“Distillati” è una raccolta che rifiuta l’eccesso e cerca l’essenza. Gianluca Baggio racconta vite imperfette con uno stile diretto, asciutto, senza filtri. Ogni testo è un frammento che resiste, una storia che non chiede spiegazioni ma invita il lettore a fermarsi e ascoltare.

“Distillati” sembra voler parlare a chi è disposto a guardarsi dentro. Qual è il messaggio che speri arrivi a chi ti legge?
Essendo racconti brevi, spero di riuscire ad arrivare all’anima del lettore e farlo riflettere.
Usi molto anche i social per diffondere la tua poesia. Come vivi questo dialogo con il pubblico digitale?
In realtà pubblico poesie a random, ma poi non do seguito a dibattiti, ma mi limito a guardare i commenti positivi o negativi che essi siano.
C’è un testo del libro a cui sei particolarmente legato? Vuoi raccontarci perché?
No, sono legato a tutto ciò che scrivo. Ogni testo possiede la sua vita unica e irripetibile.
Hai già nuovi progetti in cantiere? Pensi di continuare su questa linea breve e poetica, o c’è spazio per altri generi?
Penso che il mio futuro prossimo sia legato alla poesia, in questo momento sto scrivendo “Racconti in forma di poesia”, ispirato da Carver. Quindi saranno dei sonetti che raccontano in pochi versi una storia.
