Il colore viola: da Spielberg al musical

Candidato all’Oscar per la miglior attrice non protagonista Danielle Brooks, Il colore viola di Blitz Bazawule è la versione musical dell’omonimo romanzo di Alice Walker (Premio Pulitzer e National Book Award) già portato nel 1982 sul grande schermo da Steven Spielberg.

Lo stesso Spielberg che, dopo oltre quarant’anni, figura insieme a Oprah Winfrey tra i produttori di questo rifacimento che è, però, molto di più.

Film d’impatto, non scontato e con tematiche che si possono riscontrare nel quotidiano, si svolge attorno ai primi anni Cinquanta e pone al proprio centro la giovane Celie, con un sorriso talmente bello e “figlio della sofferenza” che rimane impresso nello spettatore per tutte le due ore e venti circa di visione. La Celie che, dopo l’esperienza tragica a casa con il padre e la sorella, viene data in sposa a “Mister” (o Albert), dal volto di Colman Domingo, e inizia la sua nuova vita. Ma la situazione non migliora, in quanto a Celie viene portata via pure la sua unica confidente e amica: la sorella Nettie alias Halle Bailey, finendo per rimanere sola anche se in casa vi sono il marito e i suoi tre figli.

E, se è Phylicia Pearl Mpasi ad interpretarla nella versione giovane, spetta a Fantasia Barrino incarnarla da adulta, quando oltretutto nella sua vita arriva una svolta: Shug Avery alias Taraji P. Henson non solo porterà il proprio dolce canto, ma si rivelerà di grande aiuto per la rivalsa della ragazza, vittima di un matrimonio combinato (male) e di un coniuge estremamente violento. Shug rappresenterà dunque la luce in fondo al tunnel per Celie, sarà lei il suo “colore viola” che, passeggiando sui prati fioriti, le farà capire che la testa si deve alzare e la libertà si può conquistare, anche da un momento all’altro. Un po’ come la Sofia della sopra menzionata Danielle Brooks, che comanda a bacchetta il figlio di Mister: l’Harpo di Corey Hawkins. Al servizio di un lungometraggio dalla base prettamente religiosa e che si appella al perdono, proprio come quello di Dio. L’interpretazione della religione poi varia ne Il colore viola a seconda dei soggetti, poiché quella del padre di Celie e Nettie è diversa da quelle del Reverendo Avery dalle fattezze di David Alan Grier e di Shug e della donna.

 

 

Virginia Lepri