Erika Ballistreri: Chi la Dura La Vince!

Erika Ballistreri, benvenuta su Mondospettacolo, per iniziare descriviti al nostro pubblico e dimmi: come è iniziato il tuo percorso nel mondo della moda e della fotografia?

Ciao Alessandro e piacere di conoscerti. Inizio col ringraziarti per avermi scelta per questa intervista, ne sono onorata e compiaciuta allo stesso tempo. Inizio col presentarmi. Mi chiamo Erika Ballistreri e ho 20 anni. Vivo a Gangi, un bellissimo Borgo sulle Madonie in provincia di Palermo. Studio Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Palermo, una scelta piuttosto ardua dopo il mio diploma in Turismo direi. Ma ho sempre creduto che non c’è nulla di impossibile nella vita, se si vuole veramente! E da questo punto di vista, si è basata, e continuerà a basarsi, tutta la mia vita. Andando a ritroso, questa fu la massima che mi spinse a buttarmi nel mondo della moda, della fotografia nonostante i miei limiti, se così si possono chiamare. Ho iniziato quando avevo 15 anni quindi nel 2015, ormai da 5 anni. Ho iniziato grazie a un fotografo di Cefalù con cui feci il mio primo shooting, e da lì iniziò il tutto.

Come è stata la tua prima volta sul set?

La prima volta sul set? Direi non tragica, ma neanche paragonabile a una passeggiata in mezzo ai campi. Lui fu molto bravo a mettermi a mio agio, conosceva la mia storia quindi ha avuto calma, pazienza, tatto. La cosa che magari era a favore di entrambi era la sua giovane età che ci permise di creare subito un ottimo feeling, fondamentale per la riuscita di ogni cosa e soprattutto in questo campo dove ti ritrovi sola, davanti a uno “sconosciuto” e un obiettivo.

Perché hai deciso di diventare una fotomodella?

Il motivo per cui decisi di iniziare fu proprio la spinta che sentivo dentro di provare a buttarmi in un campo lontano dalla realtà della società in cui vivo, anche della mia famiglia stessa. Ambito che a me piaceva molto, ma lo vedevo molto lontano come obbiettivo da raggiungere. Il mettermi in gioco, con estrema consapevolezza di com’ero e come sono. Con i miei limiti fisici che in questo campo limitano, purtroppo. Non un’altezza spiccata, non un corpo perfetto, niente occhi chiari o capelli biondi. Volevo solamente far passare il messaggio che una ragazzina qualunque, normale, pulita, naturale, proveniente da una famiglia semplice e umile e da un paese sperduto potesse riuscire ad accedere a questo mondo immenso pieno di sfide. Forse una rivincita personale su diversi fronti. Alla base di tutto c’è l’immensa passione per la moda, la fotografia, le sfilate. Altresì, gioca un ruolo fondamentale la mia ossessione per la cura del corpo e l’allenamento fisico. Cosa che mia madre notò subito in quegli anni.

Lo Shooting che ti è rimasto nel cuore?

Lo shooting che mi rimarrà sicuramente impresso è sicuramente il primo, senz’altro. Le prime emozioni, i primi passi, le prime pose, le prime foto. Ricordo un momento bellissimo condiviso con i miei genitori: alla fine dello shoot, il fotografo ci fece vedere le foto realizzate sul monitor del pc. Credimi, scesero delle lacrime. Vedermi in foto, in certe pose, il “cosa” quello “sconosciuto” riuscì a tirar fuori da me. Un’emozione che non dimenticherò, come anche mio padre e mia madre. Non dimenticherò i loro occhi.

Il mondo della fotografia è così come te lo aspettavi?

Il mondo della fotografia mi ha stupito. Molto davvero. Tutti dall’ esterno hanno un pregiudizio netto e negativo. Non è così. Volevo dimostrare anche questo. Non è droga, sesso e ricatto come molti pensano. Non sono drogata, ho continuato la mia vita normalmente, non sono mai stata ricattata e non ho avuto lavori o la mia fascia da Miss dietro scambio di sesso.  Vorrei sfatare il pensiero, che risiede in molte teste, che chi fa la modella, la fotomodella si diverta e basta. Ha la stessa serietà di un lavoro qualsiasi che a volte può anche metterti in discussione, può renderti fragile, stressarti e renderti vulnerabile ecco perché chi ha un carattere debole potrebbe avere dei problemi. Questo mondo mi ha aiutata molto nella crescita umana e interiore. Sul set rimanevo con me stessa, e sono riuscita a guardarmi dentro. Cosa meravigliosa.

Che cosa ti emoziona?

Mi emoziona la sensazione di benessere che mi suscita la fotografia. Ho riscoperto me stessa, la Erika interiore. Ho instaurato un ottimo rapporto con me stessa, col mio corpo in primis. Un corpo imperfetto, con misure non perfette, con una pelle con qualche smagliatura, con un naso non dritto, con un’altezza minuta e con delle curve normali. Ho creato feeling con me stessa. Questo lavoro mi ha permesso di piacermi, di arrivare alla piena soddisfazione personale. Prima amati, ama te stessa con pregi e difetti e solo poi sarai pronta per amare qualcun altro.

Ti definisci più Bambola o più Pantera?

Mi piacerebbe definirmi un connubio di dolcezza e passione. Una via di mezzo. Ma, ad impatto, tutti mi definiscono più pantera per quello che trasmetto tramite le foto ecco e non mi dispiace essere definita tale. Ma dentro di me c’è sempre una parte da bambina che esce fuori tra le mura di casa o con la piena dolcezza di un amore.

Che cosa ti attrae di più in un uomo?

In un uomo mi ha sempre intrigato il sapermi tenere testa, la mentalità avanti, oltre la superficialità. La determinazione e la caparbietà sono tratti insostituibili. Ma sicuramente anche la dolcezza e il romanticismo sono tratti che catturano anche me, il tatto e la gentilezza. Tutto ciò con grande simpatia e spontaneità. Odio la falsità, la finzione. Sono caratteristiche che non mi appartengono. Come dice mia madre “meglio una brutta verità che una bella bugia”.

Sei una ragazza molto sensuale. Cosa significa per te essere sensuale?

Mi definisco e mi definiscono sensuale, cosa che adoro. La donna è sensualità.  Questa è intrinseca del genere umano, non si può né acquisire né comprare. O l’hai o no, ecco.

Un tuo sogno nel cassetto?

Un sogno nel cassetto? Laurearmi, trovare il lavoro per cui io e la mia famiglia stiamo facendo sacrifici e, infine, avere una famiglia bella e solida basata sui valori che mi hanno trasmesso i miei genitori con dei bambini.

Quali sono le tue altre passioni?

Oltre alla fotografia, adoro l’estetica, la cura del corpo. Il benessere in sé. L’allenamento, lo sport. Amo viaggiare e vivere a mille, scoprire nuove culture, nuovi posti, nuove lingue… ecco perché il mio diploma in turismo.

Un tuo pregio e un tuo difetto?

Pregio: sicuramente la determinazione, difetto: la troppa schiettezza, forse.

Che cosa è sacro per te?

Sacro? La famiglia. I valori che mi hanno trasmesso. Sincerità, lealtà, fedeltà e rispetto senz’altro.

La tua più grande paura?

La mia paura è stata sempre la morte dei miei cari, penso di non reggere il dolore minimamente. Lo penso proprio da sempre, il legame di simbiosi che ho con i miei genitori e mio fratello è unico e dipendo da tale amore.

Cambieresti qualcosa di te?

Non cambierei nulla. Sono arrivata all’accettazione completa di me stessa. Sto bene con me stessa e sono sicura di me, di chi sono, cosa posso e so dare e dove posso e so arrivare.

Cosa è per te la felicità?

La felicità è un’emozione. Un’emozione che vien dal core direi. La vera felicità vien da lì. Quando sta bene il cuore, stiamo bene noi stessi. E ho sempre portato avanti ciò che il mio cuore ha detto contro la testa.

E la tua vita sentimentale come sta andando?

La mia vita sentimentale momentaneamente è inesistente. Non è arrivato un ragazzo, un uomo capace di prendermi davvero. Ma col tempo, tutto arriverà. Ogni cosa a suo tempo. Inutile cercare, certe cose arrivano senza aspettarselo. Ma la voglia di amare è forte.

Che qualità deve avere secondo te una fotomodella?

Le qualità di una fotomodella sono senz’altro la fotogenia, il sorriso e il carisma, la predisposizione a stare davanti a gente sconosciuta in ogni veste, la facilità all’adattamento a orari, luoghi e gente diversa. Ma cosa fondamentale, è l’umiltà.

Vai al cinema? Che genere di film prediligi?

Vado poco al cinema, ma guardo tanti film. Amo le commedie o trame antimafia, anti criminalità, problemi sociali.

Ultimo libro letto?

Ultimo libro letto: L’arte della felicità, Dalai Lama.

Il tuo piatto preferito?

Il mio piatto preferito sicuramente un buon spaghetto allo scoglio.

Amicizia, Amore, Famiglia, Lavoro Salute, Sesso e Soldi mettili in ordine di importanza!

Famiglia, salute, amicizia, amore, sesso, soldi.

Un motto o una frase che più ti rappresenta?

Sicuramente il carpe diem ossia la famosa massima di Orazio “cogli l’attimo”, ma anche Hakuna Matata cioè “senza pensieri”. La mente libera, lo sguardo sereno, il cuore felice. Abbraccia la vita così come viene e vivi senza pensieri cogliendo ogni attimo di pura felicità, senza rimpianto.

A.C.

https://www.instagram.com/erika_ballistreri/