È morto Gene Wilder, icona del cinema comico e di “Frankenstein Junior”

Gene Wilder

A pochi giorni di distanza dalla morte del regista Arthur Hiller (leggi l’articolo) se ne va a 83 anni anche uno dei suoi attori simbolo, nonché autentica icona del cinema comico mondiale, Gene Wilder. Protagonista di successi come Per favore, non toccate le vecchiette, Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Frankenstein Junior, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, La signora in rosso e Non guardarmi: non ti sento, Wilder è morto lunedi nella sua casa di Stamford, nel Connecticut. Suo nipote Jordan Walker-Pearlman ha dichiarato che il decesso è avvenuto a causa di complicazioni dovute al morbo di Alzheimer, di cui l’attore e regista americano soffriva dopo che nel 1989 gli era stato diagnosticato un Linfoma non Hodgkin.

L’attore comico, che è stato nominato due volte all’Oscar, come non protagonista in Per favore, non toccate le vecchiette e per la sceneggiatura di Frankenstein Junior insieme a Mel Brooks , e di sé raccontò al Time nel 1970: «Il mio tranquillo aspetto esteriore lo uso per mascherare l’isteria; dopo sette anni di analisi, è diventata solo un’abitudine».

Per favore, non toccate le vecchietteNato a Milwaukee come Jerome Silberman, dopo anni di teatro a Broadway approda al cinema nel 1967 in Gangster story di Arthur Penn. L’esplosione arriva però grazie a The producers, uscito da noi con l’assurdo titolo Per favore, non toccate le vecchiette in cui interpreta l’isterico Leo Bloom, un contabile coinvolto da un produttore teatrale, interpretato da Zero Mostel, in una assurda truffa ai danni di signore anziane. Scritto e diretto da Mel Brooks, il film ha fruttato a Wilder una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista e la sua carriera è decollata.

Willy WonkaNel 1971 si cala nei panni dell’eccentrico Willy Wonka, uno dei personaggi più amati dai bambini, in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, che non ha avuto un successo immediato, ma è diventato successivamente uno dei film preferiti dai bambini. Nella parodia di Woody Allen Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere appare in un esilarante segmento in cui è un medico che si innamora di una pecora di nome Daisy. Wilder raggiunge l’apice della celebrità grazie ad altre due commedie di Mel Brooks, entrambe nel 1974: la parodia del cinema western Mezzogiorno e mezzo di fuoco e soprattutto il film che lo renderà un’autentica icona, Frankenstein Junior.

Frankenstein JuniorGirato in bianco e nero e con accanto a lui l’indimenticabile Marty Feldman nel ruolo del gobbo Igor, il film è una pietra miliare della storia del cinema comico, con Wilder che interpreta l’isterico ma tenero dottor Frankenstein, o meglio “Frankenstin”, come esige di essere chiamato. La sua famosa battura «Si-può-fare!» è diventata un autentico must.

Lavorare con Mel Brooks sprona Wilder a scrivere e dirigere le sue commedie, anche se nessuna ha raggiunto le vette delle sue collaborazioni con Brooks. La prima è Il fratello più furbo di Sherlock Holmes (1975), sempre con Feldman accanto, seguita due anni dopo da Il più grande amatore del mondo, che ha anche prodotto.

Non guardarmi non ti sentoInizia quindi la sua proficua partnership con Richard Pryor, che li porta ad interpretare diversi film di successo, e a formare una scintillante coppia comica. Dal primo Wagon-lits con omicidi, parodia dei thriller ambientati sui treni diretta da Arthur Hiller nel 1976, al grande successo di Nessuno ci può fermare di Sidney Poitier, che nel 1980 incassa oltre 100 milioni di dollari. Un altro film della coppia campione di incassi è Non guardarmi: non ti sento del 1989, in cui interpretano un cieco e un sordo, con anche un sequel due anni dopo,0 Non dirmelo… non ci credo“.

Gene Wilder e Gilda RadnerNel 1982, durante le riprese di Hanky Panky, fuga per due, Wilder incontra al Saturday Night Live l’attrice comica Gilda Radner, che poco dopo diventa la sua terza moglie. Con lei Wilder è protagonista del suo maggior successo registico, La signora in rosso (1984), e due anni dopo di Luna di miele stregata. Ma la Radner si ammala di cancro alle ovaie e Wilder resta devastato dalla sua morte, avvenuta nel 1989, lavorando da quel momento ad intermittenza.

Nel 1994 tenta la via della sitcom con il fallimentare Quel pasticcione di papà, rifacendosi però un decennio dopo con la vittoria di un Emmy Award come miglior guest nella famosa serie Will & Grace, in cui interpretava il boss del gayo Will.

Poi la degenerazione della malattia, un libro di memorie, un romanzo, dei racconti e una novella, e infine l’oblio, che lo accompagna fino alla morte, non intaccando però la sua lucidità, e consegnandolo per sempre all’immortalità della storia del cinema.

 

Ivan Zingariello