EPIC – Elvis Presley in concert. Un titolo che parla da sé. Un evento cinematografico mirato a riportare sul grande schermo colui che è stato definito il Re del rock’n’roll assemblando immagini provenienti da alcune delle sue performance maggiormente iconiche.

Immagini perdute dei concerti di Las Vegas e dei suoi tour che sono state riportate alla luce dall’australiano Baz Luhrmann – autore di Moulin Rouge! e Il grande Gatsby – quando nel 2022 ha messo in piedi Elvis, biopic a lui dedicato.

È dunque a partire da materiale originale restaurato che viene raccontata la vita del cantante ancheggiante per la prima volta attraverso il suo punto di vista, mostrandocelo, tra l’altro, impegnato a provare pezzi di altri colleghi come la Runaway di Del Shannon, la You don’t have to say you love me che altro non è che la cover di Io che non vivo (senza te) del nostro Pino Donaggio e le beatlesiane Yesterday e Something. Un viaggio immersivo nella sua potenza scenica che, tra una Devil in disguise, Suspicious minds e la I can’t stop loving you originariamente di Ray Charles, ci porta ad apprendere come la propria musica fosse in buona parte influenzata dal country. Perché è un mix di gospel, rhytm’n’blues e, appunto, country a caratterizzare il sound di colui che venne soprannominato “The Pelvis” a causa del suo particolare movimento erotico del bacino.

Una vera e propria leggenda delle note purtroppo spentasi prematuramente nell’Agosto del 1977, che EPIC – Elvis Presley in concert ci consente anche di apprendere avvertì non poco la mancanza della vicinanza del pubblico nel periodo in cui intraprese la carriera cinematografica in lungometraggi quali Viva Las Vegas di George Sidney e Pazzo per le donne di Boris Sagal. Una vera e propria leggenda delle note che scopriamo possedeva i dischi del tenore statunitense di origine italiana Mario Lanza ai tempi in cui frequentava il liceo e che qualcuno ebbe perfino il coraggio di considerare sfacciatamente un bluff privo di talento. Con Always on my mind a commento di filmati riguardanti la moglie e la nascita della figlia del protagonista e, incluse nel mucchio, la tradizionale Oh happy day, How great thou art, le melodiche Are you lonesome tonight e Can’t help falling in love e le travolgenti Hound dog, That’s all right mama e Burnin’ love, questo è EPIC – Elvis Presley in concert: oltre un’ora e mezza di coinvolgente esperienza in fotogrammi capace sì di conquistare i fan del “delinquente del rock’n’roll” della celluloide, ma anche, probabilmente, di avvicinare le nuove generazioni ad un autentico fenomeno da palcoscenico che è riuscito a cambiare per sempre la storia della musica e dello spettacolo.

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