Dopo aver diretto Avanzers – Italian super heroes, parodia degli Avengers marveliani, Cosimo Bosco cambia totalmente genere tornando dietro alla macchina da presa per girare Fin qui tutto bene?.

Prodotto da Jessica Botti, un lungometraggio ambientato durante la pandemia del Covid-19 e girato a Lariano, suggestivo borgo dei Castelli romani.

Ben interpretato da Francesco Isasca, Matteo è uno studente universitario che proviene da una famiglia appartenente al ceto medio, con un padre poliziotto in pensione portato in scena da un ottimo Maurizio Mattioli e una madre dal carattere gioviale e sereno incarnata dalla brava Roberta Garzia. Durante la pandemia del Covid-19, in casa comincia a generarsi il panico, portando alla luce tensioni e tutti quei non detto che spazzano via l’atmosfera tranquilla che aleggiava tra le mura domestiche, lasciando spazio ad una tragedia inaspettata. Fin qui tutto bene? racconta in maniera sentita una vicenda che mette alla prova Matteo in un percorso oscuro, il cui registro drammatico deflagra nel thriller con inserti che strizzano l’occhio all’horror in un equilibrio tanto efficace quanto raffinato nella messinscena.

La storia narrata dal regista è ispirata ad un fatto tragico che appartiene alla sua sfera privata e riletto in maniera molto personale. La trasposizione sullo schermo è in grado di suscitare forti emozioni e partecipazione, suscitando empatia con i personaggi e con la vicenda, dal potente impatto emotivo. Il film inoltre mostra una complessità di tormenti psicologici nella persona di Matteo, il quale affronta il dolore che assume diverse sfaccettature tracimando addirittura in allucinazioni deliranti, in sensi di colpa e dinamiche familiari complesse che portano a riflessioni interiori mature e mai banali. Maurizio Mattioli, a sua volta, incarna un personaggio molto ben sfaccettato, tormentato e con una carica drammatica così peculiare che mette in risalto tutta la sua bravura. Meritato il premio come miglior attore protagonista assegnatogli al Bloody Festival Roma 2024, che ha premiato anche Roberta Garzia come miglior attrice non protagonista e, come protagonista, Marta Moschini nei panni di Lucia, la ragazza di cui si innamora Matteo.

Fin qui tutto bene? mette dunque in risalto le prove attoriali, facendo emergere l’importanza di una coralità di personaggi valorizzati ancor prima da una solida sceneggiatura scritta a quattro mani da Cosimo Bosco ed Emanuele Lanza. E proprio la Garzia lascia emergere una volta di più quanto gli attori siano stati determinanti a raccontare attraverso le loro performance una storia che appartiene anche alla memoria collettiva scossa durante la pandemia del Covid-19. Nel cast merita poi una citazione anche Simone Moretto, che presta il volto al professor Liriani, nel quale la tragedia di Matteo sembra risuonare particolarmente. Ma, tornando al Bloody Festival Roma, forte anche della fotografia di Maurizio Sala, atta a valorizzare in particolar modo le parentesi horror, e delle musiche di Pino Tafuto, che riesce a conferire al lungometraggio note molto diversificate tra loro variando dall’emotività del dramma al delirio di visioni, Fin qui tutto bene? si è aggiudicato inoltre il premio come miglior thriller. Un film che sorprende, emoziona e suscita riflessioni introspettive, nato dall’esigenza di raccontare una storia con urgente sincerità e con un piglio artistico convincente.

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