Se ad accompagnare i titoli di coda è una rilettura della sempreverde Will you still love me tomorrow per mano di Brian Fallon e Madi Diaz, è la versione di Amy Winehouse della stessa hit anni Sessanta delle Shirelles ad aprire Finché morte non ci separi 2, che si riaggancia immediatamente alla conclusione del primo capitolo.
Primo capitolo che, diretto nel 2019 dai Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett poi artefici del quinto e del sesto Scream, ci portò a conoscenza della Grace interpretata da Samara Weaving, unitasi in matrimonio all’erede della famiglia Le Domas, ricca dinastia fondatrice di un impero dei giochi da tavola.

Famiglia una delle cui tradizioni prevedeva che ogni nuovo arrivato si cimentasse in un gioco di gruppo, costringendo la sposa, di conseguenza, a partecipare durante la sua prima notte di nozze ad un nascondino destinato a rivelarsi, però, una vera e propria caccia all’uomo in cui la preda era nientemeno che lei. Il tutto al fine di portare a termine un particolare rito atto ad evitare una maledizione in quello che, interamente ambientato tra le pareti di una lussuosa villa, fu chiaramente una moderna variante del super classico La pericolosa partita, firmato nel lontano 1932 da Irving Pichel ed Ernest B. Schoedsack. Ma stavolta Grace non è sola, in quanto è la sorella Faith incarnata dalla Kathryn Newton di Freaky e che non vedeva da sette anni ad affiancarla in quello che scopriamo essere il livello successivo del gioco da incubo a cui è sopravvissuta, una volta superato il quale rivendicherà il Posto d’onore del Consiglio che controlla il mondo. Perché quello che sembrava il rituale di una singola famiglia si rivela in Finché morte non ci separi 2 parte di un sistema internazionale più ampio, con più dinastie in competizione dalle quali, però, è slegata la figura dell’Avvocato dal volto di Elijah Wood, allineato alle regole che lui stesso spiega ai partecipanti.

Con incluso un americano dal look più o meno trumpiano abile con le lame, dunque, l’universo di ambientazione si espande spostando l’azione anche all’aperto e facendo diminuire, di conseguenza, la sensazione di claustrofobia che aveva caratterizzato il capostipite; mentre a sedere ora al centro dell’organizzazione è la famiglia Danforth, custode dell’antico ordine guidata dall’anziano patriarca Chester cui concede anima e corpo il maestro dell’horror David Cronenberg e i cui spregevoli figli sono i gemelli Titus e Ursula, ovvero lo Shawn Hatosy di The faculty e la Sarah Michelle Gellar nota soprattutto per essere stata l’ammazzavampiri Buffy del piccolo schermo. Sono loro due, infatti, i principali villain della nuova lotta senza esclusione di colpi che, senza dimenticare lame pronte a trafiggere corpi, esplosioni di liquido rosso e spray al peperoncino in agguato, lascia in un certo senso intravedere più o meno vaghe influenze provenienti dal perverso caso legato all’imprenditore Jeffrey Epstein. Man mano che la Total eclipse of the Heart di Bonnie Tyler entra a far parte della colonna sonora e che Finché morte non ci separi 2 si concretizza in un sequel maggiormente ironico e più action del suo predecessore che, seppur godibile in quanto totalmente costruito sul movimento senza tregua, aggiunge poco e niente a quanto già era stato proposto.
