Holy 420: “Il mio nuovo album è un punto di partenza”

Holy 420 ci svela i retroscena del suo nuovo album, “Holy”, dalla scelta della copertina fino al processo creativo che lo ha portato a scrivere il disco.

 

Com’è nato il pezzo “mood”?
“Mood” è il pezzo che chiude il sipario, è nato in maniera spontanea ma allo stesso tempo non è stato semplice scriverlo, volevo arrivasse diretto, in modo tale che chi lo ascolta possa conoscermi solo ascoltandolo. Spero di essere riuscito nel mio intento.

Come hai scelto la copertina del disco? Te l’hanno consigliata?
La copertina del disco nasce proprio dal mio nome d’arte “Holy” ovverso “santo”, dunque tutto l’immaginario creato attorno ruota in questa direzione.
È stata pensata da me e il mio manager, ci sembrava la scelta più adatta e carina vista l’introspettività del progetto.

Ora che è uscito l’album, qual è il tuo prossimo obbiettivo?
Diciamo che l’album è un punto di partenza, ora voglio che le persone lo riescano a comprendere nella sua essenza e che si possano affezionare ad esso.
Per ora non ho un obiettivo fissato, sto riassemblando i pezzi di me che ho donato in esso.

Hai scartato dei pezzi prima di arrivare al prodotto finale?
Si, parecchi, non è facile scrivere un disco/ep senza cadere nel banale o in un qualcosa di già sentito. Alla fine ho tenuto quelle tracce che mi rispecchiavano al 100%.

Su che palco ti piacerebbe presentare “Holy”?
Mi piacerebbe presentarlo ovunque, ma in particolare a Milano, ai Magazzini Generali, sarebbe un’esperienza unica e formativa.
Chissà, magari un giorno…

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