Per merito di CG Entertainment (www.cgtv.it) entra a far parte dell’home video su supporto 4K Ultra HD anche Il sorpasso, capolavoro indiscusso della Commedia all’italiana diretto nel 1962 da Dino Risi, un anno dopo aver firmato un altro grande classico tricolore quale è il sordiano Una vita difficile.

Senza alcun dubbio la vetta artistica più alta raggiunta dall’indimenticabile maestro della Settima arte italiana, ora disponibile in questa versione il cui restauro digitale 4K è stato realizzato dalla Fondazione Cineteca di Bologna e da Istituto Luce – Cinecittà in collaborazione con Surf Film, RTI, Lyon Film e LCJ Productions a partire dai negativi scena e colonna originali.

E pensare che ai tempi della sua uscita nelle sale fu un mezzo fiasco e venne stroncato dalla critica questo ideale percorso di crescita da schermo che prende avvio in una soleggiata e quasi deserta Roma di Ferragosto sulle cui strade sfreccia la Lancia Aurelia Spider guidata dal Bruno Cortona che doveva inizialmente possedere i connotati del sopra menzionato Sordi, ma grazie al quale un immenso Vittorio Gassman si è aggiudicato un David di Donatello. Un’immagine che già simboleggia il boom che sorpassa le utilitarie della vecchia e più povera classe sociale in circolazione, suggerendo immediatamente l’allegoria che si cela tra i fotogrammi della vicenda on the road che, distribuita negli Stati Uniti con il titolo Easy life, ha addirittura ispirato nel 1969 il super cult Easy rider – Libertà e paura di Dennis Hopper. Vicenda on the road in cui, mancato un appuntamento con gli amici, pur di non trascorrere da solo il giorno di festa il tanto sbruffone quanto esilarante Cortona coinvolge in un viaggio sulle quattro ruote il giovane e timido studente di legge Roberto, al quale concede anima e corpo un eccellente Jean-Luis Trintignant fornito di voce di PaoloFerrari, che meditava di riservare ai libri la tranquillità della giornata.

Un viaggio che nell’evoluzione narrativa de Il sorpasso li porta dalla capitale a Grosseto, fino a Castiglioncello e alle spiagge della Versilia; man mano che Bruno, pronto ad affermare con tutta la sua romanità “L’età più bella è quella che uno c’ha, giorno pe’ giorno”, contagia con la propria energia – tanto da ribaltarne le certezze di bravo ragazzo – Roberto, convinto, invece, che l’infanzia era l’età più bella perché, in realtà, non ricordiamo più come fosse. Quell’infanzia che la camera risiana non manca di accomunargli in più di un’occasione per richiamare alla memoria la sua innocenza, testimoniata in maniera metaforica sia dal bambino che lo osserva mentre scambia un gioco di sguardi con una cameriera probabilmente interessata a lui, sia da quello che lo saluta un istante prima del tragico epilogo entrato di diritto nella storia delle immagini in movimento.

Un epilogo che sembra suggerire da un lato che l’azzardo si paga a caro prezzo, dall’altro che determinate anime pure non possono in alcun modo permettersi di adeguarsi ad un mondo che fa del cinismo la propria legge. Perché è vero che le situazioni per spingere lo spettatore a ridere sono molte, tra “twist alla burina”, una frecciatina verbale ai film di Michelangelo Antonioni e il momento in cui Cortona fa la morale alla figlia minorenne Lilli alias Catherine Spaak prossima al matrimonio con il maturissimo Danilo Borelli detto Bibì dal volto di Claudio Gora, ma risulta impossibile negare che è il forte velo di amarezza – a partire dalla sequenza in casa dei parenti di Roberto e dall’atmosfera di solitudine accentuata di continuo dai pensieri di quest’ultimo – a rappresentare l’elemento maggiormente affascinante de Il sorpasso.

Oltretutto impreziosito da un allora innovativo utilizzo della colonna sonora che, al di là delle magnifiche musiche originali composte da Riz Ortolani, include hit dell’epoca del calibro di Guarda come dondolo e Pinne fucile ed occhiali di Edoardo Vianello; senza dimenticare la Don’t play that song di Ben E. King riletta da Peppino Di Capri. Un modo di fare che ha chiaramente influenzato il Carlo Vanzina di Sapore di mare… ma come non pensare anche al verdoniano Un sacco bello nell’assistere a questo intramontabile must ferragostano in bianco e nero?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner