IL VIOLINO PARLANTE : ASHOT TIGRANYAN E LA CLASSICAL CONCERT CHAMBER ORCHESTRA

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“Sono un musicista professionista e la musica è la mia grande passione. Su questi basi, ho creato questa bellissima orchestra che si ispira al modello delle formazioni da camera barocco e del periodo classico con musicisti professionisti altamente qualificati, allo scopo di suonare in tutto il mondo, di mostrare al pubblico quanto sia bella la musica classica e quanto possa essere importante nella vita di ogni essere umano. E’ mio intendimento onorare lo stile della vecchia scuola russa da cui vengo ed a cui appartengo. Voglio continuare a diffondere lo stile musicale con cui sono cresciuto, ricostruendo l’essenza della scuola in un ambiente intimo, proprio della musica tradizionale da camera. Il mio personale modo di suonare si concentra nella produzione di un suono in continua evoluzione e colore, che imita la voce umana. La bellezza di questo stile è nella sua connessione al passato e questo è ciò che noi, come orchestra da camera, speriamo di trasmettere nelle nostre prestazioni”.
Sono parole del grande violinista Ashot Tigranyan, fondatore e direttore della Classical Concert Chamber Orchestra (CCCO), che ha incantato il pubblico del “Rossini” sabato 17 ottobre.
La prima parte dello spettacolo ha incluso il concerto per violino n° 4 di Wolfgang A. Mozart e “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, mentre la seconda ha racchiuso una selezione di brani del violinista italiano Niccolò Paganini. Il concerto si é concluso con l’Ave Maria di Schubert (1825), una delle più famose composizioni del musicista viennese che la scrisse come parte della sua Opus 52, un gruppo di sette canzoni tratte dal poema epico dello scrittore scozzese Walter Scott, “The Lady of the Lake”.
Tigranyan l’ha dedicata alla memoria del padre: sono stati attimi che non si possono descrivere e sono indimenticabili per chi ha avuto la fortuna di viverli. Un concerto godibilissimo, grazie ad un’orchestra dal suono eccezionalmente pulito, in cui ogni elemento è in totale sincronia con l’altro.

La CCCO è un’orchestra versatile di circa 35 ottimi musicisti (circa 25 erano presenti a Pesaro, tra cui alcuni italiani), nata nel 2006 in California. Si è esibita negli States fino al 2012, poi ha varcato l’oceano realizzando diverse tourneès in Spagna, Regno Unito, Polonia, Francia, Italia e Danimarca, dove ha suonato nei più quotati templi della musica, tra cui il Palau de la Musica Catalana di Barcellona, il Teatro Calderón di Madrid, l’Helsinki Music Centre, l’Oslo Concert Hall, il Berwaldhallen di Stoccolma.
Dal 2012 si esibisce regolarmente in Italia, Francia e Spagna. In Spagna (Paese che Tigranyan ama particolarmente, “per la sua cultura, il cibo, la gente, la musica, i colori e la vitalità”) quest’anno ha suonato nelle città di La Coruña (13 febbraio), Barcellona (17 e 18), Pamplona (24), Bilbao (25), Saragoza (26), Valladolid (1° marzo), Madrid (4 marzo), prima di proseguire per la Francia dove si è esibita a Aix en Provence (15 aprile), Parigi (17), Toulouse (19), Lyon (20), Bordeaux (23-24).
La tappa “rossiniana” è stata l’ultima del tour italiano iniziato al “Carlo Felice” di Genova il 3 ottobre e proseguito presso l’ Auditorium Rai di Torino il 4, l’Auditorium Cariplo di Milano l’8, l”Alfieri” di Asti il 9, il Teatro dei Rozzi di Siena il 15 ed il Teatro Sociale di Mantova il 16.

Il M°Tigranyan suona in modo particolare, con estrema naturalezza ed è proprio “la scomparsa dell’eccellenza tecnica dietro la spontaneità e la passione dell’uomo per il proprio strumento a renderlo unico”, come é stato più volte sottolineato. Il suo violino parla ed è lui stesso a spiegare qualcosa in merito:
“Ho iniziato a suonare quando avevo tre anni. A sei mi sono esibito di fronte ad un pubblico di un migliaio di persone. Ho studiato violino da 8 a 12 ore al giorno, tutti i giorni. Poi sono entrato al Conservatorio di Mosca, dove mi sono laureato sotto la guida del leggendario Leonid Kogan (n.d.r. assieme a Oistrakh il più grande violinista sovietico del suo tempo). Ho viaggiato per l’Unione Sovietica in tour con tre importanti ensemble, fino a metà degli anni Ottanta, quando sono emigrato negli Stati Uniti. Ora ho 60 anni: se mi guardo indietro, vedo che ho passato 57 anni della mia vita col mio violino” .

Concordo pienamente con quanto riportato nel marzo 2014 da Croydon Radio: “Aderendo allo stile tradizionale della Scuola Russa, la CCC Orchestra coniuga suoni caldi e vibranti alla ricchezza tonale per la quale è conosciuta in tutto il mondo. Il Maestro Tigranyan ha forgiato sonorità che rievocano la lirica operistica, e che non mancano mai di suscitare standing ovation: per questo nessun appassionato di musica classica dovrebbe perdersi un suo concerto” .

(Video: http://cccorchestra.com/videos/)

Paola Cecchini