Eusebio Martinelli: come far esplodere il suono

Non penso ci sia troppo bisogno di presentarlo Eusebio Martinelli, forse una delle trombe più conosciute del suono italiano… lunghissima carriera vissuta sulla propria pelle che lo conduce da anni su una scena che arreda sempre con energia vitale, colori ed un corredo incredibilmente world… l’ultimo disco è un disco di bellezza e dunque di vita… “Trumpet Explosion” è uno scrigno di grandi classici che non arrivano solo dal jazz, ma anche dal tango, dalla fusion, dal rock… un suono che arriva dal suono, dagli uomini e dal resto del mondo. Bellezza… dobbiamo per forza contemplare una forma alta di bellezza.

Noi iniziamo sempre parlando di bellezza: per Eusebio Martinelli cos’è la bellezza?
La bellezza penso sia una importante caratteristica di tutto ciò fa star bene, di tutto ciò che da gioia e senso di appagamento. Penso in generale che la bellezza possa contribuire ad acquisire e mantenere l’equilibrio interiore in tutte le persone.

E dove la ricerchi? Di certo non dentro un genere quanto più, forse, dentro il modo che hai di pensare alla musica…
Esatto, non la cerco la bellezza in uno specifico genere ma in generale in tutte le mie composizioni che spaziano in più generi, la cerco in tutto il mio mondo musicale e in particolare nei miei spettacoli, in cui la massima espressione di bellezza la sento intensamente ogni volta che con i miei musicisti e con il pubblico condivido le stesse magiche emozioni che la musica sa regalare. Questo mi riempie di energia vitale!

Estetica che deve apparire e fare scena. I tuoi live puntano molto su questo. Quanto pensi sia determinante la scena per la ricezione del pubblico?
Sono un musicista consapevole e convinto che sia bello proporre uno “spettacolo musicale” invece che un “concerto”. So per certo che al pubblico arriva prima l’aspetto visivo che quello uditivo ed è per questo che nella costruzione di un nuovo spettacolo punto molto sull’aspetto scenico: luci, colori, costumi, trucchi, coriandoli e tutto ciò che che possa aggiungere emozioni e vivacità.

E guardando a quel che accade oggi? Oggi che siamo tutti “liquidi” e invasi da sola scena… come vedi la musica e il suo mercato nell’era del suono programmato e televisivo?
Oggi nelle persone c’è un generale calo di capacità di attenzione, questo si osserva a tutti livelli e soprattutto sulle generazioni più giovani. Tutti gli stimoli che quotidianamente ci arrivano dai social network rendono più difficile vivere nel “qui ed ora”. Il mondo della musica di questo risente molto, ci si abbandona meno profondamente alle varie attività musicali, non solo all’ascolto, ma anche alla pratica strumentale che necessiterebbe di tanta dedizione e concentrazione.