocktail che la bravura dei realizzatori e le doti degli interpreti riescono a rendere scorrevole e piacevole. Gli argomenti spaziano nei più svariati campi della fantasia, dalla fantascienza ad atroci maledizioni.

Il film La cosa sulla soglia, derivato dall’omonimo racconto dell’inquietante autore americano, è diretto dai gemelli Andrea e Antonio Frazzi, registi e sceneggiatori che lavorano in coppia e in perfetta sintonia: c’è un uomo che, pur ammettendo di aver soppresso un amico, in fondo non si sente colpevole; secondo lui, o, meglio, secondo la propria logica. Ha dato soltanto un sollievo alla vittima.

In un’ora e venti di film che oscilla tra il terrore e l’allucinazione vediamo gli attori Massimo Ghini (nel ruolo del personaggio Daniel Upton), Fiorenzo Marchegiani, Mattia Sbragia e Daniela Surina muoversi nella dimensione dell’assurdo. I gemelli Frazzi, poi, conservano intatto il senso del racconto originale e riescono a riprodurre a pieni voti il clima di mistero e di malsana inquietudine.

Nota: alcune immagini presenti in questo articolo provengono dal settimanale Radiocorriere Tv.

 

Daniela Asmundo