Cristina Siciliano, artista poliedrica e performer di fama internazionale, si unisce a Pasqualino Beltempo nel nuovo singolo “Il Tempo Vola”. Questo brano è parte integrante del progetto discografico “Se La Vita Fosse Un Musical”, in cui Beltempo trasforma gli eventi quotidiani in scene da cantare e condividere. La canzone, con arrangiamenti di Gabriele Mastropasqua, si sviluppa come un mini-musical in tre atti, raccontando l’evoluzione di una storia d’amore dal colpo di fulmine alla convivenza.
Cristina porta nel progetto la sua vasta esperienza scenica e vocale, acquisita calcando palchi prestigiosi come quello della Sydney Opera House e collaborando con artisti di calibro internazionale. In questa intervista, esploriamo il suo ruolo nel brano, l’importanza della complicità con Beltempo e come le sue esperienze internazionali abbiano arricchito la sua interpretazione in “Il Tempo Vola”.

INTERVISTA A CRISTINA SICILIANO
Cristina, benvenuta su “Mondospettacolo” come hai contribuito personalmente al testo de “Il Tempo Vola” e quali sono i difetti che hai scelto di includere nel brano?
Il bello di questo brano è che i difetti che canta non sono inventati: sono i nostri e quelli delle persone che conosciamo bene, solo un po’ enfatizzati. Il mio preferito? Non saper cucinare. Mi fa molto ridere perché viaggio da anni per il mondo e ho imparato tantissime skills, ma cucinare non è tra quelle: è un’attività che non mi ha mai rapita. Sarà che l’universo mi ha sempre mandato uomini chef o aspiranti tali che adoravano cucinare per me — giuro che non faccio i provini per questo, mi piace farmi coccolare! Mia nonna, barese doc, mi diceva sempre: “E chi ti deve prendere, che non cucini e non stiri?”. E invece tra fidanzati, amici e coinquiline, in cucina qualcuno c’è sempre stato al posto mio.
Poi c’è il furto del lenzuolo, una caratteristica che i miei ex mi hanno lamentato spesso, ritrovandosi al freddo e al gelo nel cuore della notte. E una menzione speciale al ritardo: in passato ero molto ritardataria, e Pasqualino, che mi conosce da vent’anni, lo sa benissimo — quando dovevamo uscire mi dava appuntamento mezz’ora prima! Ormai sono “guarita”, ma nella canzone ho voluto rivendicarlo con orgoglio.
Essendo una performer con un’esperienza tanto vasta e internazionale, come hai utilizzato la tua versatilità vocale e scenica per dare vita alla protagonista femminile di questa storia in musica?
“Il Tempo Vola” è un brano molto musical, e il musical fa esattamente questo: trasforma quello che potrebbe essere un semplice dialogo in cantato. Ma perché funzioni, le emozioni devono trasparire assolutamente — non basta cantare bene, bisogna far arrivare quello che il personaggio sente. Per me il lavoro sul personaggio è la parte fondamentale: viverlo dentro di sé e poi portarlo fuori.
In questo mi aiuta il lavoro e lo studio che faccio da anni sulla voce, e di cui sono grata sia alla formazione teatrale che a quella canora. Nel periodo trascorso a Bali, poi, ho iniziato a insegnare io stessa l’uso della voce e l’arte del public speaking: un percorso che si intreccia perfettamente con il canto, perché in entrambi i casi la vera domanda è la stessa — come proietti un’emozione, come la fai arrivare a chi ti ascolta.
Qual è stato l’aspetto più stimolante del lavorare con Pasqualino Beltempo su “Il Tempo Vola” e come ha influenzato il tuo approccio alla canzone il fatto che siate amici di lunga data?
Pasqualino per me è come un fratello. Nonostante la distanza — lui vive a New York da tanti anni, io sono sempre in giro per il mondo — riusciamo a rimanere sempre connessi e a sfogare la nostra creatività nei modi più diversi. Abbiamo studiato teatro insieme e abbiamo lavorato fianco a fianco nello scorso tour di Caparezza, Exuvia: esperienze che ci hanno uniti ancora di più.
Con lui mi sento completamente a mio agio: è una persona super propositiva, creativa, multitalentuosa — scrive, canta, recita, balla. E quando c’è quel livello di confidenza ti senti al sicuro di poter sbagliare: provi, osi, ridi di un’idea che non funziona e ne trovi una migliore. La complicità che si sente nel duetto non è recitata — è la nostra.
Nel tuo tour con Caparezza e le tue collaborazioni internazionali, quale esperienza ti ha arricchito di più come artista e in che modo ha influenzato la tua interpretazione in questo nuovo singolo?
Caparezza mi ha dato la possibilità di tornare a crederci davvero: stare su quel palco, davanti a migliaia di persone, interpretando i personaggi del mondo fantastico che crea per i suoi tour — prima con Exuvia, ora con Orbit Orbit, appena premiato con la Targa Tenco — è una scuola continua di presenza scenica. Così come il lavoro con la mia maestra e mentore Maria Laura Baccarini, che mi ha insegnato a vivermi il personaggio fino in fondo, senza paura.
Ma ogni esperienza mi ha lasciato uno strumento diverso. Alla Biennale di Sydney, con la performance uno-a-uno per l’artista Germaine Kruip — un monologo privato, davanti a una persona sola — ho fatto un lavoro sopraffino sul modo di parlare e di esprimersi, riportando l’espressione alla sua dimensione più intima. Senza andare troppo lontano, in Italia il one woman show “Io e Myriam”, scritto da Giovanni Gentile con due musicisti eccezionali, Vito Liturri e Marco Boccia, mi ha dato una formazione enorme: un personaggio difficilissimo in cui destreggiarsi da sola in scena. E in Messico, lavorando con musicisti di alto calibro nella big band di Arturo de la Torre, ho imparato a interpretare i boleros della tradizione, che mi hanno aiutata a trovare una voce più calda.
Tutto questo è finito, in un modo o nell’altro, dentro “Il Tempo Vola”: l’intimità, il coraggio scenico e quel calore nella voce- che verso il finale si evolve fino ad essere quasi stridente.

