di Eusapia Tarricone
Serata di svago e divertimento quella di sabato 13 dicembre presso il Teatro “Vittorio Emmanuele” di Benevento, dove il pubblico ha potuto assistere a un momento di autentica ironia e diletto grazie alla performance del talentuoso artista Francesco Cicchella con lo spettacolo “Tante cose belle”.
Affiancato da Vincenzo De Honestis e Yaser Mohamed, e accompagnato dalle musiche dell’Orchestra dei Solisti di Benevento, Cicchella è riuscito a coinvolgere il numeroso pubblico in sala attraverso una comicità intelligente e mai banale, fatta di battute fulminanti e di continue, cercate e riuscite, interazioni con la platea.
Lo spettacolo prende forma dal racconto di un Cicchella ormai sessantenne che, ospite di un salotto televisivo, sconvolge il pubblico annunciando il proprio ritiro dalle scene, esibendosi così – almeno nelle intenzioni – per l’ultima volta. In questo contesto l’artista traccia un bilancio della propria carriera, ricca di esperienze e di successi, soffermandosi in particolare su una memorabile serata teatrale, fatta di sketch e battute, destinata a segnare profondamente la sua vita. Il tutto si sviluppa come un viaggio nel tempo, capace di rievocare emozioni e momenti indimenticabili.

L’esibizione sul palco si trasforma così in uno spettacolo unico: un mix sorprendente di sketch esilaranti, giochi di parole, pause comiche sapientemente studiate e dialoghi continui con il pubblico, che, divertito, non esita a provocare l’artista, il quale risponde prontamente improvvisando e inserendo elementi emersi dalla platea. Emblematica, in tal senso, la citazione di spettatori provenienti da Apice, utilizzata come spunto per una lunga serie di battute successive.

Cicchella si diverte poi a giocare con i suoi personaggi, alternando imitazioni sussurrate a interpretazioni cantate con voce potente, dando vita a situazioni surreali e irresistibilmente comiche. Sullo sfondo, la voce di Al Bano diventa un elemento ricorrente che scatena risate, interruzioni e ulteriori gag improvvisate.
Tra i momenti più esilaranti, spicca la scena dell’orinatoio, in cui Cicchella, insieme a De Honestis e Yaser Mohamed, costruisce con intelligenza e ironia una serie di situazioni ambigue, tra scambi di oggetti e doppi sensi, regalando al pubblico risate fragorose.

Dopo la consacrazione televisiva ottenuta con programmi come “Tale e Quale Show” e “Made in Sud”, Cicchella si conferma anche a teatro come un artista estremamente versatile, capace di esplorare molteplici sfaccettature della comicità e di mettere in scena una poliedricità artistica che dona ritmo, brio e vivacità all’intera serata.

Musica, risate e un pizzico di magia si intrecciano in una narrazione che attraversa il tempo: memorabili le imitazioni di Tiziano Ferro, accompagnate dai sussurri di Maurizio Costanzo, sempre alternate alle immagini sonore costruite dall’artista, con la costante presenza della voce di Al Bano e del celebre passaggio musicale “e il mio pensiero se ne va…”.
Tra tutte, però, è l’interpretazione di Gigi D’Alessio a scatenare una vera e propria ovazione: Cicchella lo dipinge come autore di migliaia di canzoni “non sue”, che egli rivendica come scritte personalmente, dando vita a un susseguirsi di battute e freddure farsesche e irresistibilmente spassose.

Una serata di grande divertimento e di sicura qualità teatrale, ricca di stimoli emotivi, cognitivi e sociali, che ha reso l’esperienza del teatro di Cicchella profondamente gratificante. Uno spettacolo capace di liberare emozioni, sviluppare empatia e offrire una salutare evasione dalla routine quotidiana, creando un forte senso di benessere e connessione grazie alla potente comunicazione instaurata tra scena e platea.
