Il regista Nino Villani racconta la genesi del videoclip Stramadà

Uscito da pochi giorni, il videoclip Stradamà di Puritano e The Eve ha riscosso un enorme successo di visualizzazioni. Realizzato in pochi giorni, il videoclip è stato girato con un taglio cinematografico ed è ispirato al The rocky horror picture show.

Tra le varie location è stato girato a Ostia, dove vive il regista Nino Villani, il quale ce ne racconta la genesi insieme al personale percorso artistico e lavorativo.

 

Ciao Nino, puoi parlarci di Stramadà?

Una versione del cinema in cui la musica è protagonista più che mai. Il ritmo scandisce le immagini, le immagini si fondono con la musica. Una magia, come tutte le espressioni del cinema d’altronde. Mi piace sfidarmi in progetti nuovi, originali, fuori dagli schemi. Un tempo i videoclip erano dei piccoli capolavori, pensiamo a quelli di artisti come Michael Jakson o Madonna. Oggi i grandi continuano a farlo, come i Coldplay ad esempio. Io cerco di riportare in auge, tra gli emergenti, l’importanza delle immagini a sostegno della musica, creando dei racconti che arricchiscano il senso dei pezzi e della musica. Fino ai vent’anni ho avuto un gruppo musicale, cantavo e suonavo la chitarra. La musica, insomma, ha sempre fatto parte della mia vita. Anche nei corti che ho realizzato e sto realizzando la colonna sonora e il sound design sono importanti quanto le immagini, la recitazione e le inquadrature. Stradamà è un esempio perfetto per spiegare questa mia filosofia.

 

Un videoclip di Puritano…

Grazie alla fiducia e alla collaborazione di Puritano, ho potuto immaginare e realizzare un musical “corto” horror. La direzione artistica (di Arakne) ha supportato il lavoro con costumi perfetti per l’atmosfera indicata nell’idea che ha dato spunto al video, cioè il Rocky horror picture show. Le location sono perfette per restituire immagini d’effetto e svolgere la storia nel modo immaginato (grazie al mio aiuto regista e location manager Silvia Tocci). Gli attori, in primis il protagonista Puritano, Emanuele Labate e Margherita Paoluzzi, sono stati bravissimi nell’immedesimarsi nei ruoli assegnati. Direzione della fotografia e operatori di macchina si sono rivelati capaci di seguire il mood che volevo imprimere nel videoclip/musical. Tutto si è plasmato perfettamente. Il risultato, se volete, potete vederlo su YouTube e su Mtv (Sky).

 

Hai nuovi progetti in cantiere?

Da poco abbiamo finito di montare e finalizzare un film corto, del regista Leonardo De La Fuente (che ha lavorato anche con Kieslowski), che ci auguriamo approderà in diversi festival del cinema. In questo caso mi sono impegnato anche nelle riprese e nella fotografia, oltre che nella post-produzione. Anche qui i suoni si fondono con le atmosfere “mistiche” di una Roma notturna in cui si muovono anime unite da uno strano destino, sottolineando i sentimenti interpretati dalle brave attrici protagoniste. Inoltre stiamo finendo la sceneggiatura per un corto letterario dedicato all’opera poetica di Fernanda Romagnoli, grande poetessa del Novecento italiano che il pubblico sta riscoprendo oggi grazie a un’antologia: La folle tentazione dell’eterno. Poi ancora nuovi progetti cinematografici e di comunicazione che vi svelerò a breve. Infatti ho anche la fortuna di essere il titolare, oltre che regista, di un media (Ostiatv.it) e di una produzione video capace di affrontare ogni progetto.

 

Ci sono altri videoclip di cui sei orgoglioso?

Thoiry, di Puritano e Quentin 40, è un brano che ha avuto grandissimo successo nelle classifiche di Spotify, in radio e nelle migliori playlist in Italia. Su questo pezzo del 2017 abbiamo realizzato il primo videoclip rap in cui sono apparsi animali (struzzo, capre, cammello) che rappresentano lo zoo, come dice il pezzo “Sembra di stare a Thoiry, sembra di stare allo zoo”. Gli animali quindi sono a loro volta i membri della crew di Puritano (etichetta Mitraglia Rec). Il videoclip è stato una sfida: uno “street” realizzato anche con i droni per rimandare alle atmosfere della periferia che tanti rapper vivono e descrivono nei loro pezzi. Ho scelto di utilizzare il bianco e nero per questo videoclip, idea che lo ha reso ancora più urban e che poi ha ispirato anche altri registi.

 

(Foto concesse dal regista)

 

Francesca Piggianelli