Dopo cinque anni di pausa, Francesca Magda Ghioldi torna a posare e a raccontarsi. Poetessa, fotomodella, performer e pittrice, è un’artista che rifiuta le strade a senso unico e sceglie di mostrare tutte le proprie sfumature. In questa intervista parla del ritorno alla fotografia, del legame tra immagine e scrittura, dell’endometriosi affrontata con ironia e del coraggio di essere se stessa.

Francesca, dopo cinque anni di pausa hai deciso di tornare a posare come modella. Cosa ti ha spinta a riprendere questo percorso proprio ora?

Mi sono accorta che il mio spazio vitale creativo si era ridotto di molto. Avevo bisogno di riprendere in mano la mia vita, con tutte le varie Me che la componevano. E che per un po’ avevo deciso di accantonare per dedicarmi a una vita ordinaria. Ma le donne selvagge hanno una natura piuttosto indisciplinata. Perciò ho smesso di pensare ai bisogni degli altri e ho ripreso me stessa.

Nel tuo lavoro, foto e scrittura sembrano essere due facce della stessa medaglia. Come nasce questo legame tra immagine e parola?

Il legame tra immagine e scrittura mi viene spontanea. Scrivo da sempre e non riuscirei a slegare i concetti e le parole che mi perseguitano dolcemente da tutto ciò che faccio. É come se scrivessi costantemente un romanzo dedicato a me. Collaboro con fotografi che accolgono la mia visione delle cose e ai quali sono molto grata. Non solo per la propensione a proteggere il mio mondo, ma anche alla delicatezza con cui mi fanno entrare nel loro.

Dici di volerti dedicare a progetti che mostrino “le varie sfumature di una donna”. Cosa intendi con questa espressione?

Penso che ognuno di noi abbia a che fare con vari sé. Luci e ombre convivono costantemente, così come molteplici versioni di noi aspettano solo di emergere ed essere cullate.

Hai scritto rubriche sull’endometriosi utilizzando l’ironia. Perché hai scelto proprio questo tono per affrontare un tema così intimo e delicato?

Soffro di endometriosi da dieci anni. Ho ritenuto opportuno affrontare il problema cercando di stare vicino alle donne che stavano peggio di me. Volevo essere per loro un gentiluomo un po’ pagliaccio, che però prendesse sul serio la sofferenza che questa malattia causa.

Stai lavorando a un libro di poesie. Di cosa parla e quanto è legato alla tua esperienza personale?

Tutto ciò che scrivo é legato ad esperienze personali. Sto lavorando sul concetto dell’abbandono e la rabbia. Scarnifico il dolore che ho provato durante un periodo molto difficile, cercando di dare un senso, un peso anche esoterico a quello che ho vissuto.

Oltre alla fotografia e alla scrittura, fai anche performance e pittura. Come convivono queste diverse forme espressive dentro di te?

In me convivono talmente tante cose che mi viene difficile pensarmi come essere che sceglie una strada a senso unico. Non riuscirei. E a dirla tutta, mi annoierei parecchio.

In questi cinque anni di pausa, c’è stato un momento o un cambiamento interiore che ha influenzato il modo in cui oggi ti poni davanti all’obiettivo?

Sono decisamente più sicura di me. Non ho paura di ciò che sono, ne di quello che diventerò. Sono cambiata io, e sto solo rendendo onore a ciò che ho messo da parte per un po’.

Quando prepari uno shooting, parti più dall’immagine o dalla scrittura/poesia? Come nascono i tuoi progetti?

Non preparo solo io gli shooting, é un lavoro pensato anche con i fotografi e con chi decide di farsi questo viaggio. Nasce tutto dall’istinto e dalla voglia di raccontarsi in modi diversi.

Posare, soprattutto quando si tratta di nudo o di lavori molto intimi, richiede una certa esposizione. Come vivi questo aspetto?

Non mi pongo il problema. Semplicemente. Il marcio vive negli occhi di chi vuole guardare il mondo coperto di fango.

Essere un’artista che si esprime attraverso più linguaggi (fotografia, scrittura, performance) è per te un vantaggio o a volte una difficoltà?

É stata per molto tempo una difficoltà. La società ti dice che devi competere ed essere eccellente, indimenticabile, fuori dagli schemi ma non troppo, comprensibile e accogliente. É stato frustrante. Ma la verità é che nessuno di noi é eterno. E vivere per compiacere gli altri é una perdita di tempo e di energie inutile. Perciò eccomi, questa sono io.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi desideri artistici? C’è un progetto o un obiettivo che ti sta particolarmente a cuore in questo periodo?

Il mio futuro é adesso. Non penso troppo al domani. Spero di continuare ad essere coerente e fedele a me stessa. E di essere tutte le persone che abitano dentro di me.

Se dovessi descrivere con tre parole il tipo di donna che cerchi di rappresentare attraverso il tuo lavoro, quali useresti?

Coraggio, amore, curiosità.

https://www.instagram.com/francesca_magda

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