Giacomo Casaula: l’amore sintetico in un suono pop in carne ed ossa

Di bellezza ma soprattutto di amore si parla con l’attore e cantautore Giacomo Casaula. Da lui rapiamo il suono un po’ pop e molto meno sintetico di quanto alluda nel titolo di questo nuovo disco: “Amore sintetico”, manifesto umano e sociale di questo tempo nuovo che stiamo vivendo, sempre più schiavi delle macchine e di rapporti di plastica. Cosa sia la bellezza per Giacomo Casaula lo scopriamo subito. Il bel pop d’autore intanto regna sovrano…

Noi partiamo sempre parlando di bellezza. La bellezza come centro
dentro cui ritrovare il proprio senso e non come banale estetica da
copertina. Per te che significa davvero la bellezza?
Mi ritrovo molto con la vostra definizione. Credo che la Bellezza sia il fine di ogni gesto o pensiero, non solo in campo strettamente artistico.

E per Giacomo Casaula: come e dove cercarla? E come sai di averla
raggiunta poi?
Ovunque, come ho detto prima in ogni situazione, momento, incontro. Mi viene in mente l’ultima scena di “American Beauty”, c’è tanta di quella Bellezza che forse è addirittura troppa da contenere tutta. Bisogna sempre inseguirla e se mai si dovesse raggiungere tornare a cercarla.

Teatro e canzone: due mondi che ti vedono protagonista. È un dividersi
o un lavoro che possa farli incontrare?
L’obiettivo è farli incontrare in un progetto unico, coerente ed emotivamente detonante. Riprendo il genere Teatro-canzone ideato da Gaber e Luporini agli inizi degli anni ‘ 70.

Non pensi che la scena musicale di oggi sia “sintetica”? Un cantautore
oggi come si rapporta dentro le sue tante contraddizioni?
Credo sia una scena complessa, diversa anche rispetto a 6-7 anni fa, quindi si anche indubbiamente sintetica. Credo che un artista debba cercare di esprimere l’urgenza che bolle dentro e che ruota intorno, se quest’urgenza non c’è meglio fare altro.

Dal vivo ho l’impressione che questo diventi un altro disco, almeno
nelle percezioni. Che ci dici?
Sono d’accordo, anche perché diventa uno spettacolo e alle canzoni si aggiungono i monologhi per completare il cerchio.