Sicuramente il futuro, visto che l’intelligenza artificiale prende un po’ tutto lo scenario di gioco di questo disco… che gioco non è. “Linguaggio macchina” sin dal titolo allude a quello che ormai siamo diventati, cercando però di ricordarci quanta bellezza esiste nella vicinanza umana. La news wave, la dance, il pop digitale che tanto nei suoni deve a radici anni ’90. La bellezza, come ci diranno i Gate 66, resta sempre nelle piccole cose della realtà…

Noi iniziamo sempre parlando di bellezza cercando di evitare quella bellezza estetica da copertina, per voi cos’è per davvero la bellezza?
La bellezza è alzarsi presto la mattina d’estate e vedere il mare dalla finestra. Per noi che siamo nati in città di mare e ci abitiamo, il mare esercita una profonda influenza. Non sembra ma è così. D’inverno poi, quando infuria la tempesta, ci si rende conto di come il mare sia veramente la “grande madre” dove letteralmente tutti alla fine torniamo. Musicalmente parlando, la bellezza è una sinfonia in Re Minore.
E come trovarla? Anzi quando sapete d’averla trovata?
Io abito vicino al mare e sono fortunato perché la trovo ogni mattina. Dura un po’, poi passa come tutte le cose belle. Bruno ha una piacevolissima vista sul parco e per arrivare al mare gli basta un quarto d’ora in bici sulla ciclabile. Detto questo, Bruno al mare non ci va mai, neanche d’estate e detesta i pantaloni corti. Io stesso vado al mare 2/3 volte in tutta l’estate. Anche se il sole splende, stiamo in studio in penombra a pistolare con gli strumenti. Se sentiamo un giro d’accordi in Re minore, invariabilmente qualcosa scatta sempre nel cervello.
Oggi l’A.I. – citando anche il vostro video – può raggiungere un significato alto di bellezza secondo voi?
Oggi, creare immagini anche molto complesse o intricate è alla portata di tutti. Creare BELLE immagini è un altro paio di maniche, almeno secondo il nostro punto di vista. E se si va on line ad analizzare le creazioni fatte con AI, si capisce esattamente la portata della bravura di alcuni digital creator che sanno veramente fare la differenza rispetto alla pletora di persone che la usano in maniera più o meno maldestra. Noi, rispetto a questi artisti, ci sentiamo “piccini piccini”, fermo restando che tentiamo sempre di avere una chiave stilistica di base e che dia una senso al video e alla storia che racconta e tenuto conto del fatto che di base noi siamo produttori musicali e l’aspetto visual è strumentale alla nostra musica.
E poi perché proprio questa data? Che significato ha?
Se ci si riferisce a “2096”, si tratta dell’anno da cui proveniamo. E’ stato un anno ruggente per noi. Lo ricordiamo sempre con piacere perché eravamo “in the bubble” fino a quando non ci hanno arrestati in Giappone, ma questa è un’altra lunga storia che – se ritenuta dìinteresse – invitiamo i lettori ad approfondire sui nostri social.
Il presente dei Gate 66 è un disco… il futuro?
Stiamo lavorando al video del prossimo singolo estratto dall’EP “Scelgo te”. E qui diamo una notizia in anteprima. Abbiamo appena stretto una collaborazione con un digital creator che amiamo molto, Lee Morris aka “Lost Celluloid”, a nostro avviso un mago di MidJourney ed appartenente alla categoria di quelli bravi cui accennavamo sopra. Il prossimo video si baserà totalmente su immagini create da lui. Per il resto, un altro disco ovviamente. Abbiamo molta carne al fuoco, e già in questi giorni stiamo lavorando ad una traccia che farà parte del prossimo EP.
