Grazie a Blue Swan Entertainment, a diciassette anni dalla sua realizzazione approda finalmente nel mercato dell’home video italiano The loved ones, lungometraggio d’esordio datato 2009 dello Sean Byrne di cui, nel frattempo, abbiamo avuto modo di vedere distribuiti nelle nostre sale cinematografiche i successivi The devil’s candy e Dangerous animals.
Un’edizione blu-ray che, arricchita con due card da collezione incluse all’interno della custodia amaray, ci consente di assistere alla terrificante disavventura del giovane Brent interpretato da Xavier Samuel.
Giovane che nell’incipit vediamo coinvolto nella morte per incidente automobilistico del padre; prima che ci si sposti a sei mesi più tardi, quando lo ritroviamo a scuola impegnato insieme all’amico Jamie alias Richard Wilson ad organizzarsi per il ballo. Il ballo al quale si rifiuta di andare insieme alla coetanea Lola incarnata dalla Robin McLeavy poi rivista ne La leggenda del cacciatore di vampiri di Timur Bekmambetov; senza immaginare la conseguenza di tale scelta. Perché finisce per essere rapito dalla ragazza e dal papà psicopatico in possesso dei connotati di John Brumpton, i quali lo legano ad una sedia all’interno della loro abitazione e cominciano a sottoporlo ad insostenibili torture e sevizie davanti agli occhi della mamma in stato catatonico di lei.

Da qui, dunque, risulta evidente che The loved ones tenda a cavalcare a suo modo la corrente del torture porn in fotogrammi esplosa nei primi dieci anni del XXI secolo grazie al successo riscosso dalle saghe di Saw e di Hostel, ma, sebbene lo splatter non sia affatto assente nel corso della oltre ora e venti in fotogrammi, Byrne non punta più di tanto al raccapricciante dettaglio esplicito e preferisce lasciare al sonoro e a ciò che rimane fuori campo il compito di shockare lo spettatore. Man mano che, tra sale gettato sulle ferite e piedi inchiodati, si approda al decisamente disturbante momento della fronte che viene trapanata.
Fino ad un’ulteriore scoperta da parte del protagonista, che non riveliamo per non rovinare la visione di un esempio di ozlpoitation (sottogenere a base di sesso e cruda violenza della celluloide di genere australiana) d’inizio terzo millennio che, affrontando in maniera originale la sociopatia e le conseguenze dell’emarginazione con cui spesso si ha a che fare nel periodo dell’adolescenza, possiamo in un certo senso intendere in qualità di ribaltamento sporco e cattivo della facciata allegra e pulita che caratterizzò soprattutto i teen movie a stelle e strisce degli anni Ottanta. Non può quindi rappresentare altro che un lieto evento l’uscita su disco tricolore in alta definizione di The loved ones, piccolo film conquistatosi fin dai tempi dell’uscita in patria lo status di cult movie nella giungla degli appassionati irriducibili di horror da schermo.
