Dopo tre mesi di silenzio, Harmando torna con un progetto che segna un nuovo capitolo della sua carriera artistica. Il giovane talento della trap italiana, classe 2006 e originario della provincia di Bari, pubblica infatti “Boyz n da Club”, un singolo che fonde le sonorità potenti del rock con i beat incisivi della trap.
Il brano non è solo una canzone, ma un vero e proprio manifesto di vita. L’esperienza maturata da Harmando dietro la consolle dei club pugliesi diventa il cuore pulsante della traccia, capace di raccontare sia l’energia liberatoria delle notti in pista sia i lati più oscuri e complessi di quel mondo.
“Boyz n da Club” porta con sé un’atmosfera cupa e cinematografica, volutamente intensa, che trascina l’ascoltatore dentro un viaggio musicale senza filtri. Non a caso, il singolo è accompagnato da un videoclip ufficiale che esalta questo immaginario, offrendo una narrazione visiva coerente con il mood del brano.
La scelta di pubblicare nuova musica dopo un periodo di pausa non è casuale. Harmando ha preferito prendersi il tempo necessario per riflettere sulla direzione artistica del suo percorso, per crescere e sperimentare nuove sonorità. “Volevo che ogni uscita avesse un senso preciso” – racconta – “non mi interessava riempire spazi, ma costruire un progetto che avesse identità”.
Oggi, più consapevole e maturo, Harmando si presenta con una visione chiara: portare la sua autenticità nella scena trap italiana, senza paura di osare e di fondere generi apparentemente lontani.
Con “Boyz n da Club”, l’artista pugliese conferma la sua voglia di sorprendere e di affermarsi come voce di una nuova generazione, raccontando esperienze reali che molti giovani possono riconoscere come proprie.
– “Boyz n da Club” è un brano che nasce dalla tua esperienza come DJ nei club. Quanto ha inciso quel percorso nel tuo modo di scrivere musica oggi?
Ha avuto un impatto enorme. Fare il DJ mi ha permesso di vivere il club a 360°, osservando le persone, i loro modi di divertirsi e di sfogarsi. Ho respirato l’energia positiva, la voglia di ballare e di fare festa, ma ho visto anche il lato più crudo delle notti in discoteca: eccessi, scelte sbagliate, rapporti superficiali. Tutto questo mi ha dato materiale per raccontare storie reali e scrivere testi che non fossero soltanto “musica da club”, ma anche un riflesso di ciò che ho vissuto sulla mia pelle. Boyz n da Club è, in un certo senso, la colonna sonora di quel periodo della mia vita.
– Nel singolo hai scelto di unire trap e rock: cosa ti ha spinto a sperimentare questa fusione di generi?
Questo singolo è stato per me un vero terreno di sperimentazione. Ho voluto unire due mondi che di solito restano distanti: il rock, con le sue chitarre melodiche, e la trap, con le sue batterie e il suo groove. L’obiettivo era creare qualcosa di nuovo, capace di conservare l’energia e la carica del rock melodico, ma con la modernità e la cadenza tipica della trap. La sfida più interessante è stata trovare il punto d’incontro tra questi due universi, senza che nessuno dei due perdesse la propria identità. Il risultato è un brano che fa saltare ma anche riflettere, e proprio questa doppia anima era ciò che stavo cercando.
– Il videoclip ufficiale riflette l’atmosfera cupa e cinematografica del brano. Quanto conta per te l’aspetto visivo nel raccontare la tua musica?
Per me l’aspetto visivo è fondamentale, perché completa e amplifica il messaggio della canzone. Una canzone da sola può trasmettere emozioni, ma quando la accompagni con delle immagini permetti a chi ascolta di entrare ancora più a fondo nel mondo che hai creato. Con Boyz n da Club volevo che il video fosse un vero viaggio, capace di raccontare il contesto del brano e le sensazioni che mi hanno spinto a scriverlo. Abbiamo lavorato molto sulla fotografia, sui colori e sulle inquadrature per dare al video un impatto forte e coerente con l’energia del pezzo. Oggi la musica è anche esperienza visiva: chi ti ascolta vuole immergersi in un universo in cui riconoscersi o lasciarsi trasportare, e il videoclip è il modo migliore per aprire quella porta.
– Dopo “Born to Shine” ti sei preso una pausa di tre mesi prima di pubblicare nuova musica. Cosa hai imparato in quel periodo e in che modo ha influenzato “Boyz n da Club”?
La pausa di tre mesi mi ha dato il tempo di ricaricare le energie e di guardare alla musica con occhi nuovi. In quel periodo ho potuto riflettere su ciò che volevo comunicare, sui temi e sul mood dei miei brani, e chiarire la direzione da intraprendere. Questo mi ha permesso di arrivare a Boyz n da Club con idee molto più definite: desideravo un pezzo energico, diretto e sincero, capace di trasmettere emozioni forti e coinvolgere chi ascolta fin dalle prime note. Quei mesi sono stati fondamentali per trovare il giusto equilibrio tra sound, ritmo e impatto emotivo.
– Guardando al futuro: quali obiettivi ti sei posto per i prossimi mesi e cosa possiamo aspettarci dal tuo percorso artistico?
Nei prossimi mesi ho già definito un piano di uscite con brani pieni di energia, ispirati a esperienze vissute e ricchi di emozioni, caratterizzati da sonorità forti e di grande impatto. La mia musica vuole arrivare in modo diretto e coinvolgente a chi l’ascolta. Il mio obiettivo è far conoscere la mia musica a sempre più persone, crescere insieme ai miei fan e non deluderli mai.