Governance – Il prezzo del potere: lo Zampino della corruzione

Secondo lungometraggio diretto dall’italo-francese Michael Zampino, che esordì nel 2010 tramite il mix di dramma esistenziale e commedia nera L’erede, Governance – Il prezzo del potere – disponibile su Amazon Prime Video a partire dal 12 Aprile 2021 – apre portando immediatamente in scena Massimo Popolizio e Vinicio Marchioni testimoni di un incidente automobilistico.

Anticipando il passaggio a due mesi addietro per farci progressivamente scoprire che il primo è un manager brillante e senza scrupoli costretto ad abbandonare l’incarico di direttore generale di un gruppo petrolifero dopo un’inchiesta per corruzione, il secondo un amico meccanico in cerca di una raccomandazione e coinvolto suo malgrado nel fattaccio.

Perché a perire tra le lamiere senza essere soccorsa dai due è la giovane collega che ha preso il posto del manager e che lui, abile conoscitore dei meccanismi di potere, è convinto essere stata la sua traditrice.

Lui che, grazie al ruolo strategico che ricopre all’interno dell’azienda e alla sua rete di conoscenze, riesce a depistare le indagini portate avanti dalla polizia in seguito alla morte della ragazza; incarnando il tipico squalo della realtà italiana del XXI secolo (e non solo) cui si affianca l’immancabile pesce piccolo, ovvero il citato Marchioni.

Quindi, dal mondo rurale che nel film precedente altro non era che un bestiario spietato in cui la natura è violenta e i pericoli sono ovunque si passa ad un’altra vicenda in fotogrammi che, come il titolo stesso suggerisce, individua nel potere il proprio motore.

Del resto, il regista spiega: “Governance – Il prezzo del potere è un’implacabile parabola sul potere del denaro e ci mostra quanto sia difficile la ricerca della verità quando sono in gioco importanti interessi economici. Gli ostacoli incontrati dalla polizia nello svolgimento delle indagini mettono in evidenza le resistenze di una società ancora oggi caratterizzata da una grande commistione tra livelli politici e affaristici”.

Una società in cui il personaggio proposto da Popolizio rappresenta lo specchio dei nostri istinti più cupi, ricordandoci che siamo sempre costretti a scegliere tra il bene e il male. Ma anche testimoniando un marciume quotidiano da cui nessuno, tra intrallazzi e interessi, sembra essere esente, dai potenti alto-borghesi alla classe operaia, passando per la Chiesa.

Una società sempre più sentimentalmente arida e fredda proprio come i toni che, sia nelle sequenze diurne che in quelle notturne, sfodera la fotografia di Stefano Paradiso, sempre pronta anche a far calare ombre sui volti dei diversi ottimi interpreti.

Nel cui mucchio rientrano anche Claudio Spadaro Sonia Barbadoro e, in un piccolo ruolo, la Désirée Giorgetti divenuta un volto noto al pubblico degli appassionati di horror indipendente (il censuratissimo Morituris e il tedesco German angst nel curriculum)

Tutti al servizio di oltre un’ora e venti di visione costruita in particolar modo sui dialoghi e che, dall’impostazione teatrale nonostante le numerose sequenze ambientate in esterni, viene resa scorrevole e veloce dal dinamico montaggio a cura di Gianluca Cristofari.

Mentre l’abbondanza di riprese eseguite a mano si rivela l’ulteriore elemento di pregio dell’elegante regia di Governance – Il prezzo del potere, tra i cui dichiarati modelli cinematografici di riferimento vi è I protagonisti di Robert Altman.

 

  

Francesco Lomuscio