L’esilarante pedinamento di un’anziana signora con altrettanto esilaranti esiti è quello che apre Il malloppo, crime comedy diretta dal Volfango De Biasi non nuovo alla commistione di comici e trama thriller, considerando che aveva avuto modo di affrontarla attraverso Natale col boss e Natale a Londra – Dio salvi la regina.

D’altra parte, non può rivelarsi altro che esilarante un pedinamento attuato da uno squattrinato e tutt’altro che brillante investigatore privato in possesso dei connotati di Michele Foresta, che i telespettatori meglio conoscono come Mago Forest.

Investigatore privato che approfitta spesso dell’ospitalità di un Diego Abatantuono ex rapinatore e ora gestore insieme alla moglie Maria Amelia Monti dell’osteria “Il brigante”. Ex rapinatore il cui passato criminale, complice la misteriosa morte di uno dei suoi vecchi compagni di malefatte, ritorna a galla quando si ricomincia a parlare di un ingente bottino in lingotti d’oro scomparso negli anni Ottanta. Da qui, con Irene Girotti – sceneggiatrice del film insieme al regista, a Gianluca Belardi e ad Herbert Simone Paragnani – nei panni della figlia poliziotta di Abatantuono, oltretutto sospettato dell’omicidio da un Antonio Catania commissario, e Max Angioni in quelli di un improbabile tirocinante non retribuito assunto da Foresta, prende avvio una rocambolesca indagine alla ricerca del colpevole. Una rocambolesca indagine che, tra segreti sepolti, equivoci, imprevisti e situazioni al limite dell’assurdo, porta Il malloppo a tirare in ballo anche momenti action, con tanto di inseguimenti.

Ma, se inizialmente il plot appare abbastanza intrigante e non mancano occasioni per ridere, l’evoluzione narrativa dell’operazione non riesce a celare segnali d’infiacchimento, mentre De Biasi tenta chiaramente di abbracciare una certa tipologia internazionale di racconto in fotogrammi. Aspetto non nuovo nella sua filmografia, considerando che lo possiamo individuare, tra l’altro, sia nel remake da prototipo francese L’agenzia dei bugiardi che nel dittico costituito da Una famiglia mostruosa e Un matrimonio mostruoso. Con un’escursione all’interno di un locale sexy e il Lorenzo Renzi delle serie tv Romanzo criminale coinvolto in un grottesco ruolo, qualche risata Il malloppo riesce pure a strapparla, ma si tratta veramente di una ristretta manciata di battute e gag; e l’impressione generale è che la sua durata di oltre un’ora e cinquanta minuti sia un po’ eccessiva, tanto da renderlo probabilmente più adatto ad una fruizione su piccolo schermo che in sala.

    

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