Helle: la bellezza che c’è nella mancanza

Bella riflessione quella di Lisa Brunetti in arte Helle che ci regala questo primo lavoro ufficiale dal titolo “Disonore” uscito per la Volume!. Ed è assai interessante quel che ci fa notare parlando delle liriche e del pensiero di questo lavoro: la bellezza passa anche per la sua stessa mancanza, o comunque è cos+ì che ne avverti l’essenza. “Disonore” dunque fa questo, sottolineando il disequilibrio dell’uomo, le sue ombre… che sia forse una disamina alla società o al proprio vissuto, che sia forse un disco capace di mostrarci le apparenze come parte integrante della nostra luce… argomenti davvero interessanti che Helle dipana in un suono indie e dedito al vintage, digitale e italiano ma dal gusto estetico assai americano. Un disco complesso anche nella forma… e questo significa personalità e preziosissime imperfezioni.

Noi iniziamo sempre parlando di bellezza. E questo disco alla verità della bellezza deve molto… per Helle dunque cos’è la bellezza?
Sicuramente “Disonore” è un disco che alla bellezza deve molto, ma lo fa in antitesi: ne senti la mancanza, ecco. Molti aspetti della vita possono essere collegati a questo concetto di perfezione, dall’estetica, ad una sensazione che si lega a qualcosa di puro. È un discorso ampissimo e filosoficamente complesso.

“Disonore” sembra proprio voler essere una canzone contro l’ipocrisia e l’apparenza. Dunque perché “mascherarsi” dietro un nome d’arte?
“Disonore” è una raccolta di canzoni che nasce dal bisogno di raccontare il nostro equilibrio imperfetto: non elogio l’onore criticando le maschere, bensì critico la debolezza del mio onore menzionando l’esistenza di ciò che è infimo. Se fossi ricolma soltanto ed unicamente di onori e virtù non scriverei questo disco, credo, come credo che tale persona non esista. Domanda molto bella. Grazie.

Anche la parte peggiore di noi è umana ed è meritevole del risultato che siamo. Come ti rapporti ad una società che puntualmente cerca di soffocare questa parte di noi?
Questione delicata. L’uomo è luce e ombre, ma per la società queste ultime non esistono, o fanno paura. Alla fine è giusto così. Il problema è quale fra queste ombre potrebbe essere catalogata in modo differente. Non tutto è oscuro e pericoloso: se io ho un’opinione differente dalla tua non voglio il tuo male.

Un suono electro-pop anni ’70 e ’80 direi quasi… perché il passato?
Non ho regole: vado a gusti, a momenti, seguo il vento. Per questo disco ho cercato qualcosa che suonasse più cupo, tondo ma anche aspro e sporco, in certi sensi.

In arrivo il video di “Rispetto”… che sia vintage come “Carovane”? Che bellezza c’è nel passato?
“Rispetto” sarà leggermente diverso da “Carovane”, un po’ più provocatorio. Il passato è particolarmente bello perché non lo si può vivere – e dunque pare quasi una fantasia. E’ quella la malinconia del passato, credo: la sua verità.