IL CINEMA DI JOHN CARPENTER: DISTRETTO 13: LE BRIGATE DELLA MORTE (Assault on precinct 13)

Un giovane tenente di polizia al suo primo incarico, ovvero il trasferimento di un distretto in un quartiere più sicuro; gli assassini a sangue freddo di una bambina che ne inseguono il padre; tre detenuti, dei quali uno estremamente pericoloso, in fase di trasferimento verso il braccio della morte. Le strade di queste persone si incroceranno tutte al distretto 13.


In due parole questa è la trama di “Distretto 13”, seconda opera di John Carpenter, il quale già mostra una certa dimestichezza con il degrado urbano, gli anti-eroi, le atmosfere notturne e la composizione personale delle colonne sonore, tutti elementi che verranno poi esaltati nel celebre “1997: fuga da New York”.


Scendendo più nel dettaglio, dopo aver visto un patto di sangue tra membri di una gang urbana l’attenzione si sposta sul giovane tenente Bishop (Austin Stoker), poliziotto di colore, che si reca al distretto di Anderson per supervisionare le operazioni di trasloco.
Nello stesso tempo il tenente Starker (Charles Cyphers, attore ricorrente nei film di Carpenter) insieme a due agenti di scorta sta trasferendo tre condannati a morte: Caudell (Peter Farkman), Wells (Tony Burton) e Napoleon Wilson (Darwin Joston), il più pericoloso dei tre.


Spostandoci ancora, vediamo infine un uomo in auto alla ricerca della figlia che si è unita ad una gang, accompagnato dall’altra figlia bambina. La bambina si ferma per comprare un gelato, ma il gelataio viene rapinato dalla gang vista all’inizio e anche la bambina viene uccisa a sangue freddo. Il padre insegue la gang e uccide l’assassino della figlia, ma poi è inseguito dal resto della banda. Intanto il tenente Starker si accorge che Caudell sta male, e decide di fare una sosta al distretto 13. Poco dopo vi si rifugia anche il padre della bambina. Ma al calare dell’oscurità la gang cinge d’assedio il distretto, al quale sono già stati staccati luce e telefono. Starker, Caudell e i due agenti di scorta vengono subito abbattuti, e Bishop deve liberare Wells e Napoleon per respingere l’assalto insieme alla poliziotta Leigh (Laurie Zimmer). Nello svolgersi dell’azione emergerà soprattutto il personaggio di Napoleon, disincantato anti-eroe, e lo spettatore che finisce per chiedersi cosa facesse nel braccio della morte rimarrà senza risposte.


Tipica pellicola minimalista che si regge su un’idea semplice ma forte, con una regia altrettanto forte.
Viene considerata un remake di “Un dollaro d’onore”, western di Howard Hawks con John Wayne e Dean Martin, e ha avuto un inutile remake “ufficiale” nel 2005, più un altro film del 2002 che di fatto aveva la stessa trama, “Nido di vespe” di Florent-Emilio Siri, dove curiosamente appare anche il nostro Valerio Mastandrea. Inoltre nel 2004 e nel 2009 sono usciti due film scritti da Luc Besson con il titolo “Banlieue 13”, la cui trama però non c’entra nulla…
Da non perdere soprattutto per gli amanti di John Carpenter quando la sua vena creativa era appena agli inizi…

Giuseppe Massari