Edizione a doppio disco 4Kult per Atto di forza con Arnold Schwarzenegger

Il titolo originale è Total recall, ma fu come Atto di forza che arrivò nelle sale cinematografiche italiane nel Dicembre 1990, rientrando tra i film di Natale di quell’anno che segnò una volta per tutte la fine del decennio reaganiano.

Un decennio che, cinematograficamente parlando, ci regalò, oltretutto, quel machismo di cui, tra un Terminator e un Predator, insieme a Sylvester Stallone fu il principale volto simbolo Arnold Schwarzenegger, protagonista anche di questa trasposizione su grande schermo del racconto breve Ricordiamo per voi di Philip K. Dick.

Trasposizione che, comprendente tra gli sceneggiatori il Dan O’Bannon che scrisse Alien e diresse Il ritorno dei morti viventi, lo cala nei panni di un operaio edile tormentato sulla Terra del 2084 da un ricorrente sogno in cui perde la vita su Marte insieme ad una misteriosa ragazza e che lo spinge, di conseguenza, a desiderare di visitare il pianeta. Viaggio che non può economicamente permettersi e che lo porta a rivolgersi ad una società specializzata nella vendita di ricordi personalizzati, dove può scegliere di farsi innestare nella memoria una passata avventura da agente segreto proprio su Marte.

E, ponendo nel ruolo della moglie dell’uomo una Sharon Stone che avrebbe poi reso sexy star nel chiacchieratissimo thriller Basic instinct, al timone di regia l’olandese Paul Verhoeven sfrutta questa idea di partenza per strutturare un futuristico incubo in fotogrammi che non tarda a manifestare i connotati di una rilettura fantascientifica dei paranoici plot hitchcockiani.

Un futuristico incubo in cui Schwarzy si trova progressivamente a scoprire ignoti dettagli di una propria esistenza che credeva di conoscere; man mano che si trasforma nella preda di un gruppetto di pericolosi individui guidati dal Michael Ironside della serie televisiva V – Visitors, tra i villain per eccellenza della Settima arte.

Un futuristico incubo che, a differenza della maggior parte dei fanta-prodotti sfornati da Hollywood negli allora appena conclusi anni Ottanta, non strizza l’occhio al pubblico dei teen-ager come volevano i titoli di Steven Spielberg e soci, bensì si rivolge principalmente allo spettatore adulto, complici in particolar modo le accentuate dosi di violenza corredate addirittura di splatter.

Del resto, a trovarsi dietro la macchina da presa è l’autore del super classico Robocop, qui impegnato anche a tirare in ballo sottotrame socio-politiche riguardanti il controllo del flusso dell’ossigeno nella terra dei marziani, inevitabili gruppi di ribelli ed emarginati sociali sfigurati dalle radiazioni.

Emarginati che, resi mostruose creature e annoveranti perfino una donna grottescamente munita di tre seni, non possono fare a meno di rappresentare l’attrazione horror di Atto di forza, sguazzante in mezzo ad ologrammi e taxi robot nell’orchestrarsi tra realtà e universo onirico-virtuale.

Mentre l’azione a suon di inseguimenti, sparatorie e sanguinaria eliminazione di cattivi regna sovrana senza consentire di chiudere occhio; nel corso di una spettacolare operazione il cui maggiore punto di forza si rivelano, indubbiamente, gli innovativi effetti visivi giustamente premiati con un Oscar speciale.

Effetti concepiti principalmente tra modellini e proiezioni frontali in un periodo storico in cui la CGI aveva solo cominciato a muovere i primi passi e dei quali si parla nella featurette di ventitré minuti che occupa la sezione extra del blu-ray del film, incluso nell’edizione 4Kult del film edita da Eagle pictures. Edizione con card da collezione nella confezione e che ce lo propone, ovviamente, anche in formato 4K Ultra HD. Formato corredato di contenuti speciali che, oltre al commento audio di Schwarzenegger e del regista, dispensano ventuno minuti incentrati sulla colonna sonora del maestro Jerry Goldsmith, otto relativi allo sviluppo di Atto di forza e quasi un’ora di interessante documentario su come la compagnia di produzione Carolco cambiò Hollywood.

 

 

Francesco Lomuscio