C’è una frase che i Sidera ripetono spesso, quasi come un manifesto: «Non siamo personaggi, siamo storie». E forse è proprio questa la chiave per capire il percorso di una band nata appena un anno fa e già arrivata a un traguardo importante come le Finali Nazionali di Sanremo Rock & Trend Festival, in programma l’11 e 12 settembre 2026 al Teatro Ariston.
Il coraggio di scrivere di sé
I Sidera nascono nell’estate del 2025 dall’incontro di sensibilità diverse, unite dalla voglia di superare il mondo delle cover per raccontare qualcosa di autentico. Non è una scelta semplice: scrivere musica propria significa esporsi, mettere sul pentagramma emozioni reali, senza la protezione di un brano già scritto da altri.
Nei testi dei Sidera si respirano amori, ricordi, fragilità, incertezze. Temi universali, raccontati però con una sincerità che sembra andare oltre l’età della band. Ed è forse questo il motivo per cui il pubblico, fin dai primi ascolti, ha iniziato a riconoscersi in queste canzoni.
Un percorso costruito con pazienza
Dietro il traguardo di Sanremo c’è un lavoro fatto di piccoli passi. La band ha attraversato casting di idoneità, selezioni regionali e la Finale Sud Italia disputata a San Vito Lo Capo, dove ha ottenuto l’accesso alla fase nazionale del festival. Un percorso che riflette bene la filosofia del gruppo: nessuna scorciatoia, solo costanza e autenticità.
Il debutto discografico risale al marzo 2026, con il singolo “Nessun’altra” e il relativo videoclip. Sono seguiti “Goodbye”, “Vulnerabile” e “Ferragosto”, brani che hanno permesso alla band di farsi conoscere e di costruire, passo dopo passo, un pubblico affezionato. Nel frattempo sono arrivate anche le prime esperienze dal vivo, tra cui la partecipazione al Launchpad Music Fest.
Cosa significa arrivare all’Ariston a un anno dalla nascita
Per un progetto giovanissimo, salire sul palco del Teatro Ariston rappresenta molto più di una vetrina: è la conferma che una musica sincera, scritta senza filtri, può ancora farsi strada. I Sidera arrivano a Sanremo con la consapevolezza di chi ha costruito tutto da zero, e con la voglia di raccontare, anche lì, la propria storia.

È interessante vedere come quella mentalità si applica anche a progetti molto più grandi. A volte la pressione di mantenere un certo stile può complicare il processo creativo.