Archiviata la lodata esperienza di A complete unknown, biopic dedicato al noto cantautore Bob Dylan, l’infaticabile star moderna Timothée Chalamet nel 2025 ha deciso nel 2025 di tornare a far parlare di sé tramite un’altra sentita performance: quella sfoggiata in Marty Supreme, diretto dal Josh Safdie che in coppia con il fratello Bernie ci aveva regalato un piccolo film come Diamanti grezzi, interpretato da Adam Sandler.
L’incontro tra Chalamet e Safdie ha permesso quindi che si concretizzasse sullo schermo la storia ispirata alla vera esistenza di Marty Reisman, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, con la risultante di un lungometraggio inneggiante alla forza di volontà e al desiderio di perseverare.
Nella New York degli anni Cinquanta vive il riservato Marty Mauser (Chalamet), dipendente di un piccolo negozio sito in un quartiere ebraico, amante del ping pong e sempre con la testa rivolta verso progetti futuri per la sua carriera sportiva. Infatti, questo amore per la pratica in questione lo porta nei pressi di un grande contest sportivo, facendo sì che cominci a girare per il mondo sfidando chiunque. Ma Marty è una persona troppo ambiziosa, e ciò lo conduce presto al cospetto di una serie di problematiche: dalla sua vita personale a quella sentimentale, fino a compromettere addirittura la propria, vincente, carriera sportiva.

Vero e proprio spaccato di un’epoca passata vista attraverso gli occhi poco innocenti di un protagonista sfrontato, se non proprio antipatico, Marty Supreme è una vera propria summa di narrativa americana atta a mostrare come anche il più singolo e sincero gesto possa mettere fine ad un’esistenza votata all’errore. Interpretato dal bravo Chalamet, il protagonista è l’apoteosi del detto “Tutti ce la possono fare” e, al di là dell’autodistruzione, si pone al centro di un’opera che ricorda il cinema di Frank Capra, ma al vetriolo.
Il regista Safdie, che inoltre co-produce, co-scrive e co-monta il proprio film, con occhio privo di fronzoli favolistici intende inscenare questa sorta di biography nel modo più diretto possibile, mostrando una serie di salite e discese del nostro Marty con fare instancabile e, a volte, anche piuttosto estenuante. È proprio questo perseverare in pessimismo la carta vincente di Marty Supreme, aiutando la causa di un’intera opera in cui l’elogio alla vita arriva in men che non si dica e nel modo più naturale possibile.
A giovare all’insieme è poi il ricco cast, che oltre al citato Chalamet include Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Kevin O’Leary, Fran Drescher e, in vesti inusuali di attore, il regista Abel Ferrara.
Candidato a nove premi Oscar (tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista Chalamet) senza riuscire purtroppo a conquistarne nessuno, Marty Supreme viene reso disponibile da Eagle pictures in un’edizione combo che lo dispensa in 4K Ultra HD e blu-ray; quest’ultimo corredato di diciannove minuti di making of quale extra.
