Da re dei paparazzi a fenomeno YouTube: quanto è costato davvero Corona ai contribuenti? Una cifra che supera i 2 milioni di euro, ma il paradosso è che siamo noi a finanziare il suo ritorno
L’ultima provocazione è arrivata con i 793 mila euro di Tax Credit statale per il documentario “Io sono notizia” su Fabrizio Corona. Una notizia che ha fatto discutere, soprattutto considerando chi è il protagonista della pellicola. Ma se pensate che questa sia l’unica voce di spesa legata all’ex re dei paparazzi, preparatevi a una sorpresa.
Un’analisi di MCO Report ha fatto i conti in tasca allo Stato (e quindi a noi contribuenti) per capire quanto ci sia costato davvero Fabrizio Corona negli ultimi vent’anni. E i numeri fanno girare la testa.
Quasi 10 anni di carcere: mezzo milione di euro
Partiamo dai fatti: tra il 2013 e il 2023, Corona ha trascorso quasi un decennio dietro le sbarre. Condanne per estorsione, bancarotta, corruzione e frode fiscale si sono accumulate negli anni, trasformando le sue vicende giudiziarie in una telenovela infinita.
Ma quanto costa mantenere un detenuto? Secondo i dati del Garante dei Detenuti, circa 145 euro al giorno. Fate voi i conti: oltre 525 mila euro solo per vitto, alloggio e custodia. Una cifra che graverebbe meno se non fosse solo l’inizio.
La macchina giudiziaria in moto per vent’anni
Il “caso Corona” non è stato un processo, ma un’epopea giudiziaria che ha tenuto impegnati tribunali, forze dell’ordine e pubblici ministeri per quasi due decenni.
Ci sono state indagini complesse con intercettazioni infinite (ricordate il famoso “tesoretto” da 2,6 milioni nascosto nel controsoffitto?), pedinamenti della Guardia di Finanza, processi su più fronti: Vallettopoli nel 2009, bancarotta nel 2013, corruzione nel 2010, fino agli episodi più recenti.
E poi c’è stato il capitolo dell’estradizione dal Portogallo nel 2013, con tanto di caccia all’uomo internazionale via Interpol. Senza dimenticare i costi per l’ordine pubblico durante i trasferimenti e le udienze che, complice la presenza mediatica, richiedevano dispiegamenti di forze impressionanti.
Stima complessiva? Oltre 700 mila euro di spese processuali, investigative e operative.
Il Tax Credit: quando lo Stato finanzia Corona
Ai costi “subiti” si aggiungono ora i costi “elargiti”. Il documentario “Io sono notizia” ha ricevuto 793.629 euro di Tax Credit, quel contributo statale pensato per sostenere il cinema italiano.
Ricapitolando: lo Stato spende per arrestarlo, processarlo, detenerlo… e poi finanzia un film su di lui. Un cortocircuito perfetto che porta il conto totale oltre i 2 milioni di euro.
Il vero paradosso
Eppure, mentre ci si indigna per i soldi pubblici spesi, c’è un esercito di persone che finanzia volontariamente l’impero Corona.
Sugli scaffali delle librerie trovate “La grande menzogna” e “Il vero grande amore di Fedez”. Prezzo? Circa 20 euro per la versione cartacea.
Non esistono dati ufficiali sulle copie vendute, ma le centinaia di recensioni su Amazon raccontano di un giro d’affari tutt’altro che irrisorio. Migliaia di italiani hanno versato la loro “tassa Corona volontaria” pur di leggere i retroscena del gossip più trash.
E poi c’è “Falsissimo”, il canale YouTube lanciato a febbraio 2025 che ha stravolto le regole del gioco. L’episodio sui Ferragnez ha totalizzato 4,1 milioni di visualizzazioni. In un panorama digitale saturo, questi numeri sono una miniera d’oro.
Ma Corona ha fatto di più: ha introdotto un abbonamento a 4,99 euro per vedere gli ultimi 5 minuti “esclusivi” dei video. Migliaia di iscritti paganti in poche ore.
E non è finita: c’è uno shop online con cappellini a 39 euro e felpe a 59 euro brandizzate “Falsissimo”. Prodotti che vanno letteralmente a ruba.
Il circolo vizioso perfetto
E quindi, ecco il cortocircuito: lo Stato spende milioni per gestire le conseguenze delle sue azioni (indagini, processi, carcere, persino cinema) e nel frattempo, i cittadini cliccano, comprano, si abbonano, garantendogli le risorse per rimanere sulla cresta dell’onda.
Un personaggio che ci costa caro come contribuenti, ma che finanziamo volontariamente come consumatori. Forse, prima di puntare il dito contro il Tax Credit, dovremmo chiederci: chi alimenta davvero il “sistema Corona”?
