A quasi due anni di distanza dalla nostra precedente intervista, torniamo a parlare con Genny Silvestrini, una delle fotomodelle più riconosciute nel panorama italiano del glamour e del nude art. Originaria di Empoli e fiorentina d’adozione, Genny ha costruito nel tempo un’immagine autentica e riconoscibile, capace di unire sensualità, eleganza e una forte consapevolezza di sé. In questa chiacchierata ci racconta la sua evoluzione personale e professionale, il calendario 2026 e i progetti che la aspettano.
Genny, sono passati quasi due anni dalla nostra ultima intervista. Come stai e cosa è cambiato nella Genny Silvestrini di oggi rispetto a quella di allora?
Sto bene, e sicuramente mi sento una Genny diversa. In questi due anni sono cresciuta molto, sia professionalmente sia personalmente. Ho imparato a conoscermi meglio, a capire cosa voglio trasmettere attraverso le immagini e, soprattutto, a non avere paura di mostrare tutte le sfumature della mia personalità.
Rispetto a due anni fa mi sento più consapevole, più libera e anche più esigente nei confronti dei progetti che scelgo. Continuo ad amare la fotografia, ma oggi cerco sempre qualcosa che abbia un significato, un’estetica e una storia da raccontare.

Molti dicono che sei sempre più bella e sempre più sexy. Tu come vivi questo tipo di commenti e come ti rapportavi allora rispetto a ora con la tua immagine?
Fa sicuramente piacere, sarebbe ipocrita dire il contrario. Però oggi vivo questi complimenti con molta più serenità. In passato forse ero più condizionata dal giudizio degli altri e sentivo maggiormente la necessità di piacere. Oggi invece ho imparato che la sensualità nasce soprattutto dalla sicurezza che una donna ha di sé.
Essere sexy, per me, non significa necessariamente mostrare di più. Significa avere presenza, sguardo, carattere e riuscire a sentirsi bene nel proprio corpo. La vera evoluzione è stata proprio questa: non cercare più l’approvazione, ma esprimere me stessa.
Continui a lavorare tra fashion, glamour e nude art. Quali sono i generi o i progetti che in questi ultimi due anni ti hanno dato più soddisfazione?
Continuo ad amare molto il glamour e il nude art perché mi permettono di giocare con due aspetti diversi della femminilità. Il fashion mi affascina per la parte estetica e la costruzione dell’immagine, mentre il nude artistico mi permette di lavorare maggiormente sulle emozioni, sulle forme e sulla naturalezza.
I progetti che mi danno più soddisfazione sono quelli nei quali fotografo e modella riescono davvero a creare qualcosa insieme. Quando riguardo una fotografia e penso “questa immagine parla di me”, allora sento che ne è valsa la pena.

Hai collaborato con fotografi di alto livello e continui a girare l’Italia per shooting. C’è qualche set o collaborazione recente che ti è rimasta particolarmente impressa?
Ce ne sono diversi e ognuno mi ha lasciato qualcosa. Viaggiare per lavorare mi piace tantissimo perché ogni fotografo ha una visione diversa e ogni set diventa una piccola esperienza.
Più che indicare un singolo nome, direi che ricordo soprattutto quei set nei quali si è creato immediatamente feeling. Quando davanti all’obiettivo riesci a dimenticarti quasi della macchina fotografica e semplicemente vivi il momento, nascono le immagini più belle.
Hai lanciato il calendario 2026. Cosa rappresenta per te questo progetto e come è nata l’idea?
Il calendario è un progetto al quale tengo particolarmente perché raccoglie una parte del mio percorso e della mia identità artistica. Non volevo semplicemente realizzare dodici fotografie belle, ma creare un progetto coerente, curato e riconoscibile.
È anche un modo per dire “questa sono io oggi”, con la consapevolezza e l’esperienza che ho acquisito negli anni. E naturalmente è un progetto che mi permette di condividere con chi mi segue qualcosa di più personale e speciale.

Sei molto attiva su Instagram, Patreon, MYM e altri canali. Come è cambiato il tuo rapporto con i social e con i contenuti esclusivi in questi anni?
I social sono cambiati tantissimo e di conseguenza è cambiato anche il mio modo di viverli. All’inizio li consideravo soprattutto una vetrina; oggi li vedo come uno strumento per comunicare direttamente con il mio pubblico.
Le piattaforme dedicate ai contenuti esclusivi mi permettono inoltre di avere maggiore libertà creativa e di condividere qualcosa di più personale rispetto a quello che normalmente pubblico sui social. Mi piace poter creare un rapporto più diretto con le persone che apprezzano davvero il mio lavoro.
Cosa ti spinge a continuare a produrre nuovi set con tanta costanza e a mantenere un contatto così diretto con chi ti segue?
La passione, prima di tutto. Quando fai qualcosa che ti piace davvero, la voglia di creare non finisce.
Poi c’è il rapporto con il pubblico. Ricevere un messaggio da qualcuno che mi segue da anni, oppure scoprire che una persona ha iniziato a seguirmi grazie a un nuovo progetto, mi dà una motivazione enorme. Mi piace pensare che dietro ogni fotografia ci sia una persona che dall’altra parte può apprezzare, emozionarsi o semplicemente trovare qualcosa di bello.

Da Empoli a Firenze, da modellista di abbigliamento a una delle fotomodelle più riconosciute nel tuo genere: cosa ti ha permesso di restare autentica in un settore così competitivo?
Probabilmente proprio le mie origini e il fatto di aver iniziato da un mondo completamente diverso. Essere stata modellista mi ha insegnato ad avere attenzione per i dettagli, per i tessuti, per le forme e per tutto ciò che costruisce un’immagine.
Nel tempo ho capito che non devo cercare di essere come qualcun’altra. Possono esserci tantissime modelle bellissime, ma nessuna può essere Genny Silvestrini. La mia forza è cercare di valorizzare ciò che mi rende riconoscibile.
Cosa significa per te oggi il nudo artistico e il glamour? È cambiato qualcosa nel modo in cui li interpreti?
Assolutamente sì. Oggi li interpreto con molta più consapevolezza.
Per me il nudo artistico non è semplicemente togliere un vestito: è imparare a utilizzare il corpo come elemento espressivo, attraverso luce, pose, atmosfera e sguardo. Il glamour, invece, rappresenta quella parte più sofisticata, femminile e seducente che amo raccontare.
Con gli anni ho imparato che sensualità e provocazione non sono necessariamente la stessa cosa. Una fotografia può essere molto sensuale anche senza essere esplicita. Anzi, spesso è proprio ciò che lasci all’immaginazione a rendere un’immagine più potente.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali per i prossimi mesi e per il 2026?
Continuare a crescere e a creare progetti sempre più importanti. Vorrei lavorare con nuovi fotografi, esplorare stili diversi e magari portare il mio lavoro anche fuori dall’Italia.
E poi c’è sempre il desiderio di migliorarsi. Nel mio lavoro non puoi mai pensare di essere arrivata: ogni shooting può insegnarti qualcosa di nuovo.
C’è qualcosa che ancora non hai fatto e che ti piacerebbe realizzare come modella?
Sì, assolutamente. Ho ancora tantissimi sogni nel cassetto. Mi piacerebbe realizzare un progetto fotografico davvero internazionale, magari legato alla moda e all’arte, e lavorare con professionisti che abbiano una visione completamente diversa dalla mia.
Mi piacerebbe anche realizzare un progetto che raccontasse Genny non soltanto attraverso il corpo, ma attraverso tutta la mia evoluzione. Credo che sarebbe una sfida bellissima.

Un messaggio per chi ti segue da anni e per chi ti ha scoperta solo di recente?
A chi mi segue da anni voglio dire semplicemente grazie. Avete accompagnato la mia evoluzione e siete una parte importante del percorso che ho fatto.
A chi mi ha scoperta da poco, invece, dico: benvenuti. Spero di riuscire a sorprendervi ancora, perché ho ancora tante cose da raccontare e tante immagini da creare.
E forse la cosa più importante che ho imparato in questi anni è questa: non abbiate paura di sentirvi belli, sensuali e liberi. La sicurezza di una persona è la cosa più affascinante che si possa indossare.
https://www.instagram.com/gennysilvestriniofficial
Credits foto:
Le prime tre, quelle in piscina foto_studio03
Le altre sono di fani.paolo