FANTAFESTIVAL 2016: Nicola Barnaba ci racconta il suo SAFROM

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Tra i film proiettati al Fantafestival che si terrà a Roma la prossima settimana, vedremo uno Zombie Movie tutto italiano: SAFROM diretto da Nicola Barnaba, ho chiesto a Nicola di parlarci del suo film.

Nicola, benvenuto su Mondospettacolo come stai innanzitutto?

Bene Alex, un poco emozionato per la proiezione, questo è un film particolare e non so come il pubblico reagirà.

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Come e quando nasce l’idea di realizzare SAFROM?

L’idea di Safrom nasce quasi 10 anni fa. Mi si prospettava un’estate senza lavoro, e ho deciso di scrivere una storia da girare facilmente. Ho cominciato a scrivere nell’ottica di un film da girare tra amici e con pochissimi soldi.



Io scrivo poco, preferisco girare, ma quando scrivo lo faccio come se andassi al cinema: mi metto seduto e aspetto che il film mi scorra davanti. Parto da una scena che mi ha colpito vista in un altro film (in questo caso era l’inizio di Jeepers Creepers, una macchina in viaggio) e sviluppo gli avvenimenti. Non avevo idea di dove mi avrebbe portato la storia, l’unica cosa che avevo chiara è che volevo giocare un poco con gli stereotipi dei film horror (la macchina che non parte, il buio, gli sguardi che spiano) e cercare di capovolgerli. Quindi ho cominciato a scrivere, e circa a due terzi della storia ho dovuto abbandonare il progetto perché sono stato chiamato per un lavoro e la sceneggiatura è finita in un cassetto per diversi anni. Poi due anni fa l’ho tirata fuori e l’ho riletta, e ho deciso che poteva essere un’ottima idea per una web serie. Così l’ho finita e strutturata a puntate, e poi l’ho proposta un poco in giro. Lo script è finito nelle mani di Giuseppe Milazzo Andreani e Antonio Perrella (I produttori) che hanno deciso che poteva essere una buona idea da mettere sullo schermo. Abbiamo riunito le puntate ed è tornato un film, anche se con un andamento altalenante, perché di fondo è rimasta la struttura della serie.

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Ma perché uno zombiemovie?

Gli zombie hanno sempre avuto un grosso fascino su di me (e su molti altri a giudicare dal successo di serie come The Walking Dead o Z Nation). Avevo 14 anni quando andai al cinema a vedere Zombie (Dawn of the dead) di Romero, e rimasi ipnotizzato. Poi ne ho visti tanti altri, però raramente ho visto un film che cercasse di dare una seria spiegazione agli avvenimenti, addentrandosi un pochino nel punto di vista scientifico della cosa. Così mi è venuta l’idea di raccontare come potrebbe essere cominciata l’invasione di zombie raccontata dai film e dalle serie tv. E’ venuta fuori la storia di una scoperta, con un pericolo che è una presenza costante lungo tutto il film, anche se in realtà è tutto giocato sull’attesa e sul terrore della scoperta.

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Quale è la trama del film?

E’ la storia di un uomo che si è scocciato della vita che fa e decide di prendersi una vacanza per ragionare sul proprio futuro. In un bosco incontra una ragazza, nasceranno i presupposti per una storia romantica, ma la ragazza ha qualcosa da nascondere…

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In quanto tempo e dove è stato girato?

Il budget era molto piccolo, quello di una piccola web serie per capirci. I produttori hanno fatto uno sforzo enorme ma purtroppo i tempi dovevano essere strettissimi. E’ stato girato in soli dieci giorni con una Troupe ridotta e l’aiuto di tanti amici che si sono offerti volontari, come per esempio il gruppo di soldati e zombie. E’ un film povero e si vede, soffre molto della mancanza di mezzi. Abbiamo girato tra Roma, Formello e il lago di Vico. Ho scelto le location in modo che l’ambiente fosse protagonista tanto quanto gli attori, il bosco e la strada sono alla fine il vero simbolo del pericolo che aleggia sui protagonisti. Per realizzare l’atmosfera che avevo in mente sono state fondamentali le musiche di Pivio e Aldo De Scalzi che mi hanno aiutato tantissimo.

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Chi ha realizzato gli effetti speciali?

E’ stato uno sforzo comune. Per il trucco mi sono affidato alla truccatrice (Beatrice Aru) che ha avuto poi una collega in aiuto (Glenda La Rocca) per i due giorni di riprese che comprendono tutte le scene con i militari e gli zombie. Ci sono poi molti VFX, realizzati quasi interamente da Mirko Morciano e in piccola parte da me. C’è anche una sequenza interamente in 3D realizzata da Enzo Calcagni.

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Parlami un po’ del cast del film, chi sono i protagonisti e perché li hai scelti?

Valerio Morigi e Camilla Diana sono due attori fantastici. Purtroppo con i tempi ristretti che avevamo non ho avuto la possibilità di farli esprimere al meglio, le atmosfere del film avrebbero decisamente richiesto più lavoro sui personaggi. Valerio l’ho scelto perché ha un modo di recitare molto sciolto e naturale, e si adattava perfettamente al personaggio che avevo in mente. Camilla invece l’ho scelta perché ha un aura di mistero costante e un fascino misterioso, esattamente come serviva per il ruolo. Giovanni Maria Buzzati, il dottore, è entrato all’ultimo minuto per una defezione, ma è stato un colpo di fortuna perché si è rivolto giustissimo per la parte. Poi ci sono un paio di guest star, due amici registi: Antonio Margheriti, che ho incastrato nel ruolo di un colonnello che gli calza a pennello, e Luigi Parisi, che invece da grande appassionato di horror e morti viventi ha voluto fare zombie. Giuliano Oppes nel ruolo di una guardia di sicurezza e Ciro Buono nel ruolo del capo dei “mostri” completano il cast.

Il film è già uscito nelle sale o in dvd?

No, siamo in trattative con delle distribuzioni ma ancora non abbiamo definito.

Nicola, grazie per avermi concesso questa intervista, ma prima di chiudere, vuoi ricordare ai nostri lettori, quando e dove potranno vedere il tuo film al Fantafestival?

Giovedì 14 Luglio alle 22.40 al Cinema Savoy di Roma.

Ci vediamo in sala allora e mi raccomando, tutti a vedere gli zombie di SAFROM

Alex Cunsolo