Il divo dell’horror spagnolo Paul Naschy resuscita in home video in Wax – Il museo delle cere

Quale vero fan dell’horror non conosce il madrileno Jacinto Molina, che, meglio conosciuto come Paul Naschy, è stato il lupo mannaro più famoso della cinematografia horror iberica?

Scomparso nel 2009, Naschy torna a suo modo a rivivere in Wax – Il museo delle cere, che, primo lungometraggio diretto da Víctor Matellano, approda su supporto blu-ray italiano sotto il marchio Koch Media.

Proveniente da vecchie registrazioni, infatti, la sua voce viene utilizzata per far parlare una statua animata nei circa ottantadue minuti di visione (non centoquattro come erroneamente riportato sulla fascetta del disco) in cui Jimmy Shaw veste i panni del giovane giornalista Mike, il quale riceve l’incarico di trascorrere un’intera notte all’interno di uno spettrale museo delle cere perennemente ripreso; senza immaginare, però, che il dottor Knox alias Jack Taylor, sadico chirurgo cannibale, sia pronto a tornare all’opera.

Un sadico chirurgo ossessionato da La maschera di cera con Vincent Price e del quale assistiamo alle violente malefatte attraverso un continuo alternarsi di presente e passato (con tanto di fotogrammi graffiati da “effetto grindhouse”), tra cera bollente colata sugli occhi di nude fanciulle e altri bulbi oculari pronti ad essere perforati.

Perché, complice anche un intervento chirurgico che, posto nella fase conclusiva dell’insieme, pur non mostrando quasi nulla di esplicito non può fare a meno di mettere a dura prova lo stomaco dello spettatore più debole, è chiaramente a momenti da torture porn che fa ricorso il regista, impegnato a mettere in piedi l’operazione attraverso la oggi abusatissima tecnica del pov portata al successo da The Blair witch project – Il mistero della strega di Blair e Paranormal activity.

Non a caso, oltre alle camere a circuito chiuso vi è quella con visore notturno di cui è provvisto il protagonista ad immortalare tutta la vicenda, comprendente nel cast anche la veterana figlia d’arte Geraldine Chaplin e che, tra atmosfera gotica e violenza in un certo senso vicina a quella che veniva inscenata dal compianto maestro del gore Lucio Fulci, va ad occupare di diritto un posto nello stuolo di film dell’orrore ambientati in lugubri musei delle cere.

Con il trailer nella sezione extra.

 

 

Francesco Lomuscio