A firma dello statunitense Bill Condon, Il bacio della donna ragno è tratto dall’omonimo romanzo di Manuel Puig, ma, soprattutto è un adattamento visionario dell’omonimo musical di Broadway, a sua volta nato sulla scia della prima trasposizione cinematografica diretta nel 1985 da Héctor Babenco.
Il regista e sceneggiatore statunitense Bill Condon , Noto soprattutto per la sua passione per il musical, avendo scritto e diretto Dreamgirls e firmato lo script dell’acclamato Chicago di Rob Marshall), interpretato da Richard Gere, Catherine Zeta-Jones e Renée Zellweger, il regista e sceneggiatore Condon c’immerge nell’Argentina del 1983.

Argentina dove Molina e Valentin, ovvero Tonatiuh e Diego Luna, sono due uomini profondamente diversi che, nel pieno della brutale dittatura militare, si trovano a dover condividere lo spazio angusto di una cella. Per evadere con la fantasia dall’orrore della prigionia, Molina inizia a raccontare a Valentin la trama del suo film preferito: Il bacio della donna ragno, una fantasia musicale con protagonista la diva Ingrid Luna, che nella storia incarna sia Aurora che la donna ragno, tutte portate in scena da Jennifer Lopez. Mentre il racconto prende vita , la fantasia inizia a creare un mondo in cui i due compagni di cella si ritrovano. Un contesto caratterizzato da colori intensi e brillanti in una dimensione altra che dialoga con la musica e la danza. L’omaggio al cinema in technicolor regala suggestioni in cui si perde l’orientamento temporale. A ciò si aggiungono gli effetti degli inseguimenti d’auto, ricostruiti sul set mediante retroproiezione su uno schermo traslucido, che rievocano tutta la magia del cinema classico hollywoodiano, richiamando i cromatismi dei musical dell’epoca d’oro degli anni Quaranta e Cinquanta.

La storia assume i tratti di una catarsi psicologica in cui Molina proietta se stesso nel personaggio di Aurora mostrando la sua inclinazione muliebre, mentre Valentin è un rivoluzionario che, insieme al suo movimento, è intento ad abbattere la dittatura militare. Tra i due uomini nasce un legame profondo, una relazione che tracima nel sesso, capace di produrre una forte empatia reciproca destinata a sconfinare in una dimensione onirica. Lì l’immaginazione permette allegoricamente di superare le mura di contenzione e le sbarre, sfidando i pregiudizi e il regime militare attraverso la rivoluzione dei sentimenti. Le quattro mura della cella, malsane, cedono il passo a scenografie teatrali all’interno del racconto musicale, che sconfina nel folklore di un ipotetico villaggio sito in una giungla tropicale. La donna ragno ha salvato gli abitanti del luogo da epidemie mortali, ma in cambio esige un sacrificio d’amore. Se Bill Condon dimostra grande padronanza nel gestire il musical e la messinscena teatrale, la parte ambientata fuori dal carcere risulta però posticcia e meno curata.

Probabilmente la trasposizione di Babenco proiettava fin da subito lo spettatore in un universo in bilico tra la brutale realtà della cella e la discesa onirica verso il desiderio e l’abbandono. L’atmosfera densa, e fin da subito intima, veniva esaltata da un William Hurt in pieno stato di grazia nell’impersonare Luis Molina, ruolo che gli valse il premio Oscar. Seppur Tonatiuh interpreti lo stesso personaggio in maniera magistrale e Jennifer Lopez rubi la scena con passi di danza raffinati che rasentano la perfezione come il suo canto, Il bacio della donna ragno di Bill Condon manca della magia sensuale offerta dalla tensione psicologica ed erotica che diventava intima e sottile tra lo stesso Hurt e Raul Julia alias Valentin all’interno di una cella claustrofobica. La sensazione è che il cineasta punti qui con decisione al melodramma classico sull’impatto emotivo e lo sfarzo visivo, trovandosi più a suo agio con le grandi produzioni passionali ed esuberanti. Elementi, questi, che comunque fanno de Il bacio della donna ragno una trasposizione del musical di Broadway e della rivisitazione visionaria del romanzo di Manuel Puig di sicuro interesse nel panorama cinematografico odierno.
