Il regista, sceneggiatore e fotografo Sergio Castro San Martín dirige Il cileno, presentato al Locarno Film Festival.

Il cineasta cileno si ispira liberamente alla storia di Aldo Marín, un giovane animato da uno spirito rivoluzionario ed esperto di esplosivi, fuggito in Italia da Santiago durante la dittatura di Pinochet.

©2024 EQUECO – CINEDOKKE – DisParte Production Il Cileno by Sergio Castro San Martin Scena 25 08-11-2024 © Marco Piovanotto Aldo – Camilo Arancibia El Chapa – Andrew Bargsted Jacopo – Jacopo D. Massara

Il protagonista, incarnato da Camilo Arancibia, giunge a Torino nel 1976 nel pieno degli Anni di Piombo. Le tensioni patite in patria da Aldo Marín si riflettono e si collegano alle tensioni italiane degli anni Settanta. A Santiago del Cile era un minatore addetto alla manifattura degli ordigni esplosivi, mentre nel capoluogo piemontese trova lavoro in una fabbrica. Aldo non è solo: è fuggito dal regime cileno e sbarcato nel Bel Paese insieme al suo amico El Chapa, portato in scena da Andrew Bargsted, che si inserisce con disinvoltura nel tessuto locale, stringendo legami anche con la malavita della città. Il destino dello specialista di bombe cambia quando incontra Luciana, una dottoressa e docente universitaria a cui presta il volto Sara Serraiocco. La donna è legata ad un gruppo terrorista torinese e, in cambio del suo aiuto economico e logistico per ricongiungersi con i propri cari, chiede ad Aldo di sfruttare la sua abilità nel fabbricare esplosivi. Sergio Castro San Martín racconta una storia che collega due paesi molto distanti, facendo convergere il linguaggio politico e rivoluzionario di Italia e Cile. Aldo Marín a Torino inizia la sua guerra personale, incarnando idealmente un desiderio di vendetta a distanza contro la dittatura di Pinochet. La narrazione però è frammentaria e la storia appare sfilacciata; non vi sono guizzi di regia per un racconto anodino che fatica ad ingranare.

©2024 EQUECO – CINEDOKKE – DisParte Production Il Cileno by Sergio Castro San Martin Scena 73 08-11-2024 © Marco Piovanotto Jacopo – Jacopo D. Massara Enrico – Lorenzo Richelmy Marco – Carlo Alberto Crarvino

Il regista inoltre sceglie di non seguire pedissequamente i canoni del thriller e del noir; sebbene questa scelta sulla carta potesse essere interessante, puntando di più sulla caratura dei personaggi e sul clima politico dell’epoca, manca in senso assoluto della necessaria autorialità. La ricostruzione dell’ambientazione d’epoca è poco efficace e la sensazione di approssimazione emerge in maniera pervicace. Anche il clima degli Anni di Piombo assume uno spessore assai sottile, in cui i personaggi si muovono in maniera bidimensionale, frutto di una sceneggiatura debole firmata dallo stesso regista insieme a Simona Nobile. La regia de Il cileno manca di personalità quindi, e questa nota dolente si trasferisce anche all’interpretazione di Camilo Arancibia. Le tematiche e gli argomenti per raccontare in maniera affascinante una storia d’esilio, in cui il protagonista vive il dramma della perdita delle proprie radici, soffrendo in particolar modo per l’allontanamento da sua moglie e suo figlio, non mancavano. L’autore però ha l’ardire di convogliare ne Il cileno troppi temi, includendo anche drammi personali come il latente desiderio di maternità di Luciana, in netto contrasto con la sua pratica di aborti clandestini. Il profondo desiderio di vendetta contro il regime di Pinochet, che porta Aldo Marín a far propria la lotta armata in Italia, emerge lentamente. Probabilmente era ciò che sarebbe dovuto risaltare di più, insieme ai suoi tormenti. Peccato che, invece, si percepisca tutto in maniera fugace e passeggera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner