Edizione 4K Ultra HD + blu-ray per Crimini invisibili di Wim Wenders

Scrutato a fondo il proprio cinema attraverso opere che poggiavano su uno sguardo quasi documentaristico, nel 1997 il tedesco Wim Wenders intraprese un percorso particolare della sua carriera mettendo mano ad una pellicola noir, un po’ come fece nel 1982 con Hammett: indagine a Chinatown, ma sfruttando stavolta un’ambientazione totalmente hollywoodiana per affrontare un discorso metacinematografico.

Riscoperto ora da CG Entertainment (www.cgtv.it) in versione restaurata in un’edizione che lo dispensa sia in 4K Ultra HD che su supporto blu-ray, Crimini invisibili è un teso dramma ambientato nel lastricato mondo della Settima arte a stelle e strisce, tra delitti e personaggi dalla dubbia moralità, come ogni noir che si rispetti.

Siamo a Hollywood e il cinico produttore Mike Max (Bill Pullman), un uomo che ha basato il proprio successo sulla realizzazione di film esclusivamente violenti e di dubbia moralità, viene misteriosamente rapito dai due bizzarri sicari Frank Cray (Pruitt Taylor Vince) e Lowell Lewis (John Diehl).

Evento che segna per lui l’inizio di un’assurda sequela di vicende mentre cerca di scoprire cosa sia successo in verità e chi sta tramando per la sua vita; mentre sulla stessa linea indagatrice si mettono l’ispettore Brock (Loren Dean) e l’addetto alla sicurezza Ray Berling (Gabriel Byrne), il quale, tramite un video della sorveglianza, scopre qualcosa che potrebbe coinvolgere anche la moglie dello stesso produttore: la bella Paige Stockard (Andie MacDowell).

Ricorrendo ad un linguaggio audace per incidere il proprio sguardo nell’ambiguo ambiente cinematografico descritto, con Crimini invisibili Wenders gioca la natura noir del film privilegiando un’atmosfera quasi onirica, a tratti lynchana, in modo da coinvolgere lo spettatore in uno sguardo diretto verso cosa sia la realtà (la vita) e cosa la finzione (i film).

La vicenda di Max altro non è che un valido pretesto che divide in più strati l’ambiente hollywoodiano del caso, tempestato di personaggi emblematici e femme fatale (la MacDowell), proprio come in una qualsiasi detective story che si rispetti, con l’ausilio però di un’attenta presenza della macchina da presa.

Un elogio all’amore per le immagini in movimento rafforzato dalla realtà filtrata attraverso la camera di sorveglianza del citato Berling e che il Wenders rende un’attenta analisi di cosa significhi la violenza al di là del grande schermo; supportato da interpreti di grande apporto che, oltre ai già citati, comprendono Frederic Forrest, Rosalind Chao, Marshall Bell, Henry Silva, Udo Kier e il Samuel Fuller regista de Il corridoio della paura e Il grande uno rosso.

Di notevole impatto, poi, la colonna sonora a firma di Ry Cooder, grande collaboratore del cineasta Walter Hill e in seguito al servizio del buon Wim anche per il documentario musicale Buena Vista Social Club, datato 1999.

Il trailer e quarantuno minuti di intervista a Wenders completano quali contenuti extra entrambi i dischi di Crimini invisibili.

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