Genitori vs influencer: il Volo… della De Lellis

Affiancata in fase di sceneggiatura dal Fabio Bonifacci cui si devono, tra gli altri, gli script di Si può fare e Metti la nonna in freezer, Michela Andreozzi torna per la terza volta dietro la macchina da presa con Genitori vs influencer, a due anni da Brave ragazze.

Una terza prova registica in cui ricopre anche il piccolo ruolo della madre di Ruben Mulet Porena, bullo popolare della gioventù raccontata nella circa ora e quaranta di visione che ha per protagonista la Ginevra Francesconi vista nell’horror The nest (Il nido).

Una Ginevra Francesconi calata nei panni di un’adolescente destinata ad entrare in conflitto con il padre vedovo Fabio Volo, professore di filosofia, dal momento in cui matura il desiderio di voler diventare influencer come il suo idolo, dai connotati di Giulia De Lellis.

Una Giulia De Lellis quasi autobiografica, quindi, appartenente proprio alla categoria detestata dall’uomo, che, supportato dalla figlia stessa, inizia una campagna contro i social network ottenendo una fama inaspettata e divenendo, paradossalmente, influencer a sua volta.

Perché, partendo dalla domanda che spinge a chiedere se un genitore sia un individuo che sbaglia in qualsiasi cosa faccia e a pensare che, probabilmente, nella sua epoca aveva come influencer i filosofi, quello portato in scena dalla Andreozzi altro non è che uno scontro generazionale mirato a suggerire che i social, maneggiati con cura, possono rivelarsi utili.

E, tra una Sono solo canzonette di Edoardo Bennato e l’inedito di Pacifico Gli anni davanti a fare da colonna sonora, è chiaramente tanto linguaggio giovanile del terzo millennio a dominare Genitori vs influencer, in mezzo a “friendzonate”, atteggiamenti “easy”  e cosiddetti “fluidi”.

Mentre di contorno abbiamo una Paola Minaccioni scrittrice costretta a fare altro nella vita, una caustica Paola Tiziana Cruciani su sedia a rotelle e il figlio grottescamente fascista Massimiliano Vado.

Senza contare un Massimiliano Bruno preside e un pensionato Nino Frassica che, però, risulta decisamente sprecato nel corso di un insieme il cui maggiore pregio è rappresentato dalle convincenti prove dei già citati Francesconi e Porena affiancati dall’altrettanto valida Emma Fasano, segretamente innamorata del secondo.

Per il resto, infatti, se da un lato non si fatica nell’avvertire una certa fiacchezza narrativa generale, dall’altro determinati sottotesti socio-politici interessanti sulla carta (si pensi solo al momento di taglio teatrale in cui la cassiera espone la propria precaria situazione lavorativa in attacco a questi nuovi criticabili miti lanciati dalla rete) finiscono per apparire soltanto patetici.

Tanto che Genitori vs influencer  – dal 4 Aprile 2021 su Sky Cinema e in streaming su Now Tv – non diverte e, tirando in ballo perfino un piccolo accenno al revenge porn, lascia pensare che, anziché come commedia, avrebbe forse funzionato meglio sfruttandone il soggetto in un dramma.

 

  

Francesco Lomuscio