Chi vive sfruttando il lavoro degli altri non è un vincente ma è un parassita ben vestito. Si nutre della fatica altrui, di notti insonni che non gli appartengono, di sacrifici che non ha mai avuto il coraggio di affrontare…prende per dare alla sua progenie e come Caino colpisce il fratello…Costruisce castelli con mani che non sono esclusivamente le sue, e li chiama merito. Ma sotto quelle fondamenta c’è marciume.Ogni opportunità rubata, ogni merito sottratto è un debito che si accumula, silenzioso ma inesorabile.Non esiste furbizia che cancelli il peso dell’ingiustizia arrecata al prossimo, non esiste successo che possa coprire il rumore di ciò che si è tolto agli altri. Prima o poi, il conto arriva. Sempre.E quando arriva, non bussa piano.Travolge. Smonta l’illusione, strappa via le maschere, espone il vuoto. Perché chi ha costruito senza onore non ha fondamenta: crolla. E nel crollo non resta nulla, se non la verità nuda e crudele, che non era grandezza, ma solo sfruttamento.Il vero fallimento non è cadere. È salire usando gli altri come gradini, e scoprire, troppo tardi, che sotto i piedi non c’era strada… ma persone.
Carmen Cascone
Diritti d’autore (L.633/1941)
