Ci sono momenti in cui il silenzio diventa assordante, le insicurezze tendono ad acuirsi e l’anima sembra smarrire la propria voce. Tuttavia, è proprio da quel buio che si rinasce e Lena Lane è rinata, ritrovando la scintilla che oggi brilla grazie al suo ultimo singolo Fino al The End, brano uscito a fine luglio e disponibile sulle piattaforme digitali.
Il brano non è solo musica, ma un diario emotivo che racconta la forza di rialzarsi, di custodire un sogno anche quando sembra dissolversi, di trasformare la vulnerabilità in canto. Con sonorità fresche, leggere e dal respiro internazionale, Lena si racconta intimamente e apre una finestra su una nuova versione di sé: più consapevole, più innamorata e più autentica.
Nelle sue radici calabresi arde il fuoco della resilienza, mentre nel suo presente vibra l’eco di incoraggiamenti che hanno lasciato il segno – come quello di Eros Ramazzotti, che l’ha spronata a non mollare. Fino al The End diventa così un inno silenzioso di resistenza e speranza, quel filo sottile che lega chi scrive e chi ascolta, ricordando che anche nel buio più profondo c’è sempre una scintilla pronta ad accendersi. Qui Lena si racconta, mostrandoci la sua storia, la sua lotta e la volontà di tornare a cantare e fare musica, presentandosi così in una nuova veste, personale e artistica e ricordandoci l’importanza della musica per ritrovarsi e superare i momenti bui della vita.

Qual è l’importanza di questo brano per te, dopo il momento di buio che hai attraversato e che ti aveva fatto fermare. Cosa rappresenta per te Fino al The End?

Fino al The End è nata dopo un periodo in cui avevo perso la mia voce interiore. Mi ero fermata, non perché lo volessi, ma perché non avevo più energia. Scriverla e scrivere i nuovi brani è stato come rimettere insieme i pezzi di me stessa. Mi ha ricordato che anche nel buio c’è sempre una scintilla pronta ad accendersi.

Un brano dai nuovi inizi e dalle nuove sonorità, ma queste sonorità sono state utili per far vedere un nuovo lato artistico di Lena?

Ogni canzone è un frammento di me. Fino al The End non racconta tutto, ma sicuramente una parte fondamentale: la parte più sognante, innamorata e vulnerabile. Ho scelto sonorità fresche e internazionali perché volevo che il brano avesse respiro, che volasse lontano. È una porta che si apre verso una Lena più consapevole e internazionale, un tassello del mosaico che sto costruendo e un passo che prepara a quello che verrà.

La Calabria è la tua terra di origine anche se l’hai abitata poco. Quanto però della Calabria c’è in Valentina e quanto in Lena?

La Calabria è la terra che ha dato vita alla mia famiglia e alle mie radici. In Valentina c’è la resilienza di quella terra dura ma autentica. In Lena c’è la stessa passione trasformata in voce, energia e visione artistica. Non ci vivo, ma ce l’ho nel cuore e nel sangue. È quel fuoco che mi fa sognare sempre più in grande.

Il tuo brano lancia dei messaggi per le persone che si sono trovate e troveranno nella tua situazione. Quanto è importante per te la condivisione della musica per esorcizzare certi mostri e certe situazioni?

La musica per me è la forma più pura di condivisione. Io scrivo per liberarmi, ma nel momento in cui una canzone esce da me e arriva a qualcun altro, non è più solo mia. Fino al The End è stato un atto liberatorio, ma la magia vera è nata quando ho visto che chi l’ascoltava ci si specchiava dentro. Ed è lì che capisci il potere della musica.

C’è un artista o un brano che ti ha aiutato a te e che ti ha spinto a rimetterti in carreggiata?

Nel 2023 ero arrivata a un punto in cui stavo per mollare tutto. Un giorno Eros Ramazzotti mi invitò in studio, stava registrando dei brani nuovi. Lì, in quell’atmosfera incredibile, mi chiese di fargli ascoltare alcune canzoni. Alla fine mi disse: “Sei bravissima, non mollare”. È stato un momento che non dimenticherò mai. Quelle parole hanno riacceso la mia fiamma interiore e mi hanno dato la forza di restare sulla mia strada.

Fino al The End lascia uno spiraglio di speranza. Tuttavia, sapere che c’è una, seppur minima, possibilità è più un aiuto o è più controproducente?

La speranza è un filo sottile: può salvarti, ma può anche bloccarti e tenerti legata a un’illusione. Fino al The End parla proprio di quel momento, quando stringi un sogno anche se sai che dovresti lasciarlo andare. Per me la speranza è consapevolezza: se qualcosa è davvero allineato a te, troverà sempre la strada per raggiungerti. Il segreto è desiderarlo con il cuore e poi lasciarlo andare, fidandoti che la vita sappia già come e quando riportartelo.

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