IL CRITICONE, ECCO LA 1a PUNTATA: “INSIDE OUT” E “FANTASTIC 4”

Inside Fantastic Criticone

Cari lettori eccomi all’esordio della mia nuova rubrica “Il Criticone“. In questa prima puntata vi parlerò di 2 film opposti, in tutti i sensi: “Inside out” e “Fantastic 4

 

INSIDE OUT

Il nuovo film d’animazione della Pixar, presentato in anteprima al Festival di Cannes, è davvero un piccolo capolavoro curato nei minimi dettagli ed ha meritatamente sbancato i botteghini di tutto il mondo.

La storia di base è quella di Riley, una bambina che vive felicemente in Minnesota giocando a hockey su ghiaccio; la sua famiglia è però costretta a trasferirsi a San Francisco per motivi lavorativi. La nuova vita californiana, a cominciare dalla casa e dai compagni di scuola, sarà traumatica per Riley che inizierà a chiudersi sempre più in se stessa, maturando una rabbia crescente verso i genitori e il desiderio di tornare in Minnesota.

Posto che una che preferisce il ghiacciato Minnesota (con temperature fino a -19°) all’assolata California, forse ha bisogno dello psichiatra (al di là che si tratti di una bambina).. se la trama fosse (solo) questa, giustamente il commento sarebbe “trattasi di storia sputtanatissima già vista mille volte, quindi dove sta il capolavoro?

Inside 1

La piccola Riley esulta dopo un gol a hockey su ghiaccio

Il geniale regista/sceneggiatore Pete Docter, già ideatore di “Toy Story”, “Monsters & Co.“, “Wall-E” e “Up“, ha creato cinque simpatici personaggi che “vivono” nella mente di Riley ed ognuno di loro gestisce una diversa emozione: Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto e Rabbia. E i veri protagonisti del film sono proprio loro. Gioia è ragazza dai capelli blu, sognatrice e un po’ svampita; Tristezza è la classica segretaria d’ufficio, bassa cicciotta e occhialuta, perennemente depressa; Paura è un incrocio tra Woody Allen e un Muppet, ed è un cagasotto patentato; Disgusto è la classica fighetta snob con la puzza sotto al naso; infine Rabbia è un attaccabrighe decisamente incazzoso, con tanto di fiamme che gli “eruttano” dalla testa. Alloggiano in una plancia sospesa su una specie di cratere e attraverso una consolle simile a quella di “Star Trek” sono capaci di manipolare gli stati d’animo della bambina, generando la creazione di ricordi che vengono incamerati in bolle di diverso colore, dal giallo per quelli gioiosi fino al blu per quelli tristi. Le bolle dei ricordi vengono spedite via tubo dall’altra parte del cratere, nei fitti e labirintici scaffali della “memoria a lungo termine” che lambiscono il dirupo sovrastato dalle isole tematiche che formano la personalità, come quella della Famiglia, dell’Onestà, dell’Amicizia e persino quella della Stupidera che regola la parte giocosa e cazzarona. Quando per errore Gioia e Tristezza finiscono nel tubo e vengono catapultate dall’altra parte, inizia l’avventura che le porterà ad esplorare tutte le varie sfaccettature della mente di Riley nel tentativo di tornare in plancia, tra gag esilaranti, momenti di riflessione e l’incontro con l’elefante Bing Bong, ex amico immaginario della bambina.

Disney•Pixar's "Inside Out" takes us to the most extraordinary location yet - inside the mind of Riley. Like all of us, Riley is guided by her emotions - Anger (voiced by Lewis Black), Disgust (voiced by Mindy Kaling), Joy (voiced by Amy Poehler), Fear (voiced by Bill Hader) and Sadness (voiced by Phyllis Smith). The emotions live in Headquarters, the control center inside Riley's mind, where they help advise her through everyday life. Directed by Pete Docter and produced by Jonas Rivera, "Inside Out" is in theaters June 19, 2015.

Rabbia, Disgusto, Gioia, Paura e Tristezza nella loro plancia di comando

Il film è abbastanza complesso e articolato, ma la semplicità e la comprensibilità con cui vengono descritti i vari aspetti della mente sono qualcosa di eccezionale. Sicuramente poco adatto ai bimbi troppo piccoli, è da consigliare anche agli adulti, perché riesce comunque a tenere viva l’attenzione, senza cali di ritmo. E poi c’è quel caciarone di Bing Bong che da solo vale il prezzo del biglietto. Imperdibili i titoli di coda!

VOTO: 9 Inside 3

Bing Bong, Tristezza e Gioia tra i labirinti della Memoria a lungo termine

FANTASTIC 4

Non starò a dilungarmi molto su questo reboot del fumetto Marvel. E’ stato un flop di critica e di pubblico, ed è giusto così. Purtroppo quando un fumetto Marvel va in mano ad altre produzioni (in questo caso la Fox) il risultato difficilmente è positivo. Se in più ci mettiamo tutti i problemi produttivi, il budget tagliato, il regista incazzoso in lite con i produttori, la post produzione fatta “ad minchiam” con scene rigirate e finale cambiato… c’era ben poco da sperare.

Fantastic 2

Reed Richards (Miles Teller) in laboratorio

In questo caso i Fantastici 4 sono molto poco fantastici, visto che si tratta di quattro mezzi sfigati (nerd o scapestrati) tra cui Miles Teller e l’ex Billy Elliot Jamie Bell, più la bella Sue (Kate Mara), che finiscono a lavorare in un laboratorio supersegreto partecipando alla creazione di un macchinario in grado di spostare la materia in un’altra dimensione e farla tornare indietro. Ovviamente, dopo aver testato il tutto su oggetti inanimati e simpatiche scimmie (praticamente oltre metà del film), i quattro furbacchioni non trovano di meglio che applicare il concetto di “l’abbiamo creata noi, quindi dovremmo essere i primi umani a teletrasportarci nell’altra dimensione”. Quindi in piena notte si infilano negli appositi alloggiamenti e arrivano in questo inospitale e austero “Pianeta Zero“. Non soddisfatti della bravata decidono pure di andare ad esplorarlo, col risultato che uno di loro cade in una pozza di liquido verdastro, mentre gli altri tre riescono per un pelo a tornare indietro, aiutati da Sue che era rimasta in laboratorio. Poco dopo però il macchinario esplode e le radiazioni trasformano i nostri nerd nei Fantastici 4 (evvai! dopo quasi 2/3 di film!), con relativa fase di addestramento per imparare a padroneggiare i rispettivi poteri. L’altro rimasto impantanato su Pianeta Zero diventerà invece il Dottor Destino, e ovviamente dovrà vendicarsi per la sua infausta fine cercando di distruggere il nostro mondo (tanto per cambiare), “aspirandolo” con un vortice di materia verso il suo pianeta, con i nostri che “dovranno farsi in 4” (bella questa, eh?) per evitate la catastrofe.

Fantastic 1

I photoshoppatissimi protagonisti del film

Cos’è peggio in questo film? Che per più di metà del tempo non succede nulla? Che gli attori erano quasi tutti poco credibili in quei panni? (senza contare che dopo “Whiplash“, ci ritroviamo Miles Teller praticamente in ogni film) Che i dialoghi sono tutta roba trita e ritrita, quasi da film con Dolph Lundgreen? Che gli effetti speciali sono pochi e pure fatti maluccio? Non so, scegliete voi.. ma se volete un consiglio evitatelo se potete e piuttosto cercatevi la trilogia di “Sharknado” e lì sì che vi divertirete molto, molto di più!

VOTO: 4

Fantastic 3

Il vortice aspiramateria su Pianeta Zero

A prestissimo per le prossime puntate, in cui vi parlerò di “Everest“, “Io e lei“, “Padri e figlie” e “Sopravvissuto“…

 

Ivan Zingariello (Il Criticone)

 

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