Di Alessandro Cunsolo, Direttore di MondoSpettacolo.com Roma, 14 novembre 2025 – 17:00 CET – Gabriella Aleo, mezzosoprano di talento, si racconta in esclusiva per MondoSpettacolo sulla sua recente tournée in Colombia ed Ecuador, le collaborazioni con colleghi straordinari, i feedback entusiasti del pubblico sudamericano e i prossimi debutti in Italia con “La Tragedia di Carmen” e il “Gloria” di Vivaldi. In questa intervista, rivela aneddoti, emozioni e la sua visione della musica come ponte culturale. Guardiamola insieme e tuffatevi nella fotogalleria finale con i suoi momenti più ispiratori – un viaggio tra voce, passione e condivisione artistica!
Puoi raccontarci di più sulla tua recente tournée in Colombia? Quali città hai visitato oltre a Bogotá, e quali teatri o siti storici ti hanno colpito di più per le loro standing ovation e i sold out?
Ciao, ho visitato cinque città sudamericane di cui quattro in Colombia è una in Ecuador: – Pereira, Manizales, Bogota, Barranquilla, Quito. Più che altro ho visitato i loro teatri perché gli spostamenti erano molto ampli e non c’era tempo per visitare approfonditamente i luoghi. Ho visto panorama bellissimi dai finestrini dei mezzi che prendevo. Ho preso 14 aerei in 12 giorni, abbiamo usato gli aerei come Taxi proprio perché le distanze sono maggiori. Ho dormito ovunque, diciamo che è stata un’esperienza molto On the road da cui veramente poter pensare di fare un bellissimo documentario mai fatto nella storia dell’opera e farci una serie docufilm degna del brand Netflix. La città che ho visitato di più è stata Bogotá perché ho avuto la possibilità di farlo durante i Day off che sono stati ravvicinati. Da tutti i teatri abbiamo ricevuto grande ovazioni e riscontri positivi, e il teatro che mi ha colpito di più è stato a Bogotá con 10 minuti di applausi interminabili alla fine dello spettacolo.
Hai lavorato con colleghi straordinari come Claudia Escobar, Paolo Spagnolo e Carlo Maria Cantoni, accompagnati dal Maestro Ruben. Come è stata l’esperienza di collaborare con un gruppo misto italo-colombiano, e cosa ha reso speciale il vostro ensemble di quattro solisti?
È stata una splendida collaborazione ed esperienza condivisa veramente 24h su 24. Questa convivenza è stata fondamentale per unire il gruppo a un lavoro così faticoso, ci siamo trovati insieme subito come una famiglia, abbiamo un gruppo su WhatsApp e ci sentiamo quasi tutti i giorni. È bellissimo avere amici dall’altra parte del mondo e creare delle connessioni. È proprio in questo caso che la musica unisce ripeterei senz’altro l’esperienza con loro anche domani.
La tournée ha incluso anche un balletto classico con coppie di ballerini dalla Russia e da Cuba. In che modo l’integrazione tra opera e balletto ha arricchito le performance, e quali pezzi specifici avete eseguito nelle cinque date (quattro in Colombia e una in Ecuador)?
Il balletto è stato veramente un tocco magico per tutto lo spettacolo. I ballerini hanno dato veramente il loro contributo e hanno ricevuto tantissimi feedback positivi dal pubblico. Il balletto è stato la bellezza sul palcoscenico, è stato l’estetica, la disciplina e la tecnica. Da dietro le quinte prima di entrare in scena, vedevo i miei colleghi esibirsi e ho pensato a tutti i sacrifici tatuati tra i muscoli. Era molto commovente vederli danzare con il corpo e con l’anima.
Hai ricevuto feedback ultra positivi dal pubblico sudamericano. Quali aspetti della tua interpretazione o dell’intero spettacolo pensi abbiano colpito di più il pubblico locale, e hai qualche aneddoto particolare da condividere?
Credo che Habanera è sempre il pezzo più vincente in un concerto lirico. A Bogotá lo abbiamo eseguito assieme al coro ed è stato un’esperienza fantastica perché siamo entrati tutti quanti in connessione con il pubblico e sembrava uno scorcio di opera.
Speri di tornare in Colombia o in altre città sudamericane. Dopo questa esperienza, quali altri paesi in America Latina ti piacerebbe esplorare con la tua voce, e come si collega questo al tuo desiderio di condividere l’arte lirica con culture diverse?
Spero di tornare al più presto in Colombia, ma anche in altri paesi dell’America Latina, mi piacerebbe esplorare il Perù, portare la mia voce in Brasile ma anche in qualche isola come Santo Domingo o come Cuba. Peraltro credo che il popolo sudamericano sia il cugino del popolo italiano, nonostante una grandissima distanza, ma ho trovato questa similitudine soprattutto essendo io del sud Italia, ho sentito la mia anima ancora più vicina al cuore del sud più a sud del mondo.
Tornata in Italia, ti stai preparando per il debutto ne “La Tragedia di Carmen” a Viterbo, in una chiesa illuminata esclusivamente da candele, in forma semi-scenica. Cosa ti affascina di più di questa produzione suggestiva, e come la regia di Roberto Cresca influenzerà la tua interpretazione del ruolo?
Sarà un debutto diverso completamente illuminato a lume di candela e molto minimale. Quest’anno festeggiamo Bizet e quindi lo celebriamo così con una bellissima Carmen notturna in una location suggestiva, ovvero la Chiesa del Confalone di Viterbo.

Sarai coinvolta anche in un’esecuzione del “Gloria” di Vivaldi con orchestra al Pantheon di Roma a dicembre. Si tratta di un debutto importante per te: quali emozioni provi all’idea di cantare in un luogo così iconico, e come si inserisce questo nel tuo repertorio?
Affronterò un repertorio diverso, trattandosi di barocco, ma credo che la mia voce sia così duttile da poter accogliere questo stile musicale differente da quello mio solito che eseguo. Sono molto emozionata perché si eseguirà in una location famosissima che è il Pantheon di Roma e che accoglierà tanta gente del mondo che è in visita a Roma. Ma vorrò dare dei dettagli quando presenterò l’evento.
A gennaio partirai per la Serbia, per celebrare il loro Capodanno nelle prime due settimane del mese. Puoi anticiparci qualcosa su questo impegno all’estero, e come si collega al tuo anno che si conclude e ricomincia oltre confine?
È un anno che manifesto di voler cantare all’estero più possibile, e voglio che questo possa continuare a esaudirsi come è già successo. Sarà un gala d’opera tutto al femminile, io assieme ad altre due colleghe rappresenterò l’Italia, ma ci saranno cantanti da tutto il mondo. Le voci del mondo femminili arricchiranno il freddo inverno di inizio anno della Serbia.

Hai espresso con passione il tuo desiderio di espatriare e portare la voce lirica a popoli con culture diverse, enfatizzando la condivisione come motivo principale della tua arte. Come ha influenzato questa tournée sudamericana la tua visione della musica non solo come espressione personale, ma come mezzo di diffusione culturale?
Questa domanda mi piace tantissimo. Il mio desiderio di espatriare nasce con me stessa da sempre. Credo che portare la nostra cultura dell’Opera Lirica in altri paesi sia un atto di condivisione super positiva dove si uniscono culture ed energie diverse. Questo è molto importante e credo che sia l’atto d’amore più grande che un musicista possa fare verso un altro paese e un altro popolo, e io sono molto fiera di contribuire a questo e spero di poter visitare anche altri luoghi come l’Asia e il Nord Europa e portare questa mia energia oltre che ovviamente la mia voce anche in quei posti magici.

Guardando al tuo calendario da qui a gennaio, quali sono le sfide e le gioie più grandi nel passare da tournée internazionali a produzioni italiane uniche come quelle a Viterbo e Roma?
Le sfide più grandi sono preparare più lavori in poco tempo e avere una buona resa degli stessi. Il fine è la buona riuscita sia che ci si trovi dinanzi un grande teatro in una grande nazione o continente o sia che ci si trovi in un piccolo palcoscenico o per strada in una piccola città o in un borgo antico. L’importante è condividere con il pubblico ed espandere sempre di più tutti i sentimenti che vivono in un’Opera Lirica. Un saluto a te e Alessandro e grazie per avermi intervistata, un saluto grandissimo a tutti gli amici di mondospettacolo e a tutti coloro che leggeranno questi intervista, sperando di conquistare i loro cuori.
Per interviste e collaborazioni: contattateci! Fonte: Esclusiva Gabriella Aleo.
