Blue Swan Entertainment continua ad espandere il suo sempre più ricco catalogo home video a base di Settima arte di genere lanciando su supporto dvd italiano Il segreto di Josiah e The Bayou, rispettivamente datati 2021 e 2025.
Il primo produzione staunitense, il secondo britannica, due lungometraggi completamente diversi tra loro ma rientranti per differenti ragioni nell’ambito dell’horror in fotogrammi.
Il segreto di Josiah (2021)

Dal volto del Robert Patrick rimasto nella storia dei blockbuster per aver concesso anima e corpo allo spietato T-1000 in metallo liquido di Terminator 2 – Il giorno del giudizio, Josiah Graham vive ancora insieme al figlio Tommy alias Scott Haze (anche produttore esecutivo del film) nella fattoria segnata dal suicidio della madre di quest’ultimo, il quale sostiene oltretutto di vederla come fantasma; fino al momento in cui una compagnia petrolifera decide di acquistare la proprietà e, dopo vent’anni, segreti mai dimenticati vengono affrontati con il ritorno degli altri due rampolli: Mary ed Eli, ovvero Kelli Garner e il Nick Stahl che, sempre a proposito di cyborg schwarzeneggeriani, fu protagonista di Terminator 3 – Le macchine ribelli.
Da qui, al suo terzo lungometraggio dopo Coldwater e And then I go, Vincent Grashaw mette in piedi oltre un’ora e cinquanta minuti di visione ricorrendo ad una struttura narrativa divisa in quattro capitoli e immergendo il tutto nel tipico universo rurale a stelle e strisce spesso nascondiglio di inquietanti verità, proprio come quelle di cui veniamo pian piano a conoscenza per quanto riguarda i Graham.
Con qualche momento di violenza tirato in ballo, man mano che a dominare la lenta e tesa evoluzione dell’operazione, tra dramma familiare e ghost story, è un’atmosfera decisamente cupa… fino ad un tragico epilogo che non manca di essere preceduto da colpi di scena.
The Bayou (2025)

Interpretata dalla Athena Strates di Hunger games: La ballata dell’usignolo e del serpente, Kyle è una neolaureata di Houston che parte insieme ad un gruppo di amici verso il profondo sud per poter spargere le ceneri del fratello; ma in seguito alla caduta dell’aereo su cui viaggiano si ritrovano nelle paludi della Louisiana in preda a feroci alligatori pronti a sgranocchiarli.
Sotto la regia del Brad Watson autore di I play mother: Il gioco del male e del Taneli Mustonen cui dobbiamo Lake Bodom e The twin, prima ancora dei titoli di testa su immagini di giornali riportanti, appunto, notizie relative alla pericolosità degli alligatori in determinate zone, assistiamo ad un prologo a base di agenti federali dell’unità antidroga impegnati a sgominare un laboratorio per il confezionamento degli stupefacenti da cui si riversa nelle acque del fiume sottostante una sostanza chimica.
Come da tradizione eco-vengeance (sottogenere dell’horror costituito da pellicole incentrate su animali assassini), un classico pretesto per poter rendere ancor più aggressivo il bestiario in questione, che grazie a The Bayou va dunque ad aggiungersi allo stuolo di titoli annoverante, tra gli altri, Paura primordiale, Crawl – Intrappolati e la saga Lake placid. Man mano che apprendiamo attraverso flashback quale fu la causa della morte del fratello di Kyle; oltretutto conoscitrice delle abitudini dei famelici coccodrilli mentre è impegnata in una lotta per la sopravvivenza scandita da un buon ritmo e che, come c’era da aspettarsi, vede diversi dei personaggi finire tra le fauci dei pericolosi e credibilissimi (in fatto di realizzazione) rettili.
