Evangelion 3.0+1.01 Thrice Upon a Time: quarto e ultimo… Anno!

Il 12, 13, 14 Settembre 2022 uscita evento nelle sale cinematografiche italiane per il quarto e ultimo capitolo della nuova versione cinematografica di Neon Genesis Evangelion, conclusione della tetralogia della Rebuild of Evangelion.

Iniziata nel 2007 con Evangelion: 1.11 You Are (Not) Alone e proseguita tramite Evangelion: 2.22 You Can (Not) Advance e Evangelion 3.33 You Can (Not) Redo, una saga epica con incassi da capogiro e un regista leggendario: Hideaki Anno. Con questa tetralogia il visionario regista ha infatti conquistato un pubblico sempre più internazionale, già cultore della leggendaria serie televisiva che aveva letteralmente rivoluzionato gli anni Novanta.

Evangelion

Evangelion: 3.0+1.01 Thrice Upon a Time viene ora proposto con un nuovo doppiaggio (comprendente il ritorno di Stella Musy) e racconta dell’organizzazione anti-Nerv Wille, guidata da Misato, che arriva nella città vecchia di Parigi, ormai rossa a causa della nucleizzazione. L’equipaggio della nave AAA Wunder atterra su un pilastro di contenimento e ha solo settecentoventi secondi di tempo per ripristinare la città. L’Unità-08 di Mari si prepara ad intercettare una colonia di Eva della Nerv. Nel frattempo, Shinji, Asuka e Rei vagano per il Giappone.

Già il titolo è un grande contenitore di significati e teorie: nello specifico, la teoria “del loop” che vorrebbe “la rebuild” non timeline alternativa, piuttosto in qualità di sequel, all’interno di un universo che ripete ad ogni ciclo eventi come il Second Impact e l’invasione degli Angeli; ma che progredisce e si modifica ad ogni ripetizione per avvicinare Shinji alla sua felicità. Il titolo del resto richiama Thrice Upon a Time di J.P. Hogan, un romanzo che tratta di viaggi nel tempo.

Evangelion

Il capitolo chiude straordinariamente la saga, sia tecnicamente per la qualità delle animazioni, già apprezzabilissime nei primi film, che dal punto di vista dello sviluppo dei personaggi, nonostante una trama mai veramente chiara e lineare, caratteristica “onirica” che il mondo di Evangelion tuttavia ha sempre posseduto. Il film sembra infatti un vero e proprio regalo ai fan, probabilmente gli unici in grado di cogliere alcuni riferimenti persi in un’astrattezza che, a volte, strizza l’occhio ad una sorta di magismo rispetto alla serie originale di Neon Genesis Evangelion, forse, paradossalmente, più aderente al puro pragmatismo scientifico.

Si chiude il cerchio, si pone dopo decenni la parola fine su questo enorme romanzo di formazione che altro non è stata Neon Genesis Evangelion, con le sue metafore, le sue iperboli (visive e non) e il suo profondo ritualismo. Chi può, riguardi la tetralogia tutta d’un fiato.

 

 

Dario Bettati