FANTAFESTIVAL 2016: Luigi Cozzi ci racconta il suo Blood on Méliès’ Moon

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Luigi Cozzi è uno degli indiscussi protagonisti della fantascienza italiana e internazionale. Regista, Scrittore, ma non solo, Luigi nei tantissimi anni della sua straordinaria carriera ha fatto davvero molto per far conoscere questo straordinario genere cinematografico alle tantissime generazioni di Italiani, Ma oggi il regista di StarCrash, ritorna dopo diversi anni a fare il regista dirigendo il suo Blood on Méliès’ Moon che è stato proiettato in anteprima nazionale nella giornata inaugurale del Fantafestival di Roma.



Luigi, è un grande piacere averti con noi su Mondospettacolo come stai innanzitutto?

Sto bene. E mi sento in gran forma!

LUIGICOZZI

Parliamo del tuo film ” Blood on Méliès’ Moon” quando e come nasce l’idea di realizzarlo e perché questo titolo così particolare?

BLOOD ON MELIES’ MOON nasce da alcuni incontri casuali durante un festival in Francia a maggio del 2014, dove io ero stato invitato a far parte della giuria. Lì si inizia a parlare quasi per gioco con dei colleghi francesi (che mi ammirano) di fare un film insieme, loro mi chiedono di fare da personaggio-conduttore…le cose crescono e giriamo un paio di scene per prova a Profondo Rosso, il materiale è bello…ma alla fine i francesi si ritirano, tranne uno, l’attore Philip Beun-Garbe, il quale allora inizia a insistere con me affinché io porti avanti il progetto anche se sono rimasto    solo. In effetti  la cosa mi tenta, lui insiste…e alla fine decido di accettare. E così è iniziata, nell’autunno del 2014, l’avventura di questo nuovo film, che si è protratta fino alla “prima” romana del film nel luglio 2016, all’inaugurazione del Fantafestival.

crashing planet

Nel tuo film si parla di dimensioni parallele, raccontami un po’.

Il film tocca vari generi cinematografici: è un science fantasy, prevalentemente, ma è anche un po’ un film storico sulla nascita del cinema, un giallo, un horror, un fantascienza, un mockumentary (falso documentario), con al centro una forte storia d’amore. L’amore mio per il cinema e l’amore tra due personaggi, un amore che scavalca il tempo, le dimensioni e perfino la morte.

Beun-garbe

Nel cast vediamo anche alcuni tuoi colleghi protagonisti del fantahorror italiano, Lamberto Bava, Luigi Pastore e Antonio Tentori, perché questa scelta?

Nel film si vedono nel ruolo di se stessi anche diversi miei cari amici: Dario Argento, Lamberto Bava, Antonio Tentori, Paolo Zelati, Sebastiano Fusco e altri. E’ stato naturale per me invitarli ad apparire nel film, e loro si sono prestati molto volentieri. Ho voluto la loro presenza per aumentare l’aspetto curioso e particolare del mio film, che è anche e soprattutto un film sul cinema e sul grande amore di certe persone verso quest’arte.

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Come è stato tornare a dirigere un film dopo così tanti anni? Che emozioni hai vissuto?

Il ritorno sul set non mi ha creato particolari emozioni, perché comunque in questo lungo periodo di silenzio come regista mi sono sempre mosso nell’ambiente e ho lavorato molto per la televisione. Ma adesso che esistono mezzi tecnici che consentono a chiunque di girare un film autonomamente (ammesso che uno ne abbia le capacità, è chiaro…)  senza dover effettuare spese folli, ho voluto riprovare l’ebbrezza di realizzare un  film in proprio, senza condizionamenti produttivi o commerciali, per vedere che cosa ne veniva fuori. E sono abbastanza soddisfatto del risultato.

pianeta nero più terra

C’è sempre più cinema horror e molta meno fantascienza nel cinema indipendente italiano, come te lo spieghi?

La fantascienza è un genere colto, che necessita di idee e di intelligenza per essere ben portato avanti. In più occorrono anche effetti speciali e una notevole competenza tecnica per renderla decentemente sullo schermo. E quindi non è alla portata di tutti. L’horror in apparenza è più facile, perchè basta creare un po’ di tensione: una ragazza sola in un bosco o in una vecchia casa…un mostro o un assassino in libertà…e il film sembra fatto. Ecco perché tanti giovani si cimentano con l’horror evitando con cura la fantascienza. Ma che l’horror sia un genere più facile, è vero solo in apparenza. L’horror vero, quello che funziona realmente, quello che ti colpisce allo stomaco e ti fa venire i brividi, invece è difficilissimo da farsi…ed ecco spiegato perché oggi ci sono, sì, tanti film horror indipendenti, ma quasi nessuno dei quali funziona o si distacca dalla assoluta mediocrità e banalità generale.

Che risposta da parte del pubblico e della critica ti aspetti riguardo al tuo film?

E’ ancora troppo presto per valutare l’accoglienza del pubblico e della critica a questo mio BLOOD ON MELIES’ MOON. Posso solo ribadire che sono soddisfatto di quello che ho fatto: un film dedicato a tanti appassionati come me del cinema e in particolare di generi quali il  thrilling alla Argento e soprattutto la fantascienza di tipo classico.

Alex Cunsolo