Recensione: Exorcist – House of Evil

Nuovissimo film horror diretto da David Trotti, ”Exorcist House Of Evil” è un prodotto fresco e moderno… fin troppo.

Il film comincia con un avvertimento: contiene materiale paranormale catturato nella casa reale di cui narrano i fatti.

Nel 1949 i sacerdoti eseguirono un esorcismo su un bambino, nel Missouri.  Il caso ispirò un libro e un film, ma quello che accade lì dentro non venne mai raccontato… fino a ora.
Nella stessa città, negli anni nostri, Amy e il suo uomo decidono di comprare la vecchia casa, che si dice sia infestata: essa appartiene proprio alla famiglia di Amy ed ella, al suo interno, scoprirà che il male non se n’è mai andato, andando in contro al male stesso.

”Exorcist House Of Evil” si presenta con una locandina che è la copia esatta di quella del cult di Friedkin e con un nome che è l’incrocio tra due film noti: ”Exorcist” ( L’Esorcista) per l’appunto, e ”House Of Evil” (”La ballata della morte” in italiano).
La colonna sonora di Tim Jones è da effetto, fin troppo buona per un film che non è nulla di che.
Fotografia statica e regia scadente, il prodotto risulta avere un alto tasso di mediocrità.

Sono ormai molto vecchi i tempi in cui l’horror era un gioco di ombre, luci e completa atmosfera dark, perché siamo ormai ai giorni in cui regnano il ”jumpscare” e gli stereotipi, mescolati alle ”americanate”, per così dire.

Con la maggior parte degli attori del cast non del tutto credibili, è un horror che di horror ha ben poco.

Le riprese sono al massimo della banalità e le scene a tratti surreali, molto più vicine alla sfera comica che a quella orrifica.

Zero suspense, zero colpi di scena, zero effetti degni di nota.

Evidentemente per il regista, non è ancora arrivato il momento esatto per riuscire a creare un horror degno di tal nome, con livelli alti di tensione e regia originale.

Sarà per un’altra volta.