Intervista esclusiva al talentuoso fotografo umbro Federico Stivala, icona di classe e stile con base a Deruta. Formatosi tra il Liceo Artistico, il NID di Perugia e master internazionali a Barcellona e Praga, Federico ha firmato copertine per Looker Mag, Malvie, Lybell, Vigour e Photo Effect. Prossimamente protagonista al Bikini Day, ci svela la sua visione della fotografia come arte sensuale, elegante e intensamente comunicativa.
Federico, prima di tutto complimenti per la tua carriera: dal Liceo Artistico di Deruta al NID di Perugia, fino ai master a Barcellona e Praga. Qual è stato il “momento” che ti ha fatto capire che la fotografia glamour sarebbe diventata la tua firma?
Innanzitutto grazie per l’opportunità data. Che cosa mi ha fatto capire ciò? In realtà non c’è stato un momento preciso: diciamo che il glamour fa parte di uno degli stili che ho appreso, apprezzato e approfondito nei miei studi, che tutt’ora faccio giorno per giorno perché la fotografia è uno studio continuo, un evolversi sempre di più. Ho iniziato ad improntare la mia firma sul glamour così, diciamo improvvisamente: ho voluto provare inizialmente, non sapevo se poteva essere un mio stile, ma “mai dire mai” appunto. Il momento principale è stato, suppongo, il mio primo set di intimo, di glamour: la mia prima vera prova su questo stile ha creato un risultato che mi ha dato molta soddisfazione. La ragazza che era con me era molto brava e professionale e di conseguenza mi ha dato una sicurezza nello scatto.
Hai avuto un insegnante che ha scattato per Vogue: cosa ti ha trasmesso di più prezioso sul ritratto e sulla luce?
Era il periodo ancora di formazione, studiavo presso il NID “Nuovo Istituto Design” di Perugia. Il momento che mi ha fatto capire che il ritratto era ciò che volevo fare, che mi appassionava, che poteva avere molteplici sfaccettature e che sicuramente c’erano delle regole da seguire per un ritratto perfetto, ma quelle stesse regole potevano anche essere infrante, modificate, modellate mi verrebbe da dire. Di prezioso mi ha lasciato la voglia di trasmettere, la comunicazione, l’emozione. Quando scatti un ritratto non devi solo far uscire bene la foto, devi trasmettere, devi comunicare: la persona, anzi l’osservatore, deve immedesimarsi in quel frangente, nell’attimo in cui è stata fatta, deve immedesimarsi nell’emozione del soggetto e quindi non è solo un ritratto ma un messaggio. Ecco, nel mondo di oggi la fotografia è spesso usata come messaggio: nelle pubblicità, nei social, nelle proteste e nella vita quotidiana. Basta pensare al semplice incontro con un conoscente, un amico, qualsiasi persona: nel mentre che raccontate, per far capire meglio cosa stavate provando, fate vedere una fotografia. Ecco, quello è l’attimo in cui cerchi di trasmettere.
Copertine su Looker Mag, Malvie Magazine e tante altre: qual è la copertina che ti ha dato più soddisfazione e perché?
Ogni copertina a suo modo mi ha dato soddisfazione. Sicuramente Malvie Magazine e Looker Mag, dove sono potuto uscire in copertina (onore per me), hanno dato quella soddisfazione in più, però ogni magazine, ogni rivista mi ha fatto capire che il messaggio che voglio trasmettere sta passando, che l’emozione si vede e che il lavoro fatto è stato fatto bene, sia da parte mia che da parte della modella e delle persone che mi consigliano, aiutano e sostengono ogni giorno in ciò che faccio.
Il tuo stile è pulito e sensuale, riconoscibilissimo: come hai sviluppato questa firma tra Italia e l’estero?
Il mio stile pulito nasce dalla voglia di valorizzare la donna, il soggetto femminile, la sua sensualità, la sua passione senza sfociare nel volgare, nello spinto (che naturalmente non giudico, perché anche lì è uno stile bellissimo se fatto bene e con un’idea concreta e coerente con lo stile). Ho sviluppato questa firma e seguito questo stile già molto famoso e conosciuto perché l’idea di rappresentare la sensualità e la passione rendeva la foto accattivante ma pulita. Ho potuto apprendere da fotografi e fotografe bravissimi sia di Praga che di Barcellona questo stile, i consigli, i trucchi e ho potuto scattare insieme a loro e con il loro aiuto, apprendendo questa bellissima arte. Come si dice: “prendi l’arte e mettila da parte”.
Stai organizzando eventi fotografici e parteciperai al prossimo Bikini Day: raccontaci cosa bolle in pentola e come sarà l’evento.
Sì, la mia idea è di organizzare nel tempo degli eventi fotografici. Ho conosciuto persone fantastiche sia come fotografi che come modelle, ma in primis come persone, con cui posso sviluppare nel tempo la mia idea e portarla avanti professionalmente. Ho la fortuna di partecipare ad uno degli eventi del Bikini Day: per me è un onore e avrò la possibilità di scattare insieme a fotografi bravissimi e da cui posso solo imparare. Quindi ecco, non perdetevelo!
Il sogno dello studio tutto tuo: lo stai progettando da anni. Come lo immagini e quando pensi di aprirlo?
È uno di quei sogni nel cassetto che ti porti da tanti anni e che è sempre lì: magari ogni tanto apri il cassetto, lo tiri fuori, poi succede qualcosa e lo rimetti lì, lo richiudi ma non lo butti mai. Ecco, questo è il mio piccolo grande sogno: aprire uno studio grande, dove anche persone esterne potranno venire a scattare e fare i propri lavori, un punto di riferimento. Come lo immagino? Con un bel set grande e vario, con luci, flash e attrezzatura varia per dare la possibilità di ampliare la propria creatività. Una grande sala relax, un camerino per le ragazze ampio e con spazi privati per la loro privacy. E naturalmente non può mancare il mio piccolo ufficio, o la mia piccola base operativa se vogliamo chiamarla così, dove posso sviluppare, ricercare e coordinare le mie idee. Quando penso di aprirlo? Entro due anni. Questa è la data che mi sono prefissato come obiettivo.
Qual è il set più “caldo” o emozionante che hai girato finora, uno che ti ha fatto dire “questa è arte pura”?
Il set più emozionante è stato uno recente, fatto in studio con sfondo nero, un abito rosa tenue per la modella ma elegante, un candelabro con candele accese e uno specchio vintage. Un set che mi ha riportato indietro nel tempo, che mi ha fatto rivivere quelle foto che ho studiato e vedevo nei libri di fotografia: il riflesso dello specchio come un po’ il riflesso dell’anima, il candelabro come luce tenue che avvolge la stanza scura dallo sfondo nero. Questo è stato un set che mi ha fatto dire “arte pura”. Ma ne potrei dire tanti altri, come ad esempio le foto urbex con Chichi, una modella fantastica e una persona con un cuore veramente d’oro: in quel set abbiamo sviolato le leggi dell’urbex creando un contrasto con un primo outfit elegante, delicato, che nulla c’entrava con quell’ambiente abbandonato e lasciato un po’ alla natura.
Secondo te qual è la parte del corpo femminile che esprime più erotismo e che cerchi sempre di valorizzare?
Sicuramente gli occhi e la bocca: sono due parti del corpo che esprimono anche con un corpo messo in una posa statica, sono quelle parti che parlano anche senza dire nulla vocalmente. Avete presente lo sguardo sensuale di una donna mentre vi guarda? Il movimento delle labbra che si stringono e aprono mostrando un sorriso lieve ma che dice molto? Ecco, sono parti che cerco sempre di valorizzare, che metto anche a volte in primo piano, per far esprimere ancora meglio il messaggio.
Hai già ricevuto messaggi o reazioni che ti hanno fatto arrossire o che ti hanno dato una carica pazzesca?
Sì, ho ricevuto molti messaggi, reazioni e consigli che mi hanno sia emozionato che dato una carica pazzesca. Io penso che anche la critica, se fatta in modo costruttivo, deve darti una carica pazzesca perché sbagliare è umano, tutti lo facciamo, inutile negarlo: naturalmente la carica sta nel ripartire, nel correggere. Un fotografo studia molto la fotografia, il corpo umano, la psicologia oserei dire: cerca di entrare in contatto con la modella, di instaurare quell’emozione che vuole ricreare, cerca di farla ridere, di farla immaginare in un bel posto, cerca di riportare nella persona l’emozione che vuole trasmettere nella foto.
Se dovessi scegliere una sola tua foto da appendere per sempre nel tuo futuro studio, quale sarebbe e perché?
Questa è una domanda molto difficile da rispondere: ci sono molte foto che potrei scegliere. Devo dire che il set che ho spiegato prima potrebbe essere una delle scelte, come quella del set urbex con Chichi, o anche i set nel fiume. Non so ancora risponderti precisamente, ma l’idea dello studio è presente quindi potrò mostrarvelo quando sarà ufficialmente aperto.
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