Erika Eramo: “I miei 18 anni all’insegna della diversità”

Amici di Mondospettacolo, oggi sono felice di tornare a proporvi una intervista alla bellissima Erika Eramo, che è una grande amica giornalista che proprio oggi festeggia 18 anni di carriera!

Foto di Roberto Di Vito

Auguri Erika. Oggi sono esattamente 18 anni che sei iscritta all’ordine dei giornalisti. Come ci si sente ad essere maggiorenne? Di cosa sei più orgogliosa del tuo percorso professionale?

Mi sento uguale a prima, con qualche pensiero rugoso in più. Sono orgogliosa di non dover dire grazie a nessuno, perché tutto ciò che ho conquistato è stato il riflesso di chi sono, una stacanovista che non si ferma mai, che ha grande perseveranza, volontà ferma e passione. Certo non ti nascondo, al contempo, una grande stanchezza perché fare tutto da sola è logorante. Ho la sindrome da Wonder Woman. Salvo io. Ho difficoltà a farmi salvare. Questo aspetto è un po’ da limare per un sano equilibrio nella vita.

Foto di Luca Simeone

In che senso quello che hai fatto è il riflesso di chi sei?

Ho sempre seguito la via filosofica nietzschiana del “Diventa ciò che sei”. Il mio punto di forza è la chiarezza d’intenti ed il carattere tosto ma dolce (forte e gentile come tutti gli abruzzesi). Ho ancora conservato in una cornice un pensiero della mia maestra delle elementari, Suor Tiziana. In un passaggio scrisse: “sempre attenta, preparata, sensibile e riflessiva, quasi più di ciò che ci aspetterebbe alla tua età”. Avevo 10 anni e mi sentivo diversa. Pensavo al mio futuro. L’anno dopo avevo già stilato le cose che avrei fatto da grande. Gli obiettivi sono stati tutti centrati. Ora stilerò una nuova lista. Ho urgenza di fare e non voglio avere rimpianti. La noia non so cosa sia.

Foto di Ascanio Ph

A cosa stai pensando esattamente?

Oltre a portare avanti un nuovo progetto editoriale voluto da un professionista esemplare, Filippo Gigli, a cui mi dedicherò anima e corpo, mi toglierò qualche sfizio. Sono anni che molte persone mi propongono di fare un corso burlesque. Ora è arrivato il momento di tramutare quella scintilla in realtà. Ho già individuato l’insegnante giusta, ma ve ne parlerò meglio nella prossima video-intervista. Non solo il burlesque è nelle mie corde perché permette di esprimere sensualità ed ironia che non mi mancano, ma risponde a quel concetto di diversità che io ho sempre cercato di portare avanti. La mitica Dita Von Teese dice: “Il burlesque non è basato sulla perfezione ma sulla diversità, sul meglio che si può tirar fuori da se stessi. Non mi sono mai esibita con l’ambizione di essere la più bella o la più desiderata, ma con lo scopo di fare qualcosa di creativo e spettacolare.”

Foto di Mauro Terzi

La diversità unita alla creatività, molto interessante. Spiegati meglio…

Quando una persona mi segue sui social ovviamente ha una visione leggermente distorta perché noi siamo sempre altro rispetto a ciò che mostriamo, nonostante io sia il più naturale possibile. Vuoi o non vuoi rimane comunque una rappresentazione di me. Ai più arguti arriva d’impatto che io non sia omologata. Non parlo banalmente solo di un canone estetico. Parlo di una testa divergente, ribelle, che vuole capire da sola, che non segue la voce dominante o la convenienza, che fa solo quello che le piace e la fa star bene. Questo è anche uno dei motivi per cui posso risultare antipatica. La libertà di pensare, ma soprattutto di fare, crea enorme frustrazione nei più involuti. Questo mio “sbattermene” del giudizio per mostrare, senza filtri ma con la coscienza della rappresentazione, chi sono io nella mia meravigliosa diversità sarà quello che porterò su un palco. Sia che io faccia la giornalista, sia che io diventi una ballerina di burlesque.

Con l’amica del cuore “Serena”

C’è qualcuno che ama disinteressatamente questo tuo modo di essere?

Sì ho avuto la fortuna di avere tanti amici d’infanzia che ancora frequento, a cui si è aggiunta nell’adolescenza Serena, l’amica del cuore che mi ripete spesso “I love Erika”. Lei è il prototipo dell’amica ideale: bella dentro e fuori, brillante (a maggio ha conseguito la terza laurea), leale, presente, affettuosa. Sta sempre un passo avanti e non ha bisogno di spiegazioni. Non ha mai voluto cambiarmi perché sa che le nostre differenze sono un importante valore aggiunto e ognuna di noi può apprendere dall’altra. Abbiamo tanti interessi in comune che ci portano a seguire eventi o a viaggiare insieme (l’ultimo a Salamanca questa estate). Colgo l’occasione per dirle di preparare le valigie perché ho intenzione di ripartire, ma questa volta con le bottigliette d’acqua al seguito…lei sa perché. (ndr, ride).

Foto di  Mauro Terzi: “Jessica Rabbit con l’amica Jessica”

Tanti amici buoni del passato sono un ottimo punto di partenza. Qualcuno che si è aggiunto nel presente?

Quest’anno ho conosciuto una persona valente, profonda e dolce, dalle capacità artistiche spiccate, Jessica, con cui ho realizzato anche un set a Villa Ada. Ci ha unito la passione per il cosplay e la beneficienza tramite il gruppo “Supereroi senza superpoteri”. Ci siamo ritrovate affini di cuore e di testa. Mi ha anche omaggiato, realizzando un disegno in cui mette a confronto me e Laura Antonelli, sul set di Malizia. Se spulciate sul mio profilo Instagram (@adarduaadexcelsa) lo troverete.

Foto di Guido Ricci

Amici invece a lavoro? E’ un mondo molto competitivo, vero?

Pochissimi. Spesso ho dato fiducia a persone non all’altezza. Questo credo mi abbia convinta a fare da sola, per non perdere tempo e non trovarmi pure accoltellata, metaforicamente parlando. Ce ne sono però alcuni che sono davvero squisiti come Stefano Coccia (ultimamente abbiamo lavorato insieme per la Casa del Cinema e per l’evento su Gabriella Ferri) o il mio ex redattore Antonio Pilato (ho presentato pochi giorni fa la sua prima fatica editoriale).

Foto di Luca Simeone

Per quanta riguarda i followers c’è qualcuno che ti abbia dato qualche soddisfazione?

Sì, nonostante la maggioranza sia becera, poco elegante e non colta, qualcuno si è ispirato alle mie foto, scrivendo poesie o racconti interessanti. Per esempio la foto in doccia ha ispirato al poeta I.P. questi sublimi versi:

 “Quando sei lontana dai tuoi vestiti

la luce t’insegue e sulle pareti di casa

si stampano a fuoco mille graffiti

nel buio del corridoio

il tuo ancheggiare è nascosto agli occhi

ben noto al cuore e suona prima dei tuoi

passi ancora

quel che ancora devo disegnare nella vita

è tutto, tutto

sulla tua pelle nuda.”

Sto cercando di dargli un titolo. Suggerimenti?

Foto di Luca Simeone

Molto bella. E invece che genere di racconti ti inviano?

Una delle ultime foto, questa volta in vasca, ha ispirato un racconto erotico al talentuoso scrittore Nino Rolfe. Ho intenzione di pubblicarlo a puntate ma svelerò l’incipit ai lettori di Mondo Spettacolo. Il titolo è “Divin piedino” in omaggio a me e al grande Roby Baggio:

“E’ una mattina come tante altre di questo strano periodo di pensieri vuoti e limitazioni, Erika si è alzata da tanto ma è ancora incerta su quale degli impegni in agenda merita davvero la sua attenzione…suonano alla porta. E’ il corriere Amazon, c’è da ritirare un pacco…”.

Inizia così…cosa ci sarà dietro a questa consegna? Anche perché io non ho mai ordinato nulla su Amazon (ndr, ride).

Foto di Guido Ricci

In te c’è sempre un pensiero dietro un’immagine, una mente unita ad un corpo. Quanto è importante stare bene con se stessi? Cosa fai per mantenerti in forma?

Sono una ex atleta con la mente militaresca che fa a pugni con la sua golosità congenita. Ho praticato nuoto (ero una dorsista) e pallavolo (martello) a livello agonistico, non mi sono fatta mancare anche calcio e calciotto (centrale difensivo, da cui la mia storica battuta “ma quale prima donna, sono ultimo uomo!”), jeet kune do (adoro Bruce Lee) e atletica (staffetta e lancio del peso). Dopo anni di inattività ma di grandi passeggiate, torno in piscina, nella stessa piscina dove ho imparato a nuotare. Se non è romanticismo questo! Oltre al nuoto farò qualche capatina in palestra e seguirò il corso burlesque. Può bastare per contrastare la voglia di dolci? Per rispondere a chi dice che sono troppo in carne posso avanzare a mia discolpa che le cosce le vedete grandi perché sono un fascio di muscoli e che non amo gli scheletri, tanto meno nell’armadio (ndr, ride).

Foto di Ascanio Ph

Ti vediamo sempre in movimento, che sia a Roma o in trasferta. Da dove prendi tutta questa energia?

Il mio dì natale, il 16 settembre, si chiama “il giorno della vivace energia”. Astrologicamente parlando ho l’ascendente in gemelli e tantissimi pianeti in quinta casa. Per chi è a digiuno della materia la quinta casa indica vitalità, creatività, gioco, svago, arte. E’ una dote innata. Ho bisogno di incanalare tutte le mie energie verso più direzioni. Mi definirei “una sperimentatrice che diversifica”.

Foto di Ascanio Ph

Non sei stata molto aiutata nel giornalismo, ma come modella sei supportata da bravi fotografi. Chi ti è stato più vicino?

Grazie per questa domanda. In effetti sono più di 10 anni che poso. I fotografi che mi sono stati più vicino e a cui ho voluto rendere omaggio sono stati, in ordine di apparizione nella mia vita: Guido Ricci, Roberto Di Vito, Luca Simeone e Ascanio PH. Sono i 4 che mi hanno capita di più e con cui mi sono trovata meglio a lavorare. Non credo di sbagliarmi ma anche io sono stata e sono ancora oggi importante per loro. Sanno che non sono solo una modella ma una volitiva creativa, una persona cocciuta ma che mantiene fede agli impegni presi. Nelle ultime settimane c’è stata una new entry, Mauro Terzi, l’organizzatore dell’evento cosplay di Villa Ada, a cui dico grazie non solo per le foto, ma anche per aver ulteriormente allargato il mio giro di contatti. In particolare mi sono trovata molto bene con i fotografi Elisa Focassati, Manuel Guerrini, Roberto Ceccaroni e Scipione Giuseppe Sarlo detto “Scipio” dagli amici.

Grazie a chi mi segue ho superato i 20.000 followers. Se ancora non avete provato questa ebbrezza potete rimediare. Il mio profilo è @adarduaadexcelsa.

Alex Cunsolo