Fabio Baldieri, cabarettista romano nato nel 1961, ha una carriera che affonda le radici nell’animazione turistica e si è evoluta attraverso collaborazioni memorabili e apparizioni televisive. In questa intervista, ripercorre i suoi esordi, le ispirazioni, gli aneddoti esilaranti e le riflessioni sulla sua vita artistica, rivelando il percorso di un comico che ha trasformato imprevisti in successi comici.
Puoi raccontarci le tue origini e come è iniziato il tuo percorso nel cabaret, partendo dall’animazione nei villaggi turistici?
Ciao a tutti, sono Fabio Baldieri. Sono nato a Roma, in zona Cinecittà. Tanti dicono: “Ah, allora un destino!”, ma quale destino? Non è detto che tutti quelli nati a Cinecittà diventano attori. Sono cresciuto a Roma, non a Pomezia, né a Torvaianica. Ora vivo lì da circa vent’anni. Ho iniziato come capo animatore nei villaggi turistici, insieme al mio grande capo agenzia, che attualmente è uno dei comici di punta italiani: Alberto Farina. In quei villaggi abbiamo cominciato a fare degli sketch di cabaret. Naturalmente lui è bravissimo, ma poi ha scritto delle cose bellissime e lì ho capito che forse c’era qualcosa di particolare. Un po’ me lo dicevano tutti: ho avuto complimenti da attori e registi di teatro. E niente, è così che tutto è cominciato. Ho iniziato quando Alberto Farina è stato preso da Beppe Braida a Torino per un programma che poi purtroppo non si è fatto. Però è stato preso e un giorno mi ha detto: “Mi accompagni?”. Io tornavo da una stagione, ma l’ultima stagione non l’ho fatta con lui, bensì con un’altra agenzia. Ho accompagnato Alberto a Torino e vedendo lo spettacolo ho pensato: “Perché no? A me cosa manca? Mi sembra di essere bravo anch’io”. Così abbiamo parlato e Alberto mi ha detto: “Potresti fare una coppia, eh? Servirebbe una che faccia la moglie”. Mi sono guardato intorno, c’era una comica, Anna Laura Di Fonzo, che era perfetta per quel ruolo, e le ho chiesto se voleva fare la moglie. Lei ha detto subito di sì: “Ah, io basta che sto sul palco e mi diverto, faccio tutto”.

Perfetto. Siamo tornati a Roma e abbiamo iniziato a scrivere questo pezzo, la Famiglia Sticozzi, che all’inizio non si chiamava così, e lo abbiamo presentato al CAB Quarantuno, un locale tipico del cabaret torinese, dove si fa solo cabaret. Non è andata bene perché ci avevano fatto fare da ospiti di uno che faceva Maurizio Costanzo. Non è andata bene, tanto che il proprietario mi ha detto: “Mmh, pezzo un po’ così”. Ma non era il pezzo a essere così, era il contesto che non andava bene, perché quello era fatto da una coppia, non con un’intervista. Dopo quindici giorni gli ho chiesto se potevo tornare. Mi ha detto: “Per me è inutile, vieni, ti concedo tre minuti volentieri”. Siamo tornati modificando il pezzo, pensando a cosa fare a Maurizio Costanzo. Nevica così tanto che andiamo lo stesso, ma il locale è rimasto chiuso perché non c’erano prenotazioni, faceva meno otto gradi. I comici eravamo tutti lì e siamo andati in un teatro piccolo del nostro amico Massimo Wuoz, che saluto.

Da lì abbiamo cominciato a modificare il pezzo a due con altri comici, tirando fuori di tutto e di più, è stata una cosa bellissima. Per il nome, l’idea è nata così: “Glielo mettiamo boh” e a un certo punto uno fa: “Famiglia ‘sti cazzi”, poi è diventato “Famiglia ‘Sti Cozzi”. Da lì è nata la Famiglia ‘Sti Cozzi. Siamo tornati e ha funzionato benissimo. Il giorno dopo c’erano i provini a Torino per Zelig con Andrea Milena, l’autore responsabile di Zelig. Ci ha fatto esibire, è andata una bomba, ha detto: “C’è stata un’incertezza da parte sua, dobbiamo rivedervi fra quindici giorni”. Siamo tornati, di nuovo una bomba con il mio tormentone: “Aiutateme”, perché lei era enorme e facevamo otto ore di sesso continuo, un vero maltrattamento sessuale, ma lei era convinta di far bene e di farmi divertire. È andata benissimo, siamo andati a Milano allo Zelig in Viale Monza 140 e ci hanno presi per la trasmissione. È stata un’emozione grandissima. Un aneddoto: registriamo l’ultima puntata, usciamo e c’è una pizzeria attaccata allo Zelig. Entro, la televisione è accesa, mi giro e ci siamo noi in trasmissione a Zelig. Ho detto: “Oddio, sono io”. È stato molto emozionante, quasi da far venire le lacrime pensando ai miei che purtroppo non ci sono più e non hanno potuto vedermi. Questa è la storia iniziale della mia carriera. Poi avremmo dovuto fare Zelig Circus perché ci adoravano e il tormentone “Aiutateme” era il tormentone dell’anno, ma Anna Laura Di Fonzo ha avuto problemi sul lavoro e l’hanno costretta a scegliere tra il lavoro e il cabaret. Lei ha scelto di restare a lavorare in ospedale e così è saltato il Circus. Abbiamo trovato un’altra comica molto brava, ma ci hanno tagliati. Dopo quattro anni, cercando qualcuno che abitasse a Roma e non a Torino o Milano, perché era diventato impossibile fare serate live, ho collaborato un po’ con Tiziano Floreani, che saluto, che purtroppo ha avuto un brutto incidente. Lì ho conosciuto Valentina Ghetti, che faceva un pezzo con lui. Io facevo anche un pezzo con lui, poi abbiamo parlato un po’. Avevo in mente di fare una coppia sadomaso, così ho chiesto a lei se era disponibile, visto che abitava a Roma e aveva l’accento romagnolo. Lei ha accettato e l’ho detto subito ad Alberto Farina, con cui collaboro per i pezzi, perché lui è il mio autore ed è il genio delle battute, io do l’idea e lui la elabora. Gli ho detto: “Ho trovato la persona giusta per fare la coppia sadomaso”. Lui ha risposto: “Perfetto, fammici pensare un attimo”. Dopo tre o quattro giorni mi ha chiamato: “Ce l’ho, ho avuto l’idea buona, mettiamoci a scrivere”. E così abbiamo iniziato a scrivere il duo e i pezzi che avete visto a Eccezionale Veramente su LA7 .Se non li avete visti potete vederli su YouTube cercando Ghetti e Baldieri o Fabio Baldieri.
Quali comici o esperienze ti hanno ispirato per creare personaggi come quelli della Famiglia Sticozzi?
Allora, i comici che mi hanno ispirato un po’ questo tipo di personaggio sono stati, innanzitutto, Fantozzi, che subiva da tutti e questa cosa ha fatto ridere l’Italia, credo anche fuori dall’Italia, perché Fantozzi era fantastico. Già da piccolo, quando avevo sette, otto anni, al campeggio c’erano delle bambine che facevano delle scenette, dei teatrini da ragazzini, e io volevo partecipare. Dicevano: “E che fai? Siamo tutte bambine.” Ho detto: “Beh, che ne so, posso fare il vostro nonno?” “Ah sì sì, fai il nonno.” Da lì ho cominciato a fare il nonno che subiva, perché entravo nei momenti sbagliati e loro mi maltrattavano. E la gente rideva. Ridevano così tanto che quando uscivo mi chiamavano: “Volemo il nonno, volemo il nonno.” Gli sono piaciuto così tanto che le ragazzine, hanno rosicato e il giorno dopo l’hanno rifatto senza di me. Sono andato a parlarci: “No no no no,” ma con un’aria proprio cattiva. E niente, da lì ho capito che potevo già fare qualcosa nel mondo dello spettacolo.
Il Duo con Valentina Ghetti e gli Aneddoti sul Palco
Come è nato il duo con Valentina Ghetti e quali sono stati gli aneddoti più divertenti o imbarazzanti durante le vostre performance?
Parlando dei Ghetti, è stato un incontro straordinario. Parlando della Ghetti,
Ci siamo visti e con il pezzo scritto abbiamo iniziato a provare e abbiamo creato un DUO “ECCEZIONALE VERAMENTE”.
In circa una settimana abbiamo messo a punto uno sketch, siamo andati ai provini e ci hanno preso. Lei all’inizio era scettica, avendo visto colleghi, tra attori di teatro e cinema, non essere selezionati, infatti il cabaret è un mondo diverso dal teatro comico. La cosa bella è che piano piano ha iniziato a credere in questa avventura, che per lei era una vera sfida, e tutto è andato bene fino a quando abbiamo fatto alcune serate.

Durante una di queste, è successo un episodio: lei usava sempre di più la frusta per calarsi nel personaggio e finiva per farmi male. Stavamo a teatro durante lo show, in uno sketch io mi volto di spalle per prendere qualcosa, e lei mi dà una frustata così forte da rompere la frusta. Immagina il dolore! Mi giro e dico: “Aho, stavolta m’hai fatto male davvero”. Il pubblico è scoppiato a ridere. Durante tutto lo sketch lei mi colpiva continuamente, ma in modo leggero. Quel giorno ha esagerato e ha rotto la frusta e io sono tornato a casa con un bel livido.
Un altro episodio che mi piace raccontare riguarda l’animazione, perché durante la stagione succede sempre qualcosa. Una volta, mentre stavamo iniziando una serata, il computer si è bloccato e mi hanno detto: “Fabio, fai qualcosa, esci e intrattieni il pubblico”. Ho preso il microfono, sono uscito e passando davanti alla cassa ha fischiato, giocando con il fischio della cassa come se mi spaventassi. La gente ha iniziato a ridere, anche grazie alle mie espressioni, che molti dicono ricordino un comico degli anni ’20, anche se ora non ricordo il nome. Ho giocato con il pubblico, che rideva perché facevo di tutto per intrattenerlo.
Ultimamente è successa una cosa simile a Tenerife, durante una serata di Alberto Farina, di cui ero ospite. C’era anche Luigi Nuccitelli, amico e organizzatore, che si è trasferito lì e aveva messo su uno spettacolo di cabaret per italiani residenti a Tenerife e c’è ne sono tanti. Luigi faceva parte di un duo, i Due Giga, con Gabriele Serpillo, e volevano aprire la serata con una scena. Alberto aveva preparato una scena che doveva iniziare da dietro le quinte. Il teatro era enorme, il palco grandissimo. Gigi e Gabriele dovevano iniziare a parlare da dietro le quinte. Gigi parte, ma il microfono di Gabriele non funzionava. Panico, perché il sipario era già aperto con la musica. Gabriele corre da noi, io gli do subito il mio microfono: “Tiè, prendi il mio”. Il fonico però non capiva, perché era davanti. È uscito da dietro le poltrone, la gente ha iniziato ad applaudire, incuriosita. Sono salito sul palco, con la testa e i capelli dritti come il mio personaggio, e ho spiegato cosa era successo facendo uno sketchettino. Il pubblico ha riso e applaudito, nel frattempo abbiamo risolto il problema e lo spettacolo è ripartito.
Questo è il frutto della scuola dell’animazione che, dopo tanti anni, mi ha insegnato a non andare in panico. Sia Alberto che Donato Lauri l’agente di Alberto, mi hanno fatto i complimenti: “Bravo Fabio, hai salvato la situazione”. Ho fatto anche prendere l’applauso al fonico, prima prendendolo in giro, poi facendoglielo meritare. Insomma, la serata è partita tranquilla ed è stata davvero bellissima a Tenerife.
L’Evoluzione Artistica e le Collaborazioni Attuali
Se potessi “resuscitare” uno dei tuoi vecchi sketch per un pubblico moderno, come lo aggiorneresti?
Allora, per quanto riguarda la mhm risuscitare uno di quegli sketch in pubblico, per un pubblico di oggi l’abbiamo fatto, non con la Ghetti. Adesso sto collaborando con Federica Calderoni, una ragazza, un’attrice fantastica anche lei, sempre sulla coppia sadomaso, su quel gioco lì, sul computer, con varie situazioni. Per essere proprio top, top, top per il momento. E chiudiamo con lo sketch di Squid Game, che è una serie televisiva molto esilarante.

Lei è brava, comunque tutte sono brave attrici, forse sono io che non sono bravo, no, scherzo. Mi diverto anche a fare i monologhi da solo, però devo dire la verità, è molto più, come si dice? Piacevole, perché conduco tutto il gioco io, però a me piace tanto fare duo, forse proprio perché vengo dall’animazione, dove fai sempre sketch di cabaret, quindi mi piace molto il duo. Infatti, non lo mollo mai.
Riflessioni Personali sulla Carriera
Se potessi intervistare te stesso da giovane animatore, quale domanda porresti e come risponderesti oggi con ironia?
Se potessi intervistare da giovane un animatore con i sogni nel cassetto, gli chiederei: “Secondo te cosa potresti fare nel mondo del cabaret di serie A, quello che noi consideriamo come Zelig colorato e simili? Ti piacerebbe partecipare o diventare un comico di quel livello?” La risposta ironica di oggi sarebbe: “Se poi capita qualcuno che mi frusta, non mi conviene.” E invece mi è convenuto, sono felicissimo di aver fatto tutto quello che ho fatto.
Purtroppo non è andata come doveva per vari motivi, perché avremmo dovuto fare Zelig e Circus. Lei ha dovuto rinunciare per motivi ovvi, dato che veniva licenziata dall’ospedale. E diciamocelo, con Ghetti abbiamo fatto Eccezionale Veramente. Siamo stati considerati la coppia rivelazione di quell’edizione del 2016. Però davanti a noi c’era Lipari, che Roberto mi ha detto alla finale, durante una finta premiazione in cui erano rimasti in gara solo noi tre: “Secondo me avete vinto voi perché siete fantastici e avete portato un pezzo nuovo in tutti i sensi, mai visto prima.” Tutti dicevano così, ma alla fine ha vinto lui, anche se tutti pensavano avessimo vinto noi. Però i centomila euro dei contratti sono andati a lui e io, come al solito, me la sono presa un’altra volta.
Abbiamo fatto Colorado, ma lì non voglio nemmeno commentare. La coppia sadomaso avrebbe dovuto stare sul palco con due sgabelli, punto. Hanno invece deciso di inventarsi qualcosa, e non voglio nemmeno parlare di chi era il direttore artistico, no, era Diego, che si è arrabbiato moltissimo perché diceva: “Perché gli avete fatto fare questa cosa? Loro stanno bene così, sul palco con sedie, sgabelli, divanetti, quello che volete, e fanno ridere.” Invece hanno voluto degli RVM che naturalmente non hanno funzionato.
Abbiamo registrato sei puntate in un giorno, ci hanno sfondato, siamo costati una fortuna per quelle riprese, e poi il capo struttura ha deciso di non mandarci in onda perché non gli piaceva e ha voluto lui questa scelta. Quando gli ho chiesto qual era il piano B se l’RVM non funzionava, mi ha risposto: “Non c’è piano B perché funziona, punto. Decido io.” E non ha funzionato, secondo lui no, quindi ci ha tagliati. Insomma, succede sempre a me.
Ipotesi Cinematografica
Se “Succede Tutto a Me” diventasse un film, chi ti interpreterebbe e qual è la scena clou?
Ma io un altro attore che potrebbe interpretare me stesso, che stimo tantissimo, è Jim Carrey con le sue espressioni. Io ripeto, il mio forte sono le espressioni del viso e con questa vocina che faccio, che come la chiamava il buon autore di Eccezionale Veramente, Federico… Oggi con i nomi non ci sto, oddio, Federico Federico… Vabbè, mi viene in mente un altro Federico, ma non è lui, è un altro autore. Mi ha detto: “Fai la vocina” quando abbiamo fatto i provini e io non l’avevo fatta. Ha bloccato le prove di registrazione e mi ha detto: “Ti ho detto di fare la vocina”. L’ho fatta, funziona e fa ridere questa cosa, è partita da Famiglia a ‘Sti Cozzi con l'”Aiutateme”. Questa voce qua dell’uomo disperato, proprio trasuda disperazione da ogni parola. Jim Carrey con le sue espressioni è fantastico. Quale scena clou farebbe? Ce ne sono tantissime, ha tante. Mi è piaciuta quella battuta finale che faccio in una delle tre puntate di Eccezionale Veramente, quella lì, ce l’ho solo quella, fa troppo ridere quella cosa, perché il regista di Eccezionale Veramente mi ha detto: “Se ho questa battuta mi hai risolto mille problemi, perché quando cominciano a chiamarmi fai questo, fai quello, fai quell’altro, io mi giro e gli dirò: c’ho un culo solo”. Questa è la battuta clou che racchiude un po’ il Fabio Baldieri. Grazie.
Conclusione

Ehm scusate ma volevo che mhm come si dice dire un grazie specialissimo al mio amico nonché autore e pigmalione Alberto Farina che è lui. Devo tutto a lui. Eh sia nella recitazione sia nella scrittura e un’ottima collaborazione da vent’anni ormai perciò ci tengo a nominarlo. Grazie Alberto.
In questa intervista, Fabio Baldieri ci ha regalato uno sguardo autentico sulla sua vita da cabarettista, piena di risate, imprevisti e passione. Dal suo debutto come animatore alle collaborazioni attuali, emerge un artista resiliente che continua a conquistare il pubblico con il suo umorismo unico. Che “succeda tutto a lui” continui a ispirare nuove generazioni di comici!

Altra bellissima collaborazione con due comici fantastici Carlo De Benedetto nome artistico STANINJA di Torino e Roberto De Marchi di Varese nella parodia di PANZIRONI E LA SUA CAVIA UMANA ho visto gente in prima fila con le lacrime e diceva BASTA È TROPPO RIDENDO A CREPA PELLE

Chaltron show nato durante la pandemia sui SOCIAL con una moltitudine di personaggi poi portato live un’altro spettacolo meraviglioso dove insieme a Alberto Farina facevamo un sketch NPB ovvero NIENTE PER BOCCA

Festival di Martina Franca un mega successo ma siccome Me succede tutto a me…sono arrivato secondo anche se il pubblico voleva la mia vittoria ma ormai mi ci sono abituato ?
