Un brano intimo ma accessibile, capace di raccontare un desiderio profondo senza mai risultare distante. Enrico Calabrese mette in musica un progetto di vita che diventa universale. In questa chiacchierata emergono emozioni, dubbi e una scrittura che punta alla verità più che all’effetto.

Ciao Enrico, partiamo subito: “Corriamo insieme” sembra quasi una preghiera laica. Quando canti “ho un’astronave che calpesta ogni pensiero che si manifesta”, quanto c’è di reale e quanto di desiderato?

Effettivamente, la canzone è una riflessione profonda, una meditazione, un desiderio rivolto all’interiorità. C’è sicuramente la voglia di creare un momento di silenzio, un dialogo interiore e di speranza. L’unione tra il “reale” e il “desiderio” è un tema complesso che attraversa la filosofia, la psicoanalisi e la crescita personale. Entrambi vanno a braccetto spesso intrecciandosi in modi complessi e talvolta conflittuali. In sostanza, il desiderio ci dice cosa vogliamo, la speranza ci sostiene nel cercarlo, e il reale è il contesto in cui questa ricerca si svolge.

Il brano ha un equilibrio interessante tra malinconia e apertura. In alcuni momenti però sembra trattenersi, quasi non voler esplodere del tutto: è stata una scelta consapevole?

Penso che sia una caratteristica comune in brani che cercano autenticità, dove l’ambiguità emotiva crea una forte connessione con l’ascoltatore, offrendo consolazione invece di una semplice tristezza.

Nel testo si percepisce forte il tema della costruzione di qualcosa di concreto, non solo emotivo. Scrivere questo pezzo ti ha aiutato a chiarire anche delle paure personali?

Si, il songwriting un potente strumento terapeutico e creativo che aiuta notevolmente a chiarire, elaborare e affrontare le paure personali e le emozioni complesse.  Scrivere canzoni permette di raccontare il proprio mondo intimo, facilitando la conoscenza di sé e l’esplorazione delle proprie emozioni più profonde. Le paure e la tristezza si trasformano in un prodotto creativo.

Guardando al tuo percorso, dalla tua prima discografia fino a oggi, senti di essere arrivato a una forma più “definitiva” del tuo linguaggio musicale oppure sei ancora in piena trasformazione?

La crescita personale non è mai definita e l’arricchimento interiore è un viaggio senza una vera conclusione.  
Il mio linguaggio musicale sembra un ponte tra la tradizione e il futuro. La musica non è solo un’emozione, ma anche un’esplorazione. 

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