Con “To Say I Miss You” gli L-Rhose proseguono un percorso coerente e personale, mescolando intensità emotiva e sonorità coinvolgenti. Abbiamo parlato con il duo del significato del brano, del loro modo di vivere la musica e di ciò che oggi conta davvero quando si scrive una canzone.

Vi capita davvero di scrivere partendo da situazioni che avete vissuto in prima persona oppure preferite lasciare spazio anche all’immaginazione?
La musica nasce spesso da un intreccio di esperienze, emozioni e immaginazione. A volte scriviamo partendo da qualcosa che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, altre volte ci lasciamo ispirare dalle storie di chi ci circonda, e altre ancora è la fantasia a guidare il percorso creativo. In questa canzone, però, il punto di partenza è un sentimento che appartiene un po’ a tutti. Chi non convive con qualche rimpianto? Con parole che avrebbe voluto dire al momento giusto e che sono rimaste sospese? O con quei treni che non ha avuto il coraggio di prendere e che poi non sono più ripassati? È proprio in questa dimensione universale che il brano trova la sua forza: ognuno può ritrovare una parte di sé nella storia che racconta.
Avete costruito un pezzo molto diretto, ma senza cercare scorciatoie facili. Però in alcuni punti forse avrei osato ancora di più con l’intensità vocale. È una scelta precisa quella di mantenere sempre un certo equilibrio anche nei momenti più accesi?
Ci interessa che siano le parole, le emozioni e il significato del brano a trasmettere la loro forza in modo naturale. Quando scriviamo e interpretiamo una canzone cerchiamo sempre il punto di equilibrio tra intensità e misura, perché crediamo che l’efficacia di un messaggio non dipenda soltanto da come viene espresso, ma soprattutto da ciò che riesce a lasciare a chi ascolta. In fondo vale anche nella vita: non serve imporsi per essere credibili. Serve avere qualcosa di autentico da dire. Cerchiamo di portare questo approccio in ogni nostro lavoro.
Nel testo dite “never let your pride beat love and win”. Quanto pensate che oggi l’orgoglio rovini i rapporti, anche fuori dall’amore?
Probabilmente molto più di quanto siamo disposti ad ammettere. L’orgoglio spesso ci impedisce di fare un passo verso l’altro, di chiedere scusa, di riconoscere un errore o semplicemente di mostrare una fragilità. Eppure lasciare andare l’orgoglio non significa perdere. Al contrario, avere il coraggio di ammettere una mancanza o accettare una sconfitta, almeno in senso metaforico, può trasformarsi nella scelta più intelligente e vincente nel lungo periodo. Spesso le relazioni più importanti si salvano proprio quando qualcuno decide di mettere da parte il proprio orgoglio e fare un passo verso l’altro.
Siete arrivati all’ottava uscita discografica. Guardandovi indietro, qual è la cosa che sentite di aver imparato davvero sul vostro percorso musicale?
Se c’è una cosa che abbiamo imparato è che la crescita non è mai un punto d’arrivo, ma un processo continuo. Ogni brano rappresenta una tappa del viaggio e porta con sé tutto ciò che abbiamo imparato da quelli precedenti.