Grande successo di pubblico datato 2016 e anticipato da quello riscosso nell’autunno dell’anno precedente presso la Festa del cinema di Roma, grazie a Plaion pictures e Lucky red approda in 4K Ultra HD Lo chiamavano Jeeg robot.

Un’edizione limitata a doppio disco che dispensa anche su supporto blu-ray il lungometraggio d’esordio dietro alla macchina da presa per l’attore romano Gabriele Mainetti, la cui idea di partenza sembra in un certo senso richiamare alla memoria quella che nel 1984 fu alla base del trashissimo splatter cult Targato Troma The toxic avenger.

Del resto, come in quel caso avevamo il goffo inserviente di palestra Melvin trasformatosi nel mostruoso vendicatore tossico suggerito dal titolo dopo essere accidentalmente caduto in un bidone colmo di liquami radioattivi, qui lo sbandato di periferia Enzo Ceccotti incarnato da Claudio Santamaria acquisisce forza sovrumana dopo essere entrato a contatto con una misteriosa sostanza nelle acque del fiume Tevere. E, come in quel caso il giustiziere armato di mocio si accoppiava ad una ragazza non vedente, nel debutto mainettiano il protagonista comincia ad abbandonare la vita criminale e condividere le proprie giornate con la giovane orfana e psicologicamente problematica) Alessia, convinta che lui sia l’eroe del popolare cartone animato Jeeg robot d’acciaio. La Alessia interpretata ottimamente da una Ilenia Pastorelli che alterna con notevole capacità dramma e punte d’ironia, contribuendo all’emersione di fondamentali sottotesti riguardanti l’emarginazione sociale. E, chiaramente, non può mancare il cattivo di turno: colui che si fa chiamare lo Zingaro e che, in possesso dei connotati di un eccellente Luca Marinelli, è a capo di una gang di delinquenti che portano oltretutto avanti affari con i camorristi Nunzia, Antonio e Vincenzo, ovvero Antonia Truppo, Gianluca Di Gennaro e Salvatore Esposito. Un villain spietato e sempre più vicino al Joker nolaniano man mano che i lentamente coinvolgenti fotogrammi scorrono; fino ad uno scontro finale che, ambientato allo stadio durante il derby calcistico, lascia individuare come sua probabile fonte d’ispirazione una delle situazioni più note de Il cavaliere oscuro – Il ritorno. Ma anche un villain che, con un passato legato ad una partecipazione alla trasmissione televisiva Buona Domenica, rappresenta la fame di potere che porta nel terzo millennio la popolarità sul web. Cimentandosi inoltre in un massacro accompagnato dalle note di Ti stringerò di Nada e in un’esibizione canora di Un’emozione da poco di Anna Oxa.

Hit cui si affianca la Latin lover di Gianna Nannini posta a commento della sequenza dell’assalto al blindato. È bene precisare, però, che, sebbene sia stato salutato ai tempi della sua realizzazione in qualità di risposta italiana ai cinecomic sui supereroi tanto gettonati dalla Settima arte hollywoodiana d’inizio terzo millennio, Lo chiamavano Jeeg robot rappresenta, in realtà, molto di più all’interno del panorama tricolore da grande schermo dominato per lo più da rassicuranti commedie e film a tematica sociale. Perché, sebbene le quasi due ore di visione – richiamanti in un certo senso alla memoria Super – Attento crimine!!! di James Gunn – non possano fare a meno di testimoniare un moderno esempio nostrano in fotogrammi accomunabile ad un filone che ci ha “regalato”, tra gli altri, Flashman di Mino Loye L’uomo puma di Alberto De Martino, evitano di scimmiottare – come avvenuto in quei casi – i superhero movie d’oltreoceano; e, mantenendo sempre su un piano realistico perfino i poteri acquisiti da Ceccotti, immergono la vicenda raccontata in un contesto malavitoso capitolino chiaramente debitore nei confronti dei vari Romanzo criminale. Con la risultante di un già classico che, mai banalmente consolatorio, già testimoniava le notevoli doti del futuro autore di Freaks out e La città proibita, aggiudicatosi grazie a Lo chiamavano Jeeg robot ben sette David di Donatello (regista esordiente, produttore, attrice protagonista Ilenia Pastorelli, attrice non protagonista Antonia Truppo, attore protagonista Claudio Santamaria, attore non protagonista Luca Marinelli, montaggio). Un già classico il cui blu-ray di questa edizione ospita inoltre una ricca sezione extra costituita da un backstage diviso in undici parti, sette scene tagliate, otto minuti di confronto tra storyboard e girato, diciannove di provini al cast, cinque di papere, due trailer, il videoclip della mitica canzone del cartoon giapponese nella lenta reinterpretazione di Santamaria (che accompagna i titoli di coda) e, infine, il cortometraggio Tiger boy, a firma dello stesso Mainetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner