Intervista esclusiva di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo

Giulia Cavicchi, nata il 10 agosto 2002 (23 anni) e residente nella provincia di Ferrara, è una modella glamour presso la Five Agency di Modena, con un background versatile che spazia dal ballo alla fotomodellazione e all’hosting. Alta 170 cm, con occhi marroni e capelli castano chiaro, parla italiano madrelingua, inglese fluente e basi di francese, spagnolo e russo. Le sue skills includono musicalità, versatilità nei generi, abitudine a set e camera, adattabilità a gruppi, presenza scenica e consapevolezza del corpo. Ha ballato in locali iconici come Villa delle Rose e Baia Imperiale, festival come Beach Volley Marathon, e collaborato con agenzie come Seduction Art Agency; come modella, ha posato per brand di lingerie (Calla), abbigliamento (Laura, Luke&Pole, Suerte), eventi wedding (Weddingpiu) e saloni bellezza (My Beauty Case, Hedrien Lashmaker); ha anche esperienza come hostess in inaugurazioni. In questa intervista esclusiva, esplora il suo percorso nel ballo e nella moda, le sue esperienze sui set, le influenze multiculturali e i sogni futuri.

Giulia, complimenti per la tua versatilità: nata nel 2002 e residente in provincia di Ferrara, come è nata la tua passione per il ballo e la modellazione, e qual è stato il momento che ti ha fatto capire che poteva diventare una carriera?

La passione per la danza e la fotomodellazione è sempre stata dentro di me. Fin da bambina ho sentito un talento naturale nello stare su un palco: che fosse cantare, ballare o semplicemente esprimermi, ho sempre amato il contatto con il pubblico e il centro della scena. È qualcosa che ho sempre saputo far parte di me. Questa passione ha iniziato a trasformarsi in una scelta concreta intorno ai 17 anni, quando ho deciso di seguire davvero ciò che sentivo. Guardavo ragazze che posavano per riviste e shooting, donne bellissime e sicure di sé, e il mio sogno era diventare come loro. Da lì ho iniziato a impegnarmi seriamente e così è nato il mio percorso nella modellazione. Il rapporto con la danza, invece, è stato più complesso. Anche quella era una passione presente fin da piccola, ma per un periodo l’ho messa da parte, arrivando persino a vergognarmi di ballare. Poi, completamente per caso, ho incontrato il titolare di una delle agenzie di ballo con cui collaboro ancora oggi. Ha visto qualcosa in me e ha deciso di credere nel mio potenziale, proponendomi di iniziare a ballare in alcuni locali. Da quel momento è cambiato tutto. Ho scoperto che il ballo mi appartiene davvero, che è una forma di espressione naturale per me. La musica è sempre stata una presenza costante nella mia vita, e attraverso la danza ho imparato a riconoscere una parte profonda di me stessa.

Le tue skills includono musicalità e versatilità nei generi musicali: come hai sviluppato queste abilità, e come le applichi nei tuoi ruoli da ballerina in format come “Voglio tornare negli anni 90” o “Fidelio”?

La musicalità è sempre stata una parte fondamentale di me. Ho letteralmente la musica nelle orecchie 24 ore su 24, ed è qualcosa che sento molto istintivo: credo sia una qualità con cui in parte si nasce, ma che cresce attraverso la passione. Il ritmo, l’ascolto e una buona memoria uditiva sono elementi che guidano gran parte delle mie performance e mi permettono di entrare subito in sintonia con la musica. La versatilità, invece, è una qualità che ho sviluppato soprattutto lavorando. I locali in cui mi sono esibita sono stati una vera e propria scuola: performance dopo performance ho imparato ad adattarmi, a sperimentare e a mettermi alla prova ogni giorno. Spesso, durante una stessa serata, si passa da un genere musicale all’altro, e saper cambiare energia, stile e interpretazione è fondamentale. Esprimo questi punti di forza lasciandomi guidare completamente dalla musica. Durante le mie performance cerco sempre di essere presente, ascoltare il ritmo e trasformarlo in movimento, adattandomi in modo naturale al contesto e al pubblico, senza perdere la mia identità.

Hai ballato in locali iconici come Villa delle Rose, Baia Imperiale e Giardini Sonori, e festival come Beach Volley Marathon a Bibione: qual è stato l’evento che ti ha dato più adrenalina e perché?

L’esperienza che mi ha dato più adrenalina e che ricordo come se fosse ieri è stata un festival a Bibione Beach. Non mi aspettavo assolutamente di trovarmi davanti a un palco così enorme, da vero festival, né tantomeno a un pubblico così vasto: migliaia di persone lungo tutta la spiaggia, tutte lì a guardare noi. Salire su quel palco è stato qualcosa di unico. L’energia del pubblico, l’atmosfera, la dimensione dell’evento… tutto era amplificato. È stata un’esperienza spettacolare, quasi surreale, che mi ha fatto sentire davvero parte di qualcosa di grande.

Collabori con agenzie come Seduction Art Agency, Dejavu Events ed Eclipse Agency, e hai partecipato a videoclip musicali: raccontaci un aneddoto divertente o sfidante da un set video o da una performance live.

Un aneddoto divertente che ricordo benissimo riguarda uno degli ultimi videoclip a cui ho partecipato. A un certo punto, a me, alla cantante e a un’altra ballerina è stato chiesto di entrare in una roulotte piuttosto vecchia, inutilizzata da anni. Appena entrate ci siamo rese conto che era piena di polvere, ma la vera sorpresa è arrivata subito dopo. Ci siamo sedute su un piccolo tavolino che, non appena ci siamo appoggiate, è crollato a terra. In quel momento abbiamo scoperto che l’interno era pieno di ragni e ragnatele. È scoppiato il panico totale: urla, risate isteriche, grida di disperazione mentre i ragni “saltavano” ovunque. La cosa divertente è che io, al contrario, mi sono goduta tutta la scena. I ragni non mi fanno paura, anzi mi piacciono, quindi vedere la reazione delle altre ragazze è stato surreale e davvero esilarante. È uno di quei momenti imprevedibili che rendono i set ancora più memorabili.

Come modella glamour presso la Five Agency di Modena, hai posato per shooting one-to-one, workshop e brand di lingerie come Calla: cosa ami di più del mondo della fotomodellazione e come gestisci la consapevolezza del tuo corpo sui set?

Ciò che amo di più del mondo della fotomodellazione è come mi fa sentire. Quando sono su un set fotografico, sento emergere la versione più forte e sicura di me stessa, quella con la massima confidence. In quel contesto si scopre un lato di me che ammiro molto, e il corpo diventa fondamentale: segue il mindset, riflette la sicurezza e permette di muoversi con naturalezza e sinuosità. Ogni gesto, ogni posa nasce spontaneamente dal sentirsi a proprio agio e dall’energia che porto sul set.

Hai sfilato per brand come Luke&Pole e Suerte tramite Aperturas Events, e posato per eventi wedding con Weddingpiu e saloni bellezza come My Beauty Case: come si integra la tua presenza scenica dal ballo alla moda?

Il mio background da ballerina influisce molto sulla mia presenza nella moda. Ho notato che ci sono diversi punti in comune tra queste due discipline: in entrambe si cerca armonia nelle linee e fluidità nei movimenti. Una ballerina deve muoversi con eleganza, creando linee belle e armoniose con il corpo; allo stesso modo, nella moda, le pose e i movimenti devono valorizzare la forma del corpo e creare un’estetica armoniosa. Le linee sinuose, la consapevolezza del corpo e il modo in cui si esprime la propria energia sono elementi che ho imparato dal ballo e che porto naturalmente anche davanti alla macchina fotografica. In questo senso, la danza mi ha dato strumenti preziosi per essere una modella più completa e sicura di me stessa.

Esperienze come pinup in eventi automobilistici e hostess in inaugurazioni (con ruoli in guardaroba e accoglienza): come queste attività arricchiscono il tuo profilo artistico e ti aiutano ad adattarti a gruppi diversi?

Fare da hostess ha arricchito molto il mio percorso artistico. A differenza della fotomodellazione, dove sei spesso concentrata solo su te stessa e sulla tua immagine, fare da hostess mi ha spinto fuori dalla mia comfort zone. Ho imparato a collaborare, a lavorare in gruppo e a relazionarmi con persone diverse. Questa esperienza, unita al ballo, mi ha aiutato a sviluppare adattabilità e capacità di stare insieme agli altri, qualità importanti per ogni artista. Essendo anche figlia unica, queste esperienze hanno avuto ancora più valore, insegnandomi come condividere spazi, energie e responsabilità in contesti professionali diversi.

Parli inglese fluente e basi di francese, spagnolo e russo: come queste competenze linguistiche influenzano le tue collaborazioni internazionali o le tue performance in contesti multiculturali?

Parlo diverse lingue a livello base, e anche se finora ho sempre lavorato in Italia, credo che questa competenza possa aprire porte a collaborazioni internazionali in futuro. Mi piacerebbe molto avere l’opportunità di lavorare all’estero, confrontarmi con contesti multiculturali e arricchire la mia esperienza artistica su scala globale.

La tua abitudine a video, set e camera ti rende perfetta per ruoli dinamici: quali sono i tuoi obiettivi a breve termine, magari nuove agenzie, brand di abbigliamento/intimo o progetti nel mondo dello spettacolo?

I miei obiettivi a breve termine per il 2026 riguardano principalmente il ballo, la moda e la mia presenza online. Per quanto riguarda il ballo, vorrei trovare un format stabile e partecipare a tour con nuovi progetti, sperimentando sempre nuove performance. A livello social, voglio curare di più il mio profilo TikTok, perché mi piacerebbe diventare influencer, collaborare con brand, gioielli, negozi e ampliare la mia visibilità. E, naturalmente, uno dei miei grandi sogni è lavorare nell’alta moda: è un obiettivo a cui tengo tantissimo. Inoltre, ho in programma alcuni progetti beauty che realizzerò già a gennaio, per esplorare ulteriormente il mio percorso creativo e professionale.

Ultima: se dovessi scegliere un solo scatto o performance per far capire a chi non ti conosce chi è Giulia Cavicchi – una giovane talentuosa con musicalità e presenza scenica – quale sarebbe e perché?

Se dovessi scegliere una sola performance che mi rappresenta, sarebbe quella con i tessuti aerei. Pratico i tessuti da quando avevo 12 anni e, anche se negli ultimi anni ho dovuto mettere da parte questa passione, da qualche mese sto pensando di riportarla sui palchi su cui lavoro. Questa disciplina mi rappresenta molto perché è un vero e proprio sport aereo: fluttui nell’aria, giochi con lo spazio e con il tuo corpo, e allo stesso tempo esprimi leggerezza e libertà. In un certo senso, descrive chi sono anche nella vita: una persona che fluttua nel proprio mondo, nei propri sogni, nella musica, seguendo la propria energia e creatività.

Fonte: Esclusiva Giulia Cavicchi per MondoSpettacolo.com
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